Arrivati a Viterbo, si può scegliere tra il percorso classico della Via Francigena che sale verso San Martino al Cimino e la variante sulla Strada del Signorino che segue un suggestivo tracciato scavato nel tufo.
Entrambe le opzioni hanno grande fascino per motivi diversi; avendo già visitato San Martino durante il Cammino della Tuscia, questa volta ho deciso di percorrere la variante.
Via Francigena: la Strada del Signorino da Viterbo a Vetralla
Partita da Piazza San Lorenzo, ho lasciato il centro storico scendendo verso Porta di Valle, da cui inizia il cammino lungo la Strada del Signorino, ben indicata come variante della Via Francigena.
Porta di Valle, conosciuta anche come Porta Eviali o Porta Eulali, è uno degli accessi più antichi di Viterbo e collegava la città alla valle del fiume Urcionio. A presidio di questo passaggio fu eretta la Torre di Branca, legata alla tradizione della Bella Galliana.
Itinerario: Viterbo - Vetralla
Sentiero: VF (Variante Strada del Signorino)
Lunghezza: circa 16,6 km
Difficoltà: E (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 4 ore e 30 minuti
Dislivello: quota max 344 m s.l.m.
La Strada del Signorino è un antico tracciato etrusco scavato nel tufo, una tipica "tagliata" che collega l'omonima contrada a Porta Faul. Il percorso si snoda tra pareti rocciose alte fino a 12 metri, creando un ambiente suggestivo, fresco e ombreggiato, arricchito da vegetazione e piccole edicole votive.
Nel tempo è stata avvolta da leggende legate a presenze misteriose e riti antichi, motivo per cui lungo le pareti furono incise croci protettive. Come altre vie simili dell'Etruria - Pitigliano, Sorano e Sovana - la sua funzione originaria non è del tutto chiara: potrebbe aver avuto un ruolo viario, difensivo o legato a pratiche religiose, ipotesi oggi tra le più accreditate.
La strada è percorribile anche dalle auto, quindi è bene prestare attenzione, anche se il traffico è generalmente limitato. Più avanti il tracciato prosegue tra colline che si aprono gradualmente, lasciando spazio a una pianura coltivata con aziende agricole e allevamenti.
Consiglio di fare una breve deviazione verso la Chiesa di Santa Maria di Castel d'Asso: all'altezza di un'edicola votiva si può imboccare la strada omonima, superare il cavalcavia sulla statale e raggiungere facilmente la chiesetta. In alternativa, proseguendo sul tracciato principale si arriva comunque a un bivio più avanti, ma con un allungamento di circa 200 metri.
Questa piccola chiesa di campagna ha una particolarità curiosa: si trova esattamente a 100 km da Roma, come indica il cippo posto davanti all'ingresso. Qui è anche possibile apporre un timbro dedicato sulla credenziale.
Superata un'area di sosta, inizia un lungo tratto tra i campi coltivati, dove si incontrano agricoltori al lavoro e grandi impianti di irrigazione che caratterizzano il paesaggio.
Lungo il percorso compaiono i cartelli che segnalano le Terme della Tuscia, chiuse il mercoledì. Il complesso, moderno e ben organizzato, offre cinque piscine all'aperto con temperature variabili tra circa 20 e 42 °C, oltre a lettini e ombrelloni disponibili senza costi aggiuntivi e armadietti con chiave per piccoli bagagli.
Per chi parte da Viterbo lungo la Via Francigena, rappresentano una piacevole pausa rigenerante prima di rimettersi in cammino. La struttura è dotata di spogliatoi, servizi e phon; le docce, all'aperto, sono con acqua calda. È presente anche un punto ristoro per snack e bevande.
Superata la statale, si riprende a camminare in leggera salita su uno sterrato tra noccioleti e uliveti. Il continuo saliscendi nella campagna conduce a una piccola area di sosta con tavolo e panchina, priva però di acqua, a Casale Quartuccio, ideale per una pausa, anche se poco ombreggiato.
Nei pressi di alcune case sparse, un cartello segnala la presenza di un antico ponte romano, non facilmente visibile dalla strada. Poco più avanti si incontra la "panchina del pellegrino", sistemata da una residente per offrire un punto di sosta ai viandanti, dove è anche possibile timbrare la credenziale.
Il cammino prosegue lungo un sentiero che costeggia un canale in una zona particolarmente umida, dove sgorga la sorgente di Fossato Callo: nelle sue acque si notano piccoli pesci e gamberi di fiume. In alcuni periodi, come durante il mio passaggio, il sentiero può diventare fangoso a causa dell'acqua che lo invade.
Tornati sulla strada, si raggiunge la zona di Santa Maria di Foro Cassio, dove la Via Francigena proveniente da San Martino al Cimino si ricongiunge al tracciato della variante.
Già nel XIII secolo Forum Cassii ospitava un lebbrosario, a testimonianza della sua funzione di accoglienza lungo il cammino. La chiesa, dopo secoli di abbandono e utilizzi impropri, arrivò a rischiare la demolizione negli anni '60, ma fu salvata e restaurata grazie all'intervento del Comune e della comunità di Vetralla.
Oggi si presenta con una facciata semplice, arricchita da elementi altomedievali e coperta da un tetto a capriate. All'interno si conservano affreschi attribuiti al giovane Masaccio, tra cui una Madonna in trono con Bambino e una Crocifissione, probabilmente realizzati durante un suo passaggio nel Quattrocento: opere molto rovinate, ma ancora cariche di fascino.
La chiesa è aperta grazie all'impegno dei volontari: è possibile lasciare un'offerta oppure portare con sé, come ricordo, uno dei sassi dipinti realizzati da Manuela.
Proseguendo, un'ultima salita piuttosto impegnativa conduce alla periferia di Vetralla dove si viene accolti da un colorato murales. Per raggiungere il termine della tappa è necessario attraversare la Via Cassia e risalire fino al borgo.
Vetralla è un borgo di origini etrusche, come racconta ancora oggi il suo impianto urbano: si sviluppa sulla collina con vicoli che scendono lungo le pendici, collegati da scalinate e suggestivi passaggi voltati.
Il borgo si trova lungo un importante nodo viario attraversato da antiche direttrici come la Via Cassia, la Via Francigena, la Via Clodia e la Via Aurelia che nel tempo hanno reso questa zona un punto strategico di collegamento tra Toscana e Lazio. La posizione ha avuto un ruolo significativo anche nei rapporti con il papato, soprattutto in relazione alla vicina Viterbo.
Numerosi sono gli scorci panoramici che permettono di ammirare il borgo che per certi aspetti mi ha ricordato Barbarano Romano, poco distante.
Per caso ho incontrato l'architetto Antonio De Grandis, che si è rivelato una guida preziosa, accompagnandomi tra gli angoli più caratteristici e condividendo curiosità sulla storia del paese.
In una piazzetta si nota la cosiddetta "finestra volante", ciò che resta di una casa distrutta durante i bombardamenti: un dettaglio che colpisce e racconta una pagina di storia.
Con le sue persiane aperte a mo' di ali, vuole essere, come colomba, simbolo di speranza e di pace.
Dall'esterno ho osservato la Chiesa di San Francesco, di origine romanica, costruita intorno all'anno Mille su edifici preesistenti e arricchita nel tempo da affreschi di varie epoche; la cripta è interamente scavata nel tufo.
In prossimità delle mura si erge anche l'ex Chiesa di San Giuseppe che è datata tra il XII e il XIII secolo. Numerose fotografie appese lungo le vie consentono di vedere come fosse Vetralla in epoca passata.
Sono invece entrata nel Duomo dedicato a Sant'Andrea Apostolo, progettato da Gian Battista Contini all'inizio del Settecento e completato, dopo varie interruzioni, nel 1720. L'edificio ha un'unica navata con cappelle laterali comunicanti e illuminate da grandi finestre; all'esterno la cupola è nascosta da una struttura ottagonale. La facciata in peperino si sviluppa su due ordini sovrapposti con elementi classici. All'interno si conservano pavimenti in cotto, decorazioni lignee, dipinti e una statua lignea dell'Immacolata, portata in processione periodicamente.
Nella stessa piazza si trova il municipio sulla cui scala interna si può osservare una grande tavola araldica del 1512 con gli stemmi di Papa Giulio II, di Enrico VIII e del suo ambasciatore Cardinale Christopher Bainbridge, oltre a un busto ottocentesco del Cardinale Enrico Stuart.
L'edificio attuale fu progettato nel 1731 e presenta una facciata con imponenti lesene e con un lieve aggetto centrale, crea un raffinato effetto chiaroscurale; sopra il balcone della Sala Consiliare si trovano l'orologio settecentesco e un piccolo campanile.
Nel borgo si incontrano alcuni lavatoi storici, tra cui uno datato 1851, spesso coperti ma senza pareti. La struttura era organizzata con due vasche su livelli diversi: quella superiore per il risciacquo e quella inferiore per il lavaggio. I panni venivano strofinati su piani inclinati in peperino oppure su assi di legno, più adatte ai tessuti delicati. Luoghi frequentati soprattutto dalle donne, i lavatoi erano anche spazi di socialità quotidiana, dove il lavoro si intrecciava con conversazioni e tradizioni tramandate nel tempo.
Sull'antica Via Cassia che attraversa il borgo si possono osservare due antichi palazzi appartenuti a famiglie rivali. Una delle due volle sottolineare il proprio prestigio facendo costruire un edificio particolarmente imponente; l'altra rispose con un portale ancora più scenografico, in una sorta di competizione architettonica.
Informazioni utili
È possibile ritirare la credenziale all'Ufficio turistico di Vetralla, ma per ottenere il Testimonium a Roma è necessario aver percorso almeno 100 km a piedi oppure 200 km in bicicletta lungo la Via Francigena.
A Vetralla sono presenti alcuni alloggi per pellegrini: l'Ostello/Parrocchia San Francesco, il Monastero Regina, situato nella località La Cura all'inzio della tappa successiva, e l'Agricasale "Oasi del Viandante" nella zona di Pontarello.
In alternativa, il borgo offre alcuni bed & breakfast, come La Magnolia, adatti a chi preferisce una sistemazione privata. La struttura è situata in un'area tranquilla e consente di raggiungere in pochi minuti il centro storico, dove si trovano bar e pizzerie.
Come arrivare
L'inizio della tappa si può raggiungere con i treni che arrivano alle stazioni di Viterbo (Porta Fiorentina o Porta Romana). Per arrivare a Vetralla si possono utilizzare da Roma i treni che arrivano alla stazione situata nella località di La Botte, dove passa la tappa seguente della Via Francigena.
Viterbo e Vetralla sono collegate dagli autobus locali Cotral in direzione Vetralla. I collegamenti sono abbastanza frequenti durante la giornata, anche se i tempi possono variare in base alle corse.
















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