Questa tappa della Via Francigena da Montefiascone conduce a Viterbo, la città dei Papi, attraversando anche un suggestivo tratto del basolato originale dell'antica Via Cassia.
Lungo il percorso non mancano piacevoli sorprese: tra queste, le terme naturali offrono una pausa rigenerante prima dell'arrivo in città.
Via Francigena: Montefiascone - Viterbo
Dal belvedere a lato della Rocca dei Papi prende avvio questa tappa relativamente breve della Via Francigena che, una volta giunti a Viterbo, lascia tutto il tempo per esplorare il suggestivo capoluogo della Tuscia.
Dopo aver salutato il Monumento al Pellegrino e rivolto un ultimo sguardo al Lago di Bolsena, si inizia a scendere passando accanto ai ruderi della Chiesa della Madonna del Riposo.
Itinerario: Montefiascone - ViterboSentiero: VF
Lunghezza: circa 18,5 km
Difficoltà: T (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 4 ore e 30 minuti
Dislivello: quota max 623 m s.l.m.
Si scende lungo una strada secondaria che regala suggestivi scorci sul borgo appena lasciato, riconoscibile per l'imponente cupola della Chiesa di Santa Margherita.
In breve si raggiunge la pianura e, poco dopo, si imbocca un sentiero che ricalca il tracciato dell'antica Via Cassia. Qui è ancora ben visibile il basolato romano: le pietre, ampie e regolari, rendono il passo più agevole rispetto ad altri selciati, offrendo una camminata piacevole.
Il percorso, che coincide con il sentiero 100 del CAI da Acquapendente a Vetralla, si snoda tra boschi, campi coltivati a patate e a cereali e uliveti fino a raggiungere la località di Paoletti. Da qui ha inizio uno dei tratti più affascinanti dell'antica via, incorniciato da filari di ulivi.
Costeggiando la linea ferroviaria, che si attraversa due volte, si prosegue su strada sterrata e, voltandosi indietro, si può scorgere per l'ultima volta Montefiascone. In primavera, questa zona si accende dei colori delle fioriture spontanee e delle coltivazioni, come il giallo intenso della colza.
Il cammino continua tra casali e campi coltivati fino a Sosta Morina, lungo la strada di Monteiugo, dove una panchina invita a fermarsi per ammirare l'ampio panorama sulla vallata della Tuscia viterbese.
Si prosegue ancora su strade sterrate fino a raggiungere le Terme del Bagnaccio, facilmente riconoscibili per l'ampio parcheggio dove possono sostare anche i camper. La segnaletica non è particolarmente evidente, ma vale davvero la pena fare una sosta. Le sorgenti erano già note in epoca etrusca e romana per le proprietà benefiche delle loro acque.
Qui è possibile apporre il timbro sulla credenziale e usufruire di una tariffa agevolata per l'ingresso.
All'interno si trovano tre grandi vasche di acqua calda, ideali per concedersi una pausa rigenerante dopo i chilometri accumulati nei giorni precedenti.
L'ambiente invita a fermarsi a lungo: ci sono sdraio per rilassarsi al sole, un'area bar con distributori automatici di bevande e snack, oltre a servizi e docce (con acqua fredda). Resta però da fare i conti con il tempo… perché la tappa non è ancora conclusa.
Continuando il cammino si percorrono strade bianche, quasi prive di alberi, fino a raggiungere la periferia nei pressi di un centro commerciale. Sotto un cavalcavia, un grande murales dà il benvenuto ai pellegrini a Viterbo, mentre lungo il viale accanto al cimitero si notano sagome di viandanti sui lampioni e, poco più avanti nel parco, un monumento dedicato alla Via Francigena.
Si prosegue sul marciapiede lungo la trafficata Via Cassia, seguendo la segnaletica sempre presente. Occorre però prestare attenzione agli attraversamenti in corrispondenza delle rotonde, per evitare inutili deviazioni alla ricerca delle strisce pedonali.
In pochi minuti si passa dal silenzio delle campagne al traffico della tangenziale cittadina, anche se il centro storico è ormai vicino.
Si raggiunge così il Parco Giardino che si attraversa ritrovando un po' di tranquillità: un luogo piacevole tra fontane e viali alberati.
Usciti dal parco si entra nel centro storico da Porta Fiorentina e, seguendo le indicazioni, si arriva in una piazzetta dove un cartello segnala le due varianti della Via Francigena verso Vetralla: il tracciato classico via San Martino al Cimino e la Strada del Signorino.
Per raggiungere il cuore della città si sale in Piazza del Plebiscito, dove si affacciano importanti edifici storici come il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Podestà e la Chiesa di Sant'Angelo in Spatha.
Proseguendo si giunge in Piazza San Lorenzo, dove si trovano la Cattedrale di San Lorenzo e il Palazzo dei Papi che segnano la conclusione della tappa. La cattedrale, di origine romanica, è caratterizzata dalla torre in travertino e basalto, mentre il Palazzo dei Papi rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura gotica della città.
Avevo già raccontato in un precedente post cosa vedere a Viterbo, una città ricca di musei interessanti e di quartieri affascinanti in cui perdersi, come quello medievale di San Pellegrino, tra i meglio conservati d'Italia.
Le sue case e le torri, risalenti all'XI e XII secolo, sono costruite in peperino, una pietra vulcanica dal caratteristico colore grigio screziato. Molti edifici conservano ancora le tipiche scale esterne, i cosiddetti profferli, che consentono l'accesso diretto al piano superiore.
Anni fa ero arrivata qui per percorrere il Cammino della Tuscia, e anche questa volta ho approfittato della sosta per passeggiare senza fretta tra angoli suggestivi che avvolgono di un fascino autentico la città della Tuscia.
Informazioni utili
Questa è la tappa della Via Francigena più facile nel tratto da Siena a Roma in quanto le salite sono modeste e si cammina su strade dove l'andatura può essere modulata al proprio passo.
All'ufficio turistico di Viterbo, in Piazza Martiri d'Ungheria, è possibile apporre fino a quattro timbri sulla credenziale: quello dell'ufficio informazioni, del Comune, di Viterbo città pontificia e della Via Romea Strata.
In via San Pellegrino 27, presso lo spazio di Cinzia Chiulli – Percorsi Artistici, è inoltre possibile firmare la "Pietra del Pellegrino" in occasione del Giubileo.
Viterbo rappresenta anche un punto simbolico importante della Via Francigena: da qui mancano circa 100 km a Roma e, completando le ultime cinque tappe, si può richiedere il Testimonium.
La credenziale si può acquistare presso l'Info Point CAI Viterbo, al Bistrot del Teatro oppure a Viterbo Sotterranea, dove però viene rilasciata una versione più generica.
Per il pernottamento, la città offre diverse strutture dedicate ai pellegrini, come il Convento Cappuccini, l'Ospitale del Pellegrino, Travel House, Ist. Giovanni Merlini, l'Antica Dogana, L' Archetto e il Monastero delle Clarisse "S. Bernardino da Siena".
Se si ha la possibilità, vale la pena fermarsi almeno due notti per visitare con calma la città, magari scegliendo di dormire in una delle antiche torri del quartiere di San Pellegrino.
La Torre degli Alessandri è una delle soluzioni più suggestive: curata nei dettagli, offre una splendida vista sulla città e un'atmosfera che riporta indietro nel tempo, pur garantendo comfort moderni.
Tra le altre sistemazioni con camere private, adatte anche a chi percorre la Francigena in coppia, si segnalano Clockwise e La Morra.
Per quanto riguarda i servizi di ristorazione a Viterbo si trova un'ampia scelta di ristoranti che propongono la cucina tipica. Nel centro si può optare per La Spaghetteria che offre un menù con un'ampia scelta di condimenti, molti anche vegani, oppure La Fraschetta Verde, un ristorante vegano con un menù che cambia a seconda della stagione.
Come arrivare
Montefiascone e Viterbo sono entrambe servite da stazioni ferroviarie, ma i collegamenti con il resto d'Italia risultano spesso piuttosto lunghi, a causa dei numerosi cambi necessari lungo il percorso.
Le due località sono comunque ben collegate tra loro e con i principali centri della zona grazie alle linee di autobus interurbani Cotral, utili sia per pianificare gli spostamenti tra le tappe sia come soluzione alternativa in caso di imprevisti durante il cammino.














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