Questa tappa della Via Francigena da Bolsena continua a regalare splendidi scorci sul lago, accompagnando il cammino fino a Montefiascone, dove una terrazza panoramica offre una vista privilegiata dall'alto.
È un tratto piacevole, immerso nella natura, tra sentieri e all'interno di parchi che rendono il percorso vario e appagante con continui cambi di prospettiva sul paesaggio circostante.
Via Francigena: Bolsena - Montefiascone
Partendo da Piazza Santa Cristina, si oltrepassa l'arco e si raggiunge un piccolo giardino dove la segnaletica invita a proseguire verso sinistra.
Lasciate alle spalle le ultime case del borgo, il cammino entra subito nella natura, inoltrandosi nel Fosso della Carogna. Si procede accanto a una sorgente e poi su un breve tratto asfaltato che accompagna verso le campagne.
Anche in questa tappa il tracciato coincide con il sentiero 100 del CAI, che collega Acquapendente a Vetralla: lungo il percorso si trovano quindi indicazioni precise anche sui tempi di percorrenza, utili per orientarsi e gestire al meglio il passo.
Itinerario: Bolsena - MontefiasconeSentiero: VF
Lunghezza: circa 17 km
Difficoltà: E (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 5 ore
Dislivello: quota max 633 m s.l.m.
Qui il panorama sul lago si affianca alle vedute sui vigneti che da questo punto in poi diventano una presenza costante lungo il cammino.
Proseguendo si attraversano case sparse e uliveti recintati, fino a raggiungere la fattoria Gualterio e l'Agriturismo Meridiano 12, dove alcuni cartelli invitano a rispettare le coltivazioni. Lungo il pendio si alternano frutteti e uliveti e, poco oltre, si scende su un sentiero roccioso che conduce a un fossato ricco d'acqua, da attraversare con un po' di attenzione.
Superato il guado, il percorso risale e si inoltra in un bosco ceduo, da poco tagliato: poco più avanti si incontrano infatti operai al lavoro tra tronchi e legna accatastata.
Continuando si arriva al Parco di Turona, dove compaiono anche le indicazioni del Cammino Intrepido Larth, che fino a qui condivide il tracciato con la Via Francigena.
Il Parco di Turona è un'area naturale molto suggestiva, caratterizzata da un fitto bosco di querce, alcune anche di notevoli dimensioni, con zone attrezzate per la sosta e diverse sorgenti che alimentano l'acquedotto di Bolsena. All'interno si trova anche il sito archeologico di La Civica, dove sono visibili resti di un antico insediamento etrusco, abitato tra il VI e il IV secolo a.C., con tracce di strutture difensive e edifici realizzati in pietra.
Stava iniziando a piovere, così ho preferito proseguire lungo il percorso ufficiale, fermandomi solo per una breve sosta alla piccola cappella della Madonna di Turona.
Qui lo sterrato coincide con il percorso delle cascate: lungo il Fosso d'Arlena si incontrano infatti diverse piccole cascate, alimentate dalle sorgenti del Bucine, le cui acque scorrono fino al lago.
Il parco ospita una fauna varia, tipica dei Monti Volsini, con alcune specie poco comuni nel territorio circostante. Tra queste si possono avvistare l'airone cinerino e il merlo acquaiolo, oltre ad anfibi come la rana verde, la rana dalmatina e la raganella. Nei corsi d'acqua vivono anche granchi, oggi piuttosto rari, anguille risalite dal lago e, in alcuni tratti, trote.
Proprio qui ho fatto un incontro inaspettato con una gattina, probabilmente smarrita, visto che nei dintorni non ci sono abitazioni.
Poco più avanti si attraversa un ponticello in legno che segna l'ingresso nel territorio di Montefiascone. Questo punto è spesso indicato come quello da cui mancano 100 km alla tomba di Pietro, anche se il primato è oggetto di discussione con Viterbo, come racconterò nei prossimi post. Nelle vicinanze si trova anche una piccola costruzione in pietra con lavatoio coperto, utile come riparo in caso di pioggia.
Proseguendo si affronta una leggera salita, dove ho incontrato alcuni cicloturisti francesi che, probabilmente seguendo il tracciato pedonale della Via Francigena invece di quello dedicato alle bici, si sono trovati in difficoltà su un fondo sconnesso, costretti a scendere e spingere.
Raggiunta la parte più alta, il percorso continua tra ampi pianori. Poco dopo ho incontrato un gregge di pecore con i cani da pastore (non maremmani), mentre il pastore seguiva a distanza con l'auto.
Superato un gruppo di case al Podere della Guardata, si scende verso la Via Cassia, che si attraversa al semaforo per poi proseguire su un sentiero parallelo che la costeggia per un tratto.
Attraversata nuovamente la strada, il cammino riprende in salita su una via secondaria tra case sparse, piccoli allevamenti e campi coltivati.
Un ultimo tratto su sterrato conduce a una strada panoramica da cui si apre una bella vista su Montefiascone, arroccato sulla collina e affacciato sul lago.
Raggiunta la Cassia, si procede sul marciapiede fino alla Chiesa del Corpus Domini, davanti alla quale si trova il monumento del Lions che segnala i 100 km alla tomba di Pietro.
Proseguendo, si arriva alla rotonda che accoglie i visitatori nella "Città dell'Est! Est!! Est!!!", il vino simbolo di questo territorio.
Proseguendo ancora in salita, si percorre una trafficata via secondaria che conduce prima alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie e poco dopo alla Chiesa di San Flaviano. A dire il vero, osservando la mappa, sembra possibile abbreviare leggermente il percorso risparmiando qualche centinaio di metri.
La basilica si sviluppa su due livelli: quello inferiore, romanico, risale tra l'XI e il XII secolo, mentre quello superiore, in stile gotico, fu consacrato nel 1262 da Papa Urbano IV. Colpiscono in particolare i capitelli romanici e i numerosi affreschi gotici dei secoli XIV e XV. Le due chiese sovrapposte sono orientate in senso opposto, una particolarità davvero curiosa.
La chiesa è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
Dalla chiesa parte una ripida salita che conduce alla porta d'accesso al centro storico, dove si segue il centrale Corso Cavour, fiancheggiato da edifici antichi con eleganti portali in arenaria.
Si arriva così in Piazza Vittorio Emanuele, con la sua fontana centrale e il Palazzo Renzi-Doria, sede del comune. Da qui, salendo ancora, si raggiunge il Parco della Rocca dei Papi, dove un tempo sorgeva il castello, oggi conservato solo in parte con una torre, alcuni edifici e tratti di mura.
Questo è il punto finale della tappa e anche il punto più elevato della Via Francigena nel territorio della Tuscia.
La Rocca, costruita in posizione strategica, fu scelta dai pontefici come sede del Rettore del Patrimonio di San Pietro e successivamente utilizzata come residenza estiva. Eretta per volontà di Papa Innocenzo III alla fine del XII secolo, venne poi rimaneggiata nel tempo anche grazie agli interventi di Antonio da Sangallo il Vecchio e Antonio da Sangallo il Giovane, per adattarla alle nuove esigenze difensive legate all'uso delle armi da fuoco. Il suo declino iniziò nel XVI secolo, fino a essere progressivamente spogliata dei materiali.
All'interno della rocca è ospitato il Museo dell'Architettura dedicato ad Antonio da Sangallo il Giovane, dove è possibile approfondire l'opera del grande architetto rinascimentale.
Salendo sulla Torre del Pellegrino si apre una splendida vista sul lago e sulla vallata circostante.
La rocca è visitabile con orari variabili a seconda della stagione: in primavera e autunno è aperta alcuni giorni in settimana anche nel pomeriggio, mentre da aprile a settembre l'orario si estende fino alla sera, soprattutto nei weekend e nei giorni festivi.
Scendendo dall'altro lato della Rocca dei Papi si apre un meraviglioso balcone panoramico sul Lago di Bolsena.
Qui si trova il Monumento al Pellegrino che raffigura una coppia di viandanti ed è perfetto per una foto ricordo.
Poco più sotto, superata un'altra porta del borgo, si raggiunge un ulteriore belvedere. Proseguendo nel rione medievale della Porticella si incontra la Cattedrale di Santa Margherita, riconoscibile per la sua imponente cupola di 27 metri di diametro. Progettata da Michele Sanmicheli, probabilmente con il contributo di Antonio da Sangallo il Giovane, presenta un impianto rinascimentale a pianta centrale. La cupola, distrutta da un incendio, fu poi ricostruita nel 1674 da Carlo Fontana, assumendo l'attuale aspetto barocco.
Scendendo la scalinata laterale si raggiunge la Cripta di Lucia Filippini, dove è custodito il corpo della santa. Lo spazio, raccolto e suggestivo, è scandito da una serie di archi a tutto sesto che racchiudono l'area centrale dominata dall'altare maggiore, affiancato da due altorilievi marmorei dello scultore Dante Ruffini.
Questo rione è particolarmente affascinante e invita a passeggiare senza fretta, soffermandosi sui dettagli architettonici, tra portali, palazzi e scorci suggestivi.
Poco più in basso si incontra la Chiesa di Sant'Andrea, oggi adibita al culto ortodosso. Già esistente nel IX secolo, presenta una facciata gotica mentre gli interni conservano elementi romanici con capitelli di pregio.
Usciti dalle mura del borgo si notano i ruderi della Chiesa della Madonna del Riposo, immersi in un'area con panchine ideale per una sosta. Questo è anche il punto da cui il giorno successivo si riprende il cammino in direzione di Viterbo.
Informazioni utili per la tappa
In questa tappa è possibile acquistare la credenziale presso l'Associazione Via Francigena Montefiascone APS, situata all'interno del palazzo municipale. Qui si possono apporre due timbri, di cui uno speciale dedicato al traguardo dei 100 chilometri.
A Montefiascone si può soggiornare nel confortevole I Love Host 24, che offre posti letto a castello separati da paratie e tende per garantire maggiore privacy. L'host effettua anche il servizio di trasporto bagagli.
In alternativa, sono presenti diverse strutture dedicate ai pellegrini, come il Convento Cappuccini Raggio di Sole, il Monastero San Pietro, POP Domus Peregrini, Camere San Flaviano, I Tulipani Olandesi, Locanda Maddalena e La Rocca Alloggio Turistico.
L'albergo Dante è un'ottima soluzione per chi desidera soggiornare in una camera con vista con bagno privato.
All'interno delle mura le opzioni per mangiare sono piuttosto limitate, mentre appena fuori dal centro storico si trovano diversi bar e ristoranti dove gustare piatti della cucina tipica locale.
Da degustare il celebre vino bianco locale, riconosciuto DOC dal 1966 e proposto nelle versioni fermo, frizzante e classico.
Secondo la tradizione, il nome deriverebbe da un episodio legato a un prelato tedesco, Johannes Fugger, che durante il viaggio verso Roma incaricò un servitore di segnalare le locande con buon vino scrivendo "Est" sulle porte. A Montefiascone, la qualità fu tale da meritare un triplice "Est". Il vescovo, conquistato, si fermò qui fino alla fine dei suoi giorni e fu sepolto nella Chiesa di San Flaviano, dove un'iscrizione ricorda con ironia la sua passione per il vino.
Come arrivare
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Montefiascone da dove con un bus si può raggiungere il centro storico, in alternativa si può arrivare alle stazioni di Viterbo, Orte Scalo e Orvieto e poi proseguire con i trasporti locali.
Nel Lazio si possono utilizzare gli autobus Cotral che collegano in modo regolare Bolsena e Montefiascone, rendendo agevoli gli spostamenti tra le principali tappe della Via Francigena nella zona.
















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