Questa tappa della Via Francigena nella Val d'Orcia regala scenari spettacolari in una zona dove i vigneti accompagnano ogni passo.
Vista la lunghezza e la mancanza di tratti ombreggiati è consigliabile affrontarla in primavera oppure da settembre in poi.
Via Francigena: Ponte d'Arbia - San Quirico d'Orcia
Accanto al Centro Cresti, ostello consigliato come ospitalità a donativo che avevo già raccontato nel post precedente, inizia questa tappa della Via Francigena tra pietre di marmo dipinte e incise.
Per evitare la strada statale, il percorso sale e ridiscende sul versante opposto della collina, attraversando anche un breve tratto boschivo.
Itinerario: Ponte d'Arbia - Buonconvento - Torrenieri - San Quirico d'Orcia
Sentiero: VF
Lunghezza: circa 26,5 km
Difficoltà: E (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 7 ore e 30 minuti
Dislivello: quota max 416 m s.l.m.
Tra campi coltivati si scende verso la periferia di Buonconvento, dove si attraversa il ponte sul fiume Ombrone, passando in un tratto della statale privo di marciapiede, per entrare nel centro storico da Porta Senese, l'unica porta rimasta delle due originarie.
Il borgo è racchiuso da una cinta muraria trecentesca in mattoni, con archetti pensili, e presenta strade ordinate e ben conservate. Da visitare la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, dove nel 1313 morì Arrigo VII. Ristrutturata nei secoli, conserva opere di scuola senese.
Sulla via principale si affaccia il Palazzo del Podestà, edificio gotico del XIV secolo con torre merlata e orologio, rialzata nell'Ottocento. Sulla facciata si possono osservare gli stemmi dei podestà che governarono la città fino al 1496.
Buonconvento, inserito tra i borghi più belli d'Italia, deve il suo nome a "Bonus Conventus", ovvero "felice adunanza", legata alla fertilità del territorio e alla sua posizione strategica.
Accanto alla porta si trova una fontanella, ma è consigliabile approfittarne anche per acquistare qualcosa da mangiare, poiché per diversi chilometri non si incontreranno altri centri abitati.
Superato il semaforo e lasciato il borgo, il paesaggio cambia gradualmente e compaiono le prime colline coltivate a vigneti. Qui iniziano i filari del celebre Brunello di Montalcino, uno dei vini più apprezzati della Toscana, prodotto da uve Sangiovese.
Si prosegue su strade bianche in un continuo saliscendi, con davanti il profilo di Montalcino e del Monte Amiata. Questi tratti coincidono con il percorso de "L'Eroica", la celebre manifestazione ciclistica nata nel 1997 per volere di Giancarlo Brocci il cui tracciato si sviluppa per circa 209 km nel territorio senese, attraversando il Chianti, le Crete Senesi e la Val d'Orcia.
Lungo il cammino si incontrano anche le opere del museo diffuso della Via Francigena, realizzate da artisti – soprattutto giapponesi – durante i simposi di scultura e donate al territorio in occasione dell'anno giubilare.
Presso la Cantina Caparzo è possibile fare una sosta per un bicchiere di vino, un panino o semplicemente per rifornirsi d'acqua.
Costeggiando Poggio Gambocci, si scende verso Torrenieri, frazione di Montalcino, dove si percorre la centrale Via Romana dove si concentrano bar e negozi. Poco dopo si incontra la chiesa di Santa Maria Maddalena, citata anche dall'arcivescovo Sigerico.
Questo è un buon punto per una pausa pranzo, anche se mancano pochi chilometri all'arrivo: una lastra in marmo indica 6 km al termine, ma in realtà sono leggermente di più.
Da qui inizia uno dei tratti più iconici: l'ingresso nella Val d'Orcia. Le colline si fanno più morbide e i colori più intensi. Si sale sull'antica Via Cassia e si ridiscende ammirando finalmente, in lontananza, la meta finale.
L'ultimo sforzo è una salita su sterrato che conduce a San Quirico d'Orcia, immerso in un paesaggio da cartolina, che è il punto più elevato della tappa odierna.
L'arrivo è dominato dalla splendida Collegiata dei Santi Quirico e Giulietta, simbolo del borgo i cui portali omaggiano l'arrivo dei pellegrini.
La chiesa, di origine romanica e rimaneggiata nel XVII secolo, presenta portali decorati con colonne sorrette da leoni e con le figure di un soldato e di un sacerdote. Si possono notare dettagli curiosi, come i due coccodrilli scolpiti sull'architrave.
All'interno si può ammirare la quattrocentesca pala d'altare di Sano di Pietro raffigurante la Vergine Maria circondata da quattro santi.
Accanto si erge Palazzo Chigi-Zondadari, sede del municipio, visitabile con guida per accedere al piano nobile che custodisce la collezione permanente della famiglia.
Il borgo è un piccolo gioiello fatto di vicoli, case in pietra e scorci suggestivi. Dopo il meritato riposo, vale la pena passeggiare fino a Porta Cappuccini dove si trovano incantevoli edifici con scalette in pietra per poi tornare verso Piazza della Libertà.
Qui si affaccia la Chiesa di San Francesco con la facciata in travertino che conserva sull'altare maggiore una Madonna attribuita ad Andrea della Robbia.
Di fronte si accede agli Horti Leonini, giardini rinascimentali realizzati nel 1580, con siepi geometriche e una parte superiore più naturale e panoramica.
Nel borgo si trovano anche la chiesa romanica di Santa Maria Assunta e l'antico Spedale della Scala, che nel Medioevo accoglieva i pellegrini lungo la Francigena. Nella loggia esterna si possono vedere tre colonnette, snelle ed eleganti, e un caratteristico pozzo che reca incisa la data Maggio 1543.
Informazioni utili sulla tappa
Questa è una tappa piuttosto lunga, caratterizzata da continui saliscendi e da lunghi tratti esposti al sole: può risultare impegnativa, soprattutto nei mesi più caldi.
Chi ancora ne è sprovvisto, può acquistare la credenziale del pellegrino a San Quirico al Palazzo del Pellegrino, un ostello perfetto per alloggiare nel cuore del borgo toscano.
Volendo dividere le tappe diversamente si può fermarsi a Torrenieri presso il Pellegrinaio del Poggio, un'ospitalità esclusivamente per pellegrini, oppure in un appartamento con arredi moderni, ideale per godersi un po' di relax dopo questa lunga tappa.
Per chi desidera allungare la tappa precedente di pochi chilometri un'ottima opzione è quella di fermarsi a Buonconvento a La sosta casa Anita o nell'appartamento Casa Gavì, perfetto anche per i cicloturisti.
A San Quirico d'Orcia vi sono b&b e alberghi come l'Hotel Garibaldi, la Locanda del Sorriso o le Dimore del Capitano.
Nel borgo sono presenti numerosi ristoranti e bar: consiglio VinTage, dove ho gustato un'ottima ribollita accompagnata da un vino Orcia DOC.
Come arrivare
L'unica stazione su questa tratta della Via Francigena è quella di Buonconvento, collegata a Siena. In alternativa, per raggiungere Ponte d'Arbia, Torrenieri e San Quirico d'Orcia si possono utilizzare i bus locali delle Autolinee Toscane.















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