8 ottobre 2026

Via Francigena da Verrès a Pont-Saint-Martin

Con questa tappa la Via Francigena lascia definitivamente alle spalle le alte montagne della Valle del Gran San Bernardo e si inoltra nel fondovalle, attraversando alcuni dei borghi più affascinanti della Valle d'Aosta. Da Verrès a Pont-Saint-Martin il cammino regala un susseguirsi di castelli, antichi ponti romani, vigneti e centri storici ricchi di storia, con tappe imperdibili come Hône, Bard e Donnas.


Via Francigena Verrès Pont-Saint-Martin


Via Francigena: Verrès - Pont-Saint-Martin

Dal punto di vista escursionistico è una delle tappe più semplici dell'intero tratto valdostano. Il percorso presenta un dislivello contenuto e si sviluppa prevalentemente su strade secondarie, piste ciclopedonali e facili sentieri, risultando adatto anche a chi ha meno esperienza o desidera affrontare una giornata di cammino più rilassata.

Lasciata alle spalle Verrès, attraverso il ponte sul torrente Evançon e il centro storico, il cammino passa accanto alla Cappella di San Rocco e si dirige verso la stazione ferroviaria. Superata la ferrovia, la Via Francigena punta verso Issogne, ma invece di attraversare subito la Dora Baltea ne segue per un tratto la sponda, immersa nel verde del fondovalle.


Itinerario: Verrès - Arnad - Hône - Bard - Donnas - Pont-Saint-Martin
Sentieri: 103 (VF)
Lunghezza: circa 17,3 km
Difficoltà: T (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 4 ore e 30 minuti (escluse le soste)
Dislivello: quota max 392 m s.l.m. ( D+ 128 m D -311 m)

Dopo circa un chilometro e mezzo si ritorna verso l'interno per raggiungere la località Clos-de-Barme, dove merita una sosta il grande torchio comunitario conosciuto come Lo Torzo. Datato 1804, anche se alcuni studiosi ne ipotizzano un'origine ancora più antica, è una delle più interessanti testimonianze della tradizione vitivinicola valdostana.


torchio clos-de-barme arnad

Realizzato con un'enorme trave in castagno lunga circa sette metri e azionato da una vite in legno, il torchio veniva utilizzato dagli abitanti delle vicine frazioni per la spremitura dell'uva. Ogni famiglia prenotava il proprio turno durante la vendemmia e il giorno della torchiatura diventava un momento di festa, occasione per ritrovarsi, assaggiare il vino novello e condividere i prodotti preparati nelle diverse case del paese.

Anche il nome Clos-de-Barme racconta la storia del luogo. Il termine clos indica un terreno chiuso da muri a secco, mentre barme deriva da un'antica parola che significa "grotta" o "anfratto", in riferimento ai piccoli locali naturali utilizzati in passato per conservare vino e prodotti agricoli. Ancora oggi questo angolo della valle conserva il fascino di un paesaggio profondamente legato alla viticoltura e alle tradizioni contadine.

Poco più avanti si passa accanto a un lungo murale di più di 100 metri che raffigura i mestieri tradizionali della valle e omaggia i pellegrini di passaggio.


murales mestieri Arnad

Il cammino prosegue attraversando senza soluzione di continuità una serie di piccoli borghi, dove case in pietra, fontane e strette viuzze raccontano la tradizione rurale della bassa Valle d'Aosta. Durante la mia percorrenza ho dovuto seguire una breve deviazione a causa della presenza di un edificio pericolante, ma il percorso è comunque ben segnalato.


casa rurale arnad

Si raggiunge così Arnad-Le-Vieux, uno dei centri più caratteristici della zona, dove spicca la splendida Chiesa di San Martino, dedicata a uno dei santi più legati ai cammini di pellegrinaggio. Circondata da un piacevole parco, la chiesa rappresenta una tappa che merita una sosta.

Le sue origini risalgono all'XI-XII secolo, anche se l'edificio fu ampliato e modificato nel Quattrocento. Costruita in tufo vulcanico, conserva ancora oggi l'impianto romanico, riconoscibile soprattutto nell'abside decorata con archetti pensili di tradizione lombarda. La facciata è impreziosita da un elegante portale gotico del XV secolo e da un rosone, mentre il campanile, con la sua alta cuspide piramidale, domina il borgo.


chiesa san martino Arnad

Attraversando la frazione di Pied-de-Ville e costeggiando un tratto boscoso, il percorso svolta decisamente verso sinistra per passare sotto l'autostrada A5 e la linea ferroviaria. Poco dopo si raggiunge il Pont d'Echallod, sul quale si attraversa per la prima volta la Dora Baltea.

Il ponte, riservato oggi al solo transito pedonale, risale al XVIII secolo e venne costruito tra il 1770 e il 1776 in sostituzione di un precedente ponte ligneo, probabilmente distrutto da una violenta alluvione. Nonostante l'epoca di costruzione relativamente recente, il suo elegante profilo a schiena d'asino richiama i grandi ponti medievali e romani che caratterizzano questa parte della Valle d'Aosta.


Pont Echallod Dora Baltea

Realizzato in pietra con tre arcate, il ponte è stato restaurato dopo i gravi danni provocati dall'alluvione del 2000 e rappresenta ancora oggi una delle testimonianze storiche più interessanti del territorio.

Il cammino prosegue lungo una tranquilla strada che costeggia la Dora Baltea, ombreggiata da filari di pioppi. Dopo un breve tratto tra campi coltivati e serre, con la sagoma della Fortezza di Bard che inizia a comparire all'orizzonte, si raggiunge il borgo di Hône.

Il paese accoglie il pellegrino con la Chiesa di San Giorgio, le cui origini sono molto antiche. L'edificio attuale fu ricostruito tra il XVIII e il XIX secolo, ma conserva ancora importanti testimonianze medievali, tra cui il campanile romanico e alcuni resti dell'antica chiesa, visibili attraverso una pavimentazione trasparente all'interno della navata. Meritano attenzione anche i tre altari barocchi in legno intagliato e dorato, la cantoria decorata con originali cariatidi e il pregevole pulpito ottocentesco in noce.

Accanto alla chiesa si trovano il Palazzo Marelli e la Cappella Vareynaz, costruita nel 1632 come ex voto dopo la terribile epidemia di peste che colpì la valle. Nel corso dei secoli la cappella è stata più volte restaurata e modificata, mantenendo ancora oggi un forte valore storico e devozionale per la comunità locale.


Cappella VareynazHône

Lasciato il centro del paese, la Via Francigena raggiunge il torrente Ayasse, che poco più avanti confluisce nella Dora Baltea. Una piacevole passeggiata alberata accompagna fino al caratteristico ponte in pietra del XVIII secolo, dal quale il cammino prosegue in direzione della Fortezza di Bard, ormai sempre più vicina.


ponte Hône forte bard

Si arriva a Bard, uno dei borghi meglio conservati della Valle d'Aosta e inserito tra i Borghi più belli d'Italia. Basta percorrere la sua strada principale per rendersene conto: in poche centinaia di metri si incontrano eleganti edifici storici come Palazzo Nicole, Casa Valperga, Casa Challant e Casa della Meridiana.


ingresso borgo Bard

Il borgo è dominato dall'imponente Forte di Bard, una grande fortezza ottocentesca che occupa l'intero sperone roccioso sopra l'abitato. Costruito all'inizio del XIX secolo, è oggi un importante polo culturale e ospita musei e mostre temporanee. La fortezza è composta da tre principali corpi di fabbrica disposti a diversi livelli e l'Opera Carlo Alberto, la struttura più imponente, ha un grande cortile.

Per raggiungere la parte alta del forte si può seguire il percorso pedonale che sale tra le possenti mura oppure utilizzare gli ascensori panoramici che regalano una bella vista sul borgo e sulla valle.

Il Forte di Bard merita un approfondimento a parte, quindi ne parlerò in un articolo dedicato.


case storiche borgo bard

Lasciato Bard, il percorso presenta una deviazione dovuta a una frana che ha reso temporaneamente impraticabile un tratto di circa 500 metri della Strada Romana. Si segue quindi la strada parallela che scende verso valle.

Prima di raggiungere Donnas, la Via Francigena torna però a incontrare l'antico tracciato della Via delle Gallie, un tratto particolarmente interessante dell'antica strada romana. Qui il percorso è scavato direttamente nella roccia e conserva parte dell'originaria pavimentazione in ciottoli e l'arco romano, un'opera notevole per dimensioni e tecnica costruttiva, ricavata direttamente nella parete rocciosa.


antica via gallie Donnas

Il borgo, pur mostrando diversi edifici in condizioni non ottimali, conserva ancora l'impianto tipico degli antichi insediamenti della valle. Lungo Via Principe Tommaso si incontrano palazzi storici, finestre gotiche e la Cappella di Sant'Orso, che permettono di cogliere l'importanza che questo piccolo centro ebbe in passato.


borgo Donnas

Superata la Porta dell'Antico Borgo si prosegue fino alla zona del municipio e alla Chiesa di San Pietro in Vincoli.


porta antico borgo Donnas

Nell'ultimo tratto della tappa si percorre un lungo rettilineo in prossimità della SS26, fiancheggiato da numerosi edifici tra i quali la piccola Cappella di San Rocco con la facciata affrescata. Il paesaggio cambia ancora e si possono ammirare i caratteristici vigneti su pergolato, una delle peculiarità della viticoltura valdostana.


vitigni Pont-Saint-martin

Alla rotonda di Torgeon si lascia la strada principale per dirigersi verso Pont-Saint-Martin, il primo comune che si incontra entrando in Valle d'Aosta dal Piemonte. Si passa accanto alla alla Cappella di San Sebastiano e San Rocco, una piccola testimonianza del patrimonio religioso del borgo. La cappella è particolarmente interessante per i suoi affreschi quattrocenteschi, collegati alla produzione di Giacomino da Ivrea e della sua scuola.


Cappella San Rocco Pont-Saint-Martin

Il simbolo del paese è senza dubbio il Ponte Romano, conosciuto anche come Ponte del Diavolo. Realizzato in epoca romana, probabilmente nel I secolo a.C., attraversa il torrente Lys con un'unica grande arcata in pietra, una soluzione ardita che ancora oggi colpisce per le sue dimensioni.

Pont-Saint-Martin è inoltre un buon punto di partenza per esplorare la Valle del Lys e, grazie alla sua posizione, può essere utilizzato come base per visitare altri centri della Valle d'Aosta.

Accanto al ponte alto 25 metri si trova un museo dedicato alla sua storia, mentre sul lato occidentale è ubicata la Casa del pedaggio, un tempo appartenuta ai Signori di Pont-Saint-Martin. Qui veniva riscosso un tributo sulle merci che attraversavano il ponte dirette verso il Ducato d'Aosta.

Dell'antica funzione dell'edificio rimangono alcune tracce ben visibili, tra cui i cardini del portone e gli elementi in pietra utilizzati per la sua struttura.


ponte pont-saint-martin

Il ponte è legato alla leggenda, celebrata durante il carnevale storico del paese con il tradizionale rogo del diavolo, secondo la quale fu costruito dal diavolo in una sola notte per permettere a San Martino di attraversare il Lys. In cambio chiedeva l'anima del primo essere che lo avrebbe percorso, ma il santo lo ingannò facendo passare per primo un cagnolino.

Nel centro storico di Pont-Saint-Martin, vicino alla chiesa parrocchiale, si trova la Casa-forte dei signori di Pont-Saint-Martin, conosciuta localmente come 'l Castel. Recentemente restaurata, è visitabile in occasione di mostre o su appuntamento.

Merita una visita anche il Castello Baraing, costruito tra il 1883 e il 1893 per volontà del medico e filantropo Pietro Annibale Baraing. L'edificio, in stile neogotico, presenta torri, merli e bifore ed era originariamente circondato da un grande giardino.

Lungo la strada regionale per Perloz, poco sopra Pont-Saint-Martin, si trova la Chiesa di Fontaney, immersa in una zona ricca di vegetazione e sorgenti, da cui deriva probabilmente il suo nome.

Fu costruita tra il 1590 e il 1595 dal barone Pierre di Vallaise, in seguito divenne chiesa parrocchiale sino alla fine dell'Ottocento quando venne abbandonata in seguito alla costruzione della nuova chiesa in pianura.

La chiesa è stata salvata dalla demolizione grazie alla tutela come Monumento Nazionale e successivamente restaurata. Oggi rimane chiusa al pubblico, ma conserva un importante patrimonio artistico: la struttura a tre navate, gli affreschi della facciata e quelli interni del XVIII secolo.

Particolarmente interessante è anche la Cappella del Santo Rosario. Del campanile, un tempo collegato alla sacrestia, rimangono invece soltanto le tracce dopo il crollo.

Lungo il percorso si incontra anche la Cappella Ferrata, dedicata a Sant'Erasmo. La sua presenza è documentata almeno dal Quattrocento e viene citata ufficialmente in una visita pastorale del 1557.

Pont-Saint-Martin non è soltanto attraversato dalla Via Francigena: proprio qui inizia e termina anche il Cammino Balteo, un itinerario ad anello che permette di esplorare la Valle d'Aosta attraverso sentieri e borghi a media e bassa quota.


via francigena Pont-Saint-Martin

Dove dormire

All'uscita del borgo si trova l'ostello comunale, una soluzione particolarmente interessante per chi percorre la Via Francigena e cerca un alloggio semplice ed economico. Dispone di spaziose camere con letti a castello e di un'area comune dove è possibile rilassarsi dopo la tappa.

In alternativa, nel borgo sono presenti anche altre strutture ricettive, tra cui B&B come La Casa di Margherita e piccoli alloggi come il Mandoué, perfetto se si percorre in cammino in coppia o tra amici per dividere il costo del pernottamento.


ostello comunale Pont-Saint-Martin

Per mangiare consiglio l'Osteria L'On Ch'a i è, dove si possono gustare piatti della cucina piemontese. Su richiesta sono disponibili anche proposte in versione vegana, un'opzione utile per chi segue questo tipo di alimentazione.

Per una sosta pranzo a Bard non mancano le possibilità: nel borgo si trovano diversi ristoranti, mentre per un pasto più veloce è possibile fermarsi in un panificio e acquistare pizza, focaccia o altri prodotti da forno.

La credenziale si piò ritirare all'ostello e all'ufficio del turismo di Pont-Saint-Martin.


Come arrivare

I principali borghi attraversati dalla Via Francigena in questo tratto sono collegati dai bus di linea tra Aosta e Pont-Saint-Martin, una soluzione comoda per raggiungere i vari punti della tappa.

Al momento, la linea ferroviaria Aosta-Ivrea è chiusa per lavori di potenziamento e ammodernamento. È quindi necessario utilizzare i collegamenti autobus sostitutivi o i servizi su strada disponibili.


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