La Via dei Monti, conosciuta anche come Via de Pontremolo, è un itinerario escursionistico che attraversa l'Appennino tra Liguria e Toscana seguendo antiche vie di collegamento utilizzate per secoli da viandanti, commercianti e pellegrini.
Oggi questo percorso rappresenta un'occasione per immergersi in paesaggi autentici, attraversare borghi ricchi di storia e camminare tra boschi, crinali e vallate lontani dal turismo di massa.
La via dei Monti o de Pontremoli
Questo cammino invita a rallentare il ritmo, a riscoprire il piacere del viaggio a piedi e a lasciarsi sorprendere dalla varietà di ambienti naturali e testimonianze storiche che caratterizzano queste montagne
Si cammina su mulattiere di rotte commerciali che per secoli hanno favorito gli scambi tra le diverse regioni dell'Appennino. L'ospitalità diffusa delle piccole strutture ricettive e il contatto diretto con le comunità locali contribuiscono a rendere ancora più speciale l'esperienza.
- Le tappe del Cammino
- Quando andare
- Dove dormire
- Cosa portare
- I servizi
- Descrizione delle tappe
- La credenziale
- Come arrivare
Le tappe della Via dei Monti
La Via dei Monti è un antico itinerario medievale sviluppatosi nel corso del XIII secolo per collegare la costa ligure con la Pianura Padana.
Oltre alla sua importanza commerciale, il tracciato, che sfruttava una rete di strade e sentieri già esistenti, ebbe anche un significativo ruolo per i pellegrini. Attraverso questi valichi appenninici era infatti possibile raggiungere la costa e imbarcarsi dal porto di Levanto verso Roma e i principali luoghi della cristianità europea.
A partire dal XVII secolo la Via dei Monti perse progressivamente centralità. I cambiamenti delle rotte commerciali, il declino dell'approdo di Levanto e lo sviluppo di nuovi poli marittimi, tra cui il porto di Livorno, spostarono i principali flussi di merci e viaggiatori verso altri itinerari. Con il tempo il percorso cadde in disuso, fino alla sua recente riscoperta e valorizzazione come cammino storico e naturalistico.
Dal gennaio 2024 il cammino è stato inserito nel Catalogo Nazionale dei Cammini Religiosi del Ministero del Turismo, un riconoscimento che ne valorizza l'importanza storica, culturale e paesaggistica.
Alcuni dati sul cammino:
- Lunghezza totale: la Via dei Monti si sviluppa per circa 58 km, suddivisi in 3 tappe.
- Durata consigliata: il cammino può essere percorso in 3 giorni, un ritmo ideale per godersi il paesaggio e visitare i luoghi attraversati.
- Dislivello complessivo: il tracciato presenta un notevole dislivello, risultando adatto a escursionisti con un minimo di allenamento e abituati a percorsi collinari e montani.
- La segnaletica è chiara e ben distribuita lungo il cammino, con cartelli direzionali e pannelli informativi che aiutano a orientarsi e permettono di approfondire la storia, la natura e le tradizioni dei luoghi attraversati. Grazie a questa organizzazione, il percorso risulta semplice da seguire anche per chi affronta il cammino per la prima volta.
Oltre all'itinerario escursionistico principale, sono disponibili anche varianti dedicate alle mountain bike e alcuni percorsi accessibili pensati per favorire la fruizione del territorio da parte di un numero sempre maggiore di persone. Sul sito ufficiale sono disponibili tracce GPS e informazioni aggiornate sul percorso, potete trovare le tracce anche più sotto nella descrizione delle singole tappe.
| Tappa | Distanza | Tempo stimato | Dislivello + | Dislivello - |
|---|---|---|---|---|
| Pontremoli → Castoglio | 17,7 km | 5 ore 30 min | +1.047 m | -541 m |
| Castoglio → Brugnato | 19,9 km | 6 ore | +813 m | -1.430 m |
| Brugnato → Levanto | 19,8 km | 5 ore 30 min | +1.090 m | -1.198 m |
Quando fare il cammino
La Via dei Monti può essere percorsa durante tutto l'anno, ma alcune stagioni risultano più favorevoli di altre. In inverno, le quote più elevate possono essere interessate da neve e ghiaccio, mentre nebbia e giornate più corte possono limitare sia la visibilità dei panorami sia il tempo a disposizione per camminare.
I periodi migliori per affrontare il cammino sono la primavera e l'autunno, in particolare tra metà aprile e metà giugno e tra settembre e ottobre. In questi mesi le temperature sono generalmente gradevoli, le ore di luce abbondanti e i colori del paesaggio particolarmente suggestivi.
L'estate è invece meno consigliata a causa delle temperature elevate e della scarsità di punti d'acqua in alcuni tratti del percorso, fattori che possono rendere la camminata più impegnativa.
La primavera regala inoltre uno degli spettacoli naturali più belli lungo il cammino: prati e margini dei sentieri si riempiono di fioriture spontanee, tra cui veccia selvatica (Vicia cracca), margherite, barba di capra (Aruncus dioicus) e ginestre, che colorano il paesaggio e accompagnano gli escursionisti per buona parte del tragitto.
Dove dormire
Lungo il percorso si trovano diverse strutture ricettive, ma in alcune tappe l'offerta è limitata; per questo motivo è consigliabile prenotare con anticipo, soprattutto nei fine settimana e durante la bella stagione.
Le sistemazioni lungo il percorso comprendono affittacamere, bed & breakfast, agriturismi e case vacanza, permettendo di scegliere tra strutture immerse nella natura e alloggi situati nei centri abitati.
Tra le opzioni presenti lungo il percorso si possono segnalare:
- Casa Michele, affittacamere situato nel centro storico di Pontremoli, ideale per chi conclude o inizia il cammino.
- Agriturismo Alla Vecchia Scuola a Castoglio, immerso nella tranquillità di un piccolo borgo. Dispone di poche camere e di un ristorante dove vengono serviti piatti preparati con prodotti del territorio.
- Seró Vibes, nel borgo di Zignago, una soluzione interessante per chi desidera suddividere il cammino in quattro giornate, anziché tre.
- Il Vecchio Noce a Brugnato, offre camere moderne e colazione inclusa.
- La Casa Rosa a Cassana: con camere spaziose, piscina stagionale e prima colazione compresa.
- Affittacamere Monica a Levanto, in posizione tranquilla e comoda sia per il centro sia per il mare.
Per chi viaggia in tenda, alcune strutture mettono a disposizione spazi dedicati previo accordo con i proprietari, tra cui l'Agriturismo degli Olivi in località Bardellone (Levanto) e l'Agriturismo Alla Vecchia Scuola a Castoglio.
Lungo i tratti montani attraversati dal cammino non esistono particolari divieti generalizzati di pernottamento all'aperto, ma è sempre opportuno informarsi sulla normativa locale e adottare comportamenti rispettosi dell'ambiente, evitando le aree abitate dove il campeggio non è consentito.
Cosa portare nel cammino
Come per ogni cammino di più giorni, è importante viaggiare leggeri e portare con sé solo ciò che è realmente necessario. Uno zaino troppo pesante può infatti rendere la camminata più faticosa e meno piacevole.
Tra gli oggetti indispensabili consiglio di non dimenticare:
- bastoncini da trekking
- mantella o giacca impermeabile
- due cambi di abbigliamento tecnico
- kit da bagno essenziale
- intimo e calze di ricambio
- crema solare
- occhiali da sole
- Borraccia o sacca idrica
- Power bank per ricaricare smartphone e dispositivi elettronici
- Piccolo kit di pronto soccorso
Per quanto riguarda l'abbigliamento, è preferibile scegliere capi tecnici leggeri, traspiranti e ad asciugatura rapida, particolarmente utili durante un cammino di più giorni.
Se siete alla ricerca di idee per l'attrezzatura, nel mio shop Amazon trovate una selezione dei prodotti che utilizzo abitualmente durante trekking, cammini e viaggi a piedi.
Servizi lungo il cammino
Quando si organizza un cammino di più giorni è importante conoscere in anticipo le possibilità di rifornimento lungo il percorso, così da evitare di trasportare peso inutile nello zaino.
Lungo la Via dei Monti si attraversano diversi centri abitati dove è possibile acquistare viveri e rifornirsi d'acqua, ma sono presenti anche tratti piuttosto lunghi privi di servizi. Per questo motivo è consigliabile partire ogni mattina con una scorta adeguata di acqua e qualche snack energetico.
I principali punti in cui è possibile trovare negozi di alimentari e acquistare cibo o bevande si trovano a Pontremoli, Pieve di Zignago, Brugnato e Levanto.
Per quanto riguarda l'acqua, sono presenti fontane pubbliche in diversi borghi lungo il percorso, tra cui Pontremoli, Piagna, Pieve di Zignago, Serò, Brugnato, Borghetto di Vara, Corneto di Cassana, Vignana, Montale e Levanto.
Va inoltre considerato che le aree attrezzate per la sosta non sono particolarmente numerose. Panchine e tavoli da picnic si incontrano solo occasionalmente e spesso i punti panoramici non dispongono di spazi dedicati al riposo. Può quindi essere utile prevedere soste nei paesi attraversati o portare con sé un piccolo telo per fermarsi comodamente durante le pause.
La Credenziale del cammino
La credenziale è il documento che accompagna il camminatore lungo il percorso e permette di raccogliere i timbri delle località attraversate, diventando un ricordo del viaggio e una testimonianza delle tappe percorse.
Può essere ritirata gratuitamente presso l'Ufficio Turistico di Pontremoli, il Convento dei Frati di Pontremoli, che rappresenta anche una tappa della Via Francigena, e l'Ufficio Turistico di Levanto. È inoltre disponibile presso l'Agriturismo Alla Vecchia Scuola di Castoglio; contattando la struttura in anticipo è possibile ritirarla già con il timbro di Pontremoli.
Lungo la Via dei Monti sono presenti diversi punti dove apporre i timbri sulla credenziale:
- Cooperativa di Comunità di Torrano
- Agriturismo Alla Vecchia Scuola a Castoglio
- Negozio di alimentari di Pieve di Zignano
- Bar di Pieve di Zignago
- Circolo culturale ARCI a Serò
- Gelateria Winebar a Brugnato
- Albergo Belvedere a Borghetto di Vara
- Agriturismo degli Olivi loc. Cà Vagine a Levanto (previo contatto)
Poiché gli orari di apertura possono variare, è consigliabile verificare in anticipo la disponibilità dei punti di timbratura, soprattutto nei piccoli borghi.
Prossimamente saranno aggiunti nuovi luoghi dove ottenere il timbro e sono in corso iniziative per valorizzare ulteriormente il cammino, tra cui il rilascio di un attestato finale dedicato a chi completa l'intero itinerario raccogliendo un numero minimo di timbri lungo il percorso.
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Tappa 1: Pontremoli - Castoglio di Zeri
Dalla chiesa di San Pietro in Confluente, a Pontremoli, prende il via il cammino lungo la Via dei Monti. Attraversato il Ponte del Giubileo sul fiume Magra, si passa accanto al suggestivo Ponte del Casotto con la sua torre e si raggiunge la periferia della cittadina.
Chi non ha ancora visitato Pontremoli dovrebbe arrivare il giorno precedente per dedicare qualche ora alla scoperta del centro storico. Meritano una visita il Castello del Piagnaro, dove sono conservate le celebri Statue Stele della Lunigiana, e le chiese di Santa Maria del Popolo e di San Geminiano.
Itinerario: Pontremoli - Cavezzana Gordana - Torrano - Piagna - Castoglio
Sentiero: VDM
Distanza: circa 17,7 km
Difficoltà: E (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 5 ore e 30 minuti
Dislivello: quota max 1.052 m s.l.m.
Dopo un breve tratto lungo la provinciale, il percorso imbocca una strada secondaria che risale la valle del torrente Gordana. Superato il corso d'acqua, si svolta a destra per raggiungere il borgo di Cavezzana Gordana che rappresentava un importante punto di sosta per pellegrini e mercanti che percorrevano queste vallate.
L'antico ponte sul Gordana, documentato già nel XIV secolo quando era in legno e ricostruito in muratura nel XVI secolo, per secoli ha rappresentato uno dei principali collegamenti verso Pontremoli.
Al centro del paese si trova la chiesa di Santa Maria Assunta, già citata nelle Decime Bonifaciane alla fine del XIII secolo.
Il cammino prosegue lungo una strada sterrata che risale la valle del Gordana, incastonata tra i bacini del Verde e del Teglia. Si tratta di una valle fertile e ben riparata dai venti freddi provenienti dall'Appennino. L'elemento naturale più caratteristico è rappresentato dagli Stretti di Giaredo, profonde gole scavate dal torrente e note fin dall'antichità.
Chi dispone di tempo può concedersi una deviazione di circa due ore per esplorare il Geopark con uno spettacolare canyon naturale, tra pareti di roccia modellate dall'acqua e ambienti di grande fascino.
Ripreso il cammino, si continua a salire fino a incontrare sulla destra il sentiero che conduce a Torrano, dove si trova anche il circolo del paese che però, durante il mio passaggio, era chiuso.
Il nome Torrano potrebbe derivare dalla presenza di un'antica torre di avvistamento oppure da una struttura destinata allo stoccaggio delle derrate alimentari, funzione comune ad altri insediamenti della Lunigiana.
Il paese è formato da due nuclei principali, Chiesa e Valle. La parrocchiale dedicata a San Geminiano è attestata fin dal XIII secolo come dipendenza della pieve di Saliceto.
Seguendo sempre l'ottima segnaletica del cammino si continua a guadagnare quota entrando in un bosco di castagni dove, in stagione, crescono funghi porcini, ma numerosi cartelli ricordano il divieto di raccolta.
Il sentiero consente di tagliare alcuni tornanti della forestale che si ritrova poco più in alto. Si cammina all'ombra degli alberi, senza pendenze particolarmente impegnative, attraversandoalcune aree interessate da recenti interventi di taglio boschivo.
All'uscita del bosco il panorama si apre improvvisamente su pendii erbosi e, in breve, si raggiunge una strada asfaltata dove un cartello indica l'ingresso alle Valli di Zeri, comune costituito da una serie di piccoli centri abitati. Qui ho incontrato un cane, forse da guardiania, ma tranquillo.
Al Passo della Mistadella, posto a circa 1.020 metri di altitudine, si distingue già il paese che ospiterà il termine della tappa. Nei pressi del bivio è presente un tavolo con alcune panche, ma la posizione completamente esposta al sole non invita particolarmente a una lunga sosta.
Il percorso continua con una leggera discesa lungo le pendici del Monte Mazzerino, seguita da una breve ma più decisa salita che conduce al punto più elevato della giornata. Dopo aver attraversato una pineta, il sentiero sale tra prati aperti e raggiunge uno spettacolare crinale panoramico, .
Questo è probabilmente il tratto più bello dell'intera tappa. Da un lato si apre la vista sulla valle di Zeri con Coloretta e le cime del Monte Colombo e del Monte Rosso; dall'altro si distinguono già le case di Castoglio.
Da qui si inizia a scendere lungo un percorso molto panoramico, accompagnato da numerose indicazioni dedicate agli itinerari escursionistici del territorio zerasco e dallo svolazzare di coloratissime farfalle.
Attraversata una strada asfaltata, il sentiero continua in discesa fino a raggiungere una piccola edicola votiva e successivamente il borgo di Piagna. Nell'abitato si incontra una bella fontana dove ancora oggi gli abitanti si riforniscono di acqua fresca.
Il cammino attraversa il centro del paese con case in pietra e portali in arenaria passando accanto all'Oratorio di Santa Maria Maddalena del 1644. Attenzione soltanto alla presenza di alcuni cani lasciati liberi nei cortili: durante il mio passaggio hanno abbaiato parecchio, ma si sono dimostrati innocui.
Alcuni edifici del nucleo storico di Piagna, disposti attorno a una corte quadrangolare, fanno pensare all'esistenza di un'antica struttura fortificata indicati nei documenti come "Castello della Piagna". Il toponimo Piagna deriva probabilmente dalle lastre di pietra utilizzate tradizionalmente per la copertura dei tetti.
Ritornati sulla strada, si prosegue verso Castoglio dove termina la prima tappa della Via dei Monti.
Interessante è anche l'impianto urbanistico di Castoglio, arroccato su un colle che domina la valle del Teglia, con il Palazzo Mori che emerge tra le abitazioni del borgo. Al centro del paese si trova l'oratorio della Visitazione del XVII secolo che conserva una grande tela raffigurante la Visitazione e un crocifisso in legno.
L'intero territorio di Rossano presenta una caratteristica piuttosto insolita: quasi ogni paese conserva una casa-forte o un palazzo signorile edificato sui resti di precedenti strutture difensive. Nei secoli alcune famiglie accumularono ricchezze grazie ai commerci e al controllo dei traffici lungo le vie di collegamento tra Lunigiana e Liguria, arrivando talora a gestire piccole dogane private.
Tappa 2: Castoglio di Zeri - Brugnato
La Via dei Monti in questa tappa si addentra nel territorio di Zeri per risalire verso l'Alta Via dei Monti Liguri, uno spartiacque naturale che divide Liguria e Toscana.
Itinerario: Castoglio - Chiesa di Rossano - Paretola - Valle - Pieve di Zignago - Serò - BrugnatoSentiero: VDM
Distanza: circa 19,9 km
Difficoltà: E (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 6 ore
Dislivello: quota max 1.106 m s.l.m.
Dall'agriturismo Alla Vecchia Scuola si riparte su uno sterrato che scende dolcemente nel vallone. Poco dopo è necessario aprire un cancello per proseguire lungo il sentiero che attraversa il torrente e conduce alla località Chiesa di Rossano. Qui sorge la chiesa di San Medardo, ricostruita a fine Ottocento su un edificio medievale, e attualmente in ristrutturazione. Presenta una facciata semplice a salienti e un interno a tre navate con una cupola centrale affrescata e decorazioni che raffigurano santi e motivi geometrici.
Da qui si continua su asfalto fino alla frazione di Paretola, dove si incontra l'oratorio di San Genesio, più volte rimaneggiato ma ancora testimonianza della forte tradizione religiosa locale.
Il percorso prosegue verso Valle, punto di arrivo e snodo storico della Via dei Monti verso la Val di Vara. L'abitato conserva simboli arcaici e testimonianze di diverse epoche, segno di una lunga stratificazione storica. Lasciato il borgo si cammina su uno sterrato accanto al quale sono ancora visibili antichi ponti a un'unica arcata.
Lo sterrato, frequentato anche da moto da cross e da biker, non è mai troppo ripido e regala gradualmente panorami sempre più aperti sulla vallata e sui versanti erbosi circostanti.
Si raggiungono così la Foce di Cerreta, poco dopo la Foce di Colle Fiorito (circa 1024 metri), punto di incontro con l'Alta Via dei Monti Liguri, e la Sella Quattro Strade. Dal crinale spartiacque lo sguardo spazia sulla Val di Vara, la valle di Rossano e le dorsali che si aprono verso il mare, con viste ampie sul Monte Gottero e sulla conca dei Vezzanelli.
Il tratto successivo non è ben segnalato: si segue l'asfalto in leggera salita per poi scendere verso il Monte Castellaro, caratterizzato da forme rocciose. I panorami sulle frazioni di Zignago e sui Casoni di Suvero sono ampi e invogliano a una sosta per godere appieno della loro bellezza.
Tra prati e pascoli si scende fino a Case Castellaro dove si trova una piccola azienda agricola. La segnaletica ufficiale indica di proseguire accanto alle gabbie degli animali da cortile, scelta a mio parere discutibile perché crea disturbo.
Il Monte Castellaro conserva tracce di frequentazioni antiche, già dall'età del Bronzo, con resti di insediamenti e strutture difensive che testimoniano la sua importanza strategica. Il sentiero passa tra rocce e potrebbe risultare insidioso per chi non è abituato ai percorsi montani, in alternativa da Case Castellaro si potrebbe proseguire su asfalto e raggiungere la cappella più in basso.
Da qui si prosegue sul sentiero alle pendici del Monte Dragnone, sopra il quale si trova il santuario della Madonna del Dragnone, meta di pellegrinaggi soprattutto l'8 settembre, ancora oggi molto sentita dalle comunità locali.
Il sentiero verso Pieve di Zignago attraversa un bosco di pini e, in taluni
tratti, è un poco ripido. L'ultima parte è una strada bianca che raggiunge il
paese dove è possibile visitare la parrocchia di San Pietro, edificio
ottocentesco a navata unica con altari laterali.
Dal centro, dove si
trovano servizi essenziali come alimentari e bar, si prosegue su asfalto in
salita e poi su uno sterrato ombreggiato tra i lecci.
Si scende quindi su un sentiero ripido e soleggiato verso Serò, borgo medievale sviluppatosi lungo la Via dei Monti. La chiesa di San Martino domina la piazzetta centrale, mentre nei carruggi si possono osservare portali in pietra arenaria e dettagli architettonici di pregio.
La discesa verso Brugnato avviene lungo la Reigada, un antico tracciato che conserva il fascino delle vie storiche, segnate nei secoli da commerci e vicende legate anche alla Resistenza.
Il sentiero alterna boschi misti, tratti agricoli e tratti più aperti fino a raggiungere la periferia di Brugnato, borgo la cui storia è legata all'abbazia di San Colombano, fondata tra VII e VIII secolo in epoca longobarda.
Si entra nel borgo attraverso le antiche porte, la Porta Soprana e la Porta Sottana, che segnano ancora oggi l'impianto medievale dell'abitato.
Brugnato, oggi inserito tra i borghi più belli d'Italia, rappresenta il termine della tappa e un punto ideale per una sosta e la visita del centro storico dove si trova l'oratorio della Confraternita di San Bernardo, luogo di accoglienza per viandanti e pellegrini.
Tappa 3: Brugnato - Levanto
Da Brugnato prende avvio l'ultima tappa del cammino che inizia con uno dei pochi tratti su strada asfaltata. Attraversando il fiume Vara si possono vedere i resti di un ponte di epoca post-medievale, testimonianza delle antiche infrastrutture della valle.
Itinerario: Brugnato - Borghetto di Vara - Cassana - Vignana - Montale - LevantoSentiero: VDM
Distanza: circa 19,8 km
Difficoltà: E/EE (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 6 ore
Dislivello: quota max 704 m s.l.m.
In breve, si raggiunge Borghetto di Vara, passando accanto alla chiesa dell'Accola. Il toponimo "Accola" richiama un antico contratto agrario medievale, legato all'insediamento e alla gestione delle terre. La chiesa, fondata tra XIV e XV secolo, sorge su un'area già occupata in epoca carolingia da un centro di gestione agricola e amministrativa, forse affiancato da un primitivo edificio religioso oggi non più visibile.
All'interno si conservano affreschi del XVII secolo e un'epigrafe del 1482, legata a interventi di restauro che testimoniano la continuità d'uso e di cura del luogo nel corso dei secoli.
Scendendo nel centro storico di Borghetto si passa accanto al campanile dell'antica chiesa, bombardata durante la guerra, e al palazzo civico con un porticato sotto il quale una targa e fotografie ricordano la rovinosa alluvione che ha colpito la zona. Il paese conserva memorie del passaggio di personaggi illustri: qui sostarono viaggiatori come Mazzini, Wagner e Vittorio Emanuele II. Nel 1809 vi fece tappa anche papa Pio VII durante il suo trasferimento forzato verso la Francia, mentre nel 1912 Guglielmo Marconi rimase coinvolto in un incidente nei pressi di Pogliasca.
Usciti dal borgo si riprende il cammino verso Cassana, frazione di Borghetto, costituita da alcuni nuclei abitativi. Si raggiunge Chiesa di Cassana con la parrocchiale di San Michele Arcangelo, risalente al XVI secolo, costruita su un edificio romanico precedente ammirando belle vedute sulla vallata.
Si prosegue poi verso Corneto, che conserva l'impianto di antico insediamento, e la Foce, dove si trova la chiesa di Santa Maria Assunta.
Da qui il percorso risale su una sterrata ampia che conduce verso il Monte Castellaro in un tratto comune con il percorso per biciclette. Più in alto il tracciato per chi percorre la Via dei Monti a piedi si discosta per proseguire nel bosco di castagni e fare una deviazione verso la vetta, dove si trovano i resti di un antico insediamento ligure.
Ritornati sul tracciato principale si prosegue fino a Ca' Vagine, antica stazione di posta, dove si trova l'agriturismo Gli Olivi. Il paesaggio qui è segnato dai rilievi che separano la Val di Vara dalla costa di Levanto, un territorio che per secoli ha rappresentato un nodo fondamentale di passaggio tra mare ed entroterra.
Il cammino continua salendo verso il colle della Madonna, raggiungendo il punto elevato di questa tappa, e la Cappella Taddei, oggi inglobata in un'abitazione. Il sentiero si restringe e diventa più tecnico nei tratti in discesa regalando le prime vedute del mare.
Si raggiunge così Monte Piano, punto di innesto con l'Alta Via delle Cinque Terre.
Attenzione: chi percorre la Via dei Monti in direzione Levanto deve considerare una recente variante del tracciato nel tratto finale. Per motivi di sicurezza, il percorso non segue più il sentiero tra Foce di Vignana e Montale che presenta alcuni punti critici e scivolosi.
Da Monte Piano si prosegue a destra per circa 900 metri su strada asfaltata sino a Foce di Montale. Da qui si scende lungo un'antica mulattiera acciottolata di grande interesse storico verso Sorlana, passando accanto al caratteristico oratorio di Nostra Signora di Loreto, restaurato di recente. Seguendo sempre il sentiero 477 si arriva a Montale ricongiungendosi con il percorso classico.
Seguendo invece il tracciato principale si raggiungono Vignana di Sotto e Vignana di Sopra, piccoli nuclei con splendidi scorci panoramici. Oltre il paese il sentiero scende tra poderi con parti franate e inerbite, per risalire verso Montale.
Nel borgo collinare si incontra la chiesa di San Siro, di origine medievale ma profondamente rimaneggiata nel tempo con il campanile che si innesta su un'antica torre di avvistamento. L'interno conserva ancora la struttura romanica a tre navate e tracce di affreschi, mentre la facciata presenta elementi barocchi.
A Montale si può fare una sosta al bar considerato che dalla partenza non si incontrano punti di ristoro.
Da qui una mulattiera conduce rapidamente verso la periferia di Levanto e la località San Gottardo, fino alla piana di San Rocco.
Si entra poi nel centro abitato attraverso la Porta di San Martino e lungo le vie si notano ancora edifici medievali con portali ad arco in pietra che ricordano il ruolo commerciale della cittadina.
Il percorso ricalca in parte l'antica Via Garibaldi e raggiunge la zona del porto canale di Levanto, un tempo approdo strategico sviluppato tra XIII e XIV secolo. Qui i Genovesi ampliarono la foce del torrente Cantarana per favorire i traffici marittimi, creando un piccolo emporio commerciale collegato alle vie di crinale verso l'entroterra.
Di questo antico porto restano tracce di magazzini, logge e strutture difensive, oltre alla memoria della chiesa di Sant'Andrea e delle mura cittadine. Anche l'oratorio della Confraternita di San Giacomo testimonia il passaggio non solo di mercanti, ma anche di pellegrini diretti verso Roma, Santiago e la Terra Santa.
Come arrivare
Il treno è la soluzione più pratica per percorrere la Via dei Monti, poiché il cammino collega due località diverse e consente di organizzare facilmente il rientro.
Pontremoli si trova lungo la linea ferroviaria Parma–La Spezia ed è servita da treni regionali. La stazione dista pochi minuti a piedi dalla chiesa di San Pietro in Confluente, punto di partenza del cammino.
A circa 300 metri dalla stazione si trova il Convento dei Frati, utilizzato anche come punto tappa della Via Francigena. Qui è possibile trovare ospitalità, informazioni sul percorso e le credenziali del cammino.
Levanto è invece servita dalla linea ferroviaria Genova–La Spezia, percorsa da treni regionali e Intercity. La stazione si trova a circa 500 metri da Piazza della Loggia, punto finale o iniziale dell'itinerario.
Per spostarsi tra le due località è sufficiente fare riferimento alla stazione di La Spezia Centrale, da cui partono collegamenti per entrambe le destinazioni. Indicativamente il viaggio dura circa cinquanta minuti tra La Spezia e Pontremoli e tra 20 e 30 minuti tra La Spezia e Levanto.
Anche l'auto rappresenta una valida alternativa, sebbene richieda una migliore organizzazione per il recupero del veicolo al termine del cammino.
Per raggiungere Pontremoli si percorre l'autostrada Parma–La Spezia, con
uscita al casello di Pontremoli. Per Levanto il riferimento è invece
l'autostrada A12 Genova–Livorno, uscendo al casello di Carrodano-Levanto.
A Pontremoli è possibile lasciare l'auto presso il parcheggio della stazione ferroviaria oppure nei pressi del Convento dei Frati, previo contatto con la struttura.
A Levanto la disponibilità di parcheggi può essere limitata durante la stagione estiva. Negli altri periodi dell'anno sono disponibili aree di sosta a pagamento lungo il tracciato dell'ex ferrovia.
Per chi deve lasciare l'auto per più giorni, una soluzione spesso utilizzata è il parcheggio gratuito di Via Albero d'Oro, situato nella zona dei campeggi. Il parcheggio non è consentito ai camper.
Nel caso, per qualsiasi ragione, si dovesse interrompere il cammino a metà si possono utilizzare i bus ATC che dalla Val di Vara (Pieve di Zignago - Brugnato) arrivano alla Spezia.



































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