La tappa della Via Francigena da Vetralla conduce a Sutri, attraversando Capranica, lungo un percorso vario e molto appagante, arricchito dalla presenza del suggestivo parco archeologico di Sutri.
È una delle tappe meglio attrezzate, con numerose aree di sosta ideali per una pausa o semplicemente per godersi il panorama.
Via Francigena: Vetralla - Sutri
La tappa parte dal centro di Vetralla, da dove si scende verso valle e, superata la Via Cassia, si prosegue in direzione del monastero dei Cappuccini.
Una delle pareti è decorata con un murale dedicato ai pellegrini diretti a Roma, realizzato nel 2020 da Alessandro Ridolfi, che racconta il cammino con immagini dei luoghi più significativi.
Itinerario: Vetralla - Capranica - Sutri
Sentiero: VF
Lunghezza: circa 23,8 km
Difficoltà: E (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 6 ore e 30 minuti
Dislivello: quota max 500 m s.l.m.
Si attraversa una zona residenziale per superare la linea ferroviaria e raggiungere l'ingresso dell'area boschiva di Monte Fogliano, preceduta da un'area di sosta dedicata a Rita Chiodi con una fontana. Qui s'incontrano percorsi da fare a piedi e in bicicletta.
Dopo una breve discesa si incontrano anche le indicazioni di altri percorsi, tra cui il Cammino della Tuscia che avevo già raccontato. Si è ormai nei pressi della località La Botte, dove si svolta a sinistra per proseguire in una pineta.
Il tracciato riporta poi verso la Via Cassia che si attraversa in prossimità della chiesetta di Santa Maria di Loreto.
Il cammino prosegue su un sentiero che attraversa noccioleti, una delle coltivazioni più diffuse della zona, per raggiungere le Torri di Orlando, un complesso di monumenti funerari romani risalenti al I secolo a.C. La più imponente raggiunge i 16 metri di altezza, con base quadrata e sommità cilindrica. Il nome “Orlando”, variante di Rolando, richiama una leggenda secondo cui il paladino sarebbe nato a Sutri durante un pellegrinaggio della madre verso Roma.
Si prosegue poi lungo un tratto di strada provinciale piuttosto trafficata, per deviare successivamente su percorsi secondari più tranquilli che conducono a Capranica, passando sotto l'arco di una linea ferroviaria dismessa.
Dopo aver costeggiato il parco pubblico Corrado Nicolini, ideale per una pausa sotto gli alberi, si raggiunge Piazza Garibaldi, dove si trovano diversi locali in cui fermarsi a mangiare prima di riprendere il cammino.
Capranica sorge su una collina tufacea tra due profonde gole, posizione che ne ha favorito l'insediamento fin dall'epoca etrusca. In età romana fu attraversata dalla Via Cassia e arricchita da ville e monumenti funerari.
Le prime notizie documentate risalgono al X secolo, quando nuovi abitanti fondarono un nucleo fortificato con una chiesa dedicata a San Pietro. Il borgo si sviluppò sotto il dominio dei conti di Anguillara che costruirono il castello e ampliarono il territorio. Dopo la loro cacciata nel 1465, Capranica passò sotto il controllo dello Stato Pontificio e visse un periodo di crescita tra il Quattrocento e il Settecento, con l'espansione urbana e la costruzione di nuovi edifici religiosi e residenziali.
Superata la porta di Sant'Antonio, si entra nel centro storico, dove si incontrano la Chiesa di San Francesco, risalente al XII secolo e preceduto da una scenografica scalinata, e dopo la Porta del castello dell'Aguillara il Duomo neoclassico di San Giovanni Evangelista.
Nei pressi di Palazzo Accoramboni, sede del Comune, si nota il timpano dell'antico ospedale dei pellegrini di San Sebastiano, in origine dedicato a Santa Maria in Campis.
Proseguendo lungo Via Castelvecchio si scende tra le chiese di Santa Maria e San Pietro, quest'ultima costruita su un precedente tempio romano, fino a raggiungere un parco con una fontana decorata da due leoni e la Cappella di San Rocco.
Si risale la collina opposta attraversando un'antica cava di tufo lungo una strada che ricorda la Strada del Signorino percorsa il giorno precedente.
Superata una zona di coltivi, si raggiunge valle Donazzani, o Valle di Tinozzà, uno dei valloni etruschi di Capranica, è attraversata dalla Via Francigena prima di entrare nel territorio di Sutri. Il nome potrebbe derivare da un'antica fortificazione, poi riutilizzata nel Medioevo, situata in una posizione naturalmente difesa tra gole e pareti rocciose.
Si tratta di una stretta forra attraversata dal fosso di Nazzano, con un ambiente ricco di vegetazione – castagni, salici, olmi e lecci – e un sottobosco particolarmente rigoglioso. In passato, grazie alla presenza costante di acqua, l'area era coltivata con orti e prati irrigui.
Oggi il sentiero segue il corso del torrente in un ambiente silenzioso e suggestivo, regalando un tratto immerso nella natura tra piccole cascate, passerelle in legno e una vegetazione rigogliosa di muschi, felci ed edera.
Lungo il percorso si nota anche una spada conficcata nella roccia, senza però indicazioni che ne spieghino il significato.
Dopo aver attraversato l'ultimo ponte, il tracciato lungo l'acqua lascia spazio a un'ampia strada sterrata, con Sutri ormai in vista.
Raggiunta nuovamente la Via Cassia, la si attraversa sulle strisce pedonali per entrare nel borgo da Porta Morone e arrivare in Piazza del Comune, punto finale della tappa.
Il centro storico di Sutri conserva numerosi luoghi di interesse. Tra questi spicca la Cattedrale di Santa Maria Assunta, rimaneggiata in stile barocco nel Settecento: dell'impianto romanico restano visibili la torre, la navata e la cripta. Accanto si trovano la Torre Fortebracci, unica torre medievale sopravvissuta, e la piccola chiesa di Santa Croce.
La Piazza del Comune, costruita sull'antico foro romano di cui resta un arco, è il cuore del borgo: circondata da edifici storici, ospita una copia della fontana barocca originale. Qui si affaccia anche il Palazzo Comunale del XVI secolo, mentre poco distante si trova l'Antiquarium con reperti archeologici e iscrizioni antiche.
Una delle piazze più caratteristiche è quella dove si trova un antico lavatoio: da qui si ammira una bella veduta sul vallone.
L'ampia area archeologica di Sutri, in parte inclusa nel Parco Naturale Regionale, raccoglie importanti testimonianze etrusche e romane. Tra queste spiccano una vasta necropoli scavata nel tufo lungo la Via Cassia, con decine di tombe, e un suggestivo anfiteatro anch'esso ricavato nella roccia, databile tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
Il percorso si sviluppa a sud del colle, passando tra tombe rupestri e luoghi di interesse storico, fino a raggiungere l'anfiteatro romano, completamente scavato nel tufo, che per secoli rimase sepolto. Riportato alla luce è ora uno dei simboli del sito archeologico di Sutri.
Il parco è visitabile gratuitamente, mentre l'accesso all'anfiteatro e al Mitreo sono a pagamento. L'audioguida scaricabile con un codice QR permette di conoscere la storia di questi luoghi.
All'interno di una tomba romana si trova la Chiesa della Madonna del Parto che in origine potrebbe essere stata un mitreo, luogo di culto dedicato al dio Mitra, poi trasformato in chiesa tra il XIII e il XIV secolo. Si accede tramite un piccolo vestibolo decorato con affreschi medievali, tra cui scene legate a San Michele e al pellegrinaggio. L'interno presenta una navata con volta a botte, pilastri ricavati nella roccia e resti di dipinti, tra cui una Natività e la figura dell'Arcangelo Michele.
L'insieme conserva tracce sia del passato pagano sia della successiva funzione cristiana, rendendolo uno dei luoghi più suggestivi dell'area archeologica di Sutri.
In origine, la struttura ipogea era probabilmente conformata come la maggior parte dei mitrei, con un cerchio centrale circondato da banchine (al di là dei pilastri), destinato a ospitare il banchetto mistico degli iniziati.
Salendo la collina si giunge a Villa Savorelli, costruita nel XVIII secolo su uno sperone di tufo, con un bel giardino e un affaccio sull'anfiteatro. Accanto si trova la settecentesca Chiesa di Santa Maria del Monte con a fianco due torri campanarie.
Informazioni utili
Questa tappa è tra le più accoglienti per i pellegrini, grazie alla presenza di numerose aree di sosta attrezzate con panchine, tavoli e pannelli informativi che illustrano ciò che si incontra lungo il percorso e nei borghi attraversati.
La credenziale della Via Francigena può essere ritirata a Vetralla presso l'ufficio turistico.
Per il pernottamento, chi si ferma a Capranica può trovare diversi alloggi: Casa Vacanze Castrovecchio, POP Road to Rome e La Stanza del Petrarca.
A Sutri sono molteplici gli alloggi per i pellegrini: Casa vacanze Platea Oche, Platea Cavour, La Casa dei Libri, Casa Vacanze Salza nel Borgo, Antico Forno, Alloggio Turistico Il Sole, Casa Vacanza La Mia Casetta.
Ho alloggiato alla Casa Vacanze Dolce Angelo nei pressi del duomo con ambienti moderni e una piacevole vista sull'area archeologica.
Come arrivare
Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Cura di Vetralla e di Capranica–Sutri, quest'ultima però piuttosto distante rispetto a entrambi i centri abitati.
In alternativa, è possibile raggiungere Viterbo e da lì proseguire con gli autobus delle Autolinee Cotral, che collegano sia Capranica sia Sutri.


















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