La parte nord-occidentale di Gran Canaria, meno frequentata dai turisti rispetto alla zona meridionale dell'isola, possiede un fascino tutto suo fatto di villaggi caratteristici, paesaggi incantevoli, piscine naturali e importanti siti archeologici.
Se volete scoprire un lato più genuino dell'isola, bastano uno o due giorni per visitare Agaete, Puerto de las Nieves, Gáldar fermandosi anche in alcuni dei punti panoramici più suggestivi della zona.
La zona nord occidentale di Gran Canaria
Questa parte dell'isola è ideale per chi ama i ritmi lenti, le passeggiate tranquille nei villaggi e la sensazione di essere lontano dalla folla. Qui il mare incontra le montagne e i panorami cambiano rapidamente mentre si percorrono le strade interne tra brulli paesaggi e terre coltivate.
Gran Canaria mostra un volto diverso: più verde e un mare che si infrange con forza sulle scogliere o con piccole spiagge dove fermarsi a prendere il sole.
- Agaete e la necropoli di Maipés
- Puerto de las Nieves
- Gáldar e la cueva Pintada
- I punti panoramici
- Dove mangiare e dormire
- Come arrivare
Agaete e la necropoli di Maipés
Agaete, arroccato tra le montagne e il mare, è un villaggio che conserva un aspetto autentico con stradine strette, case basse dalle facciate bianche e piazzette tranquille.
La Plaza de la Constitución, circondata da palme e alberi, ospita alcuni edifici storici e la Iglesia Matriz de Nuestra Señora de la Concepción, una chiesa semplice ma elegante del XIX secolo, aperta solo poche ore al mattino.
Appena fuori dal centro si trova la necropoli di Maipés, una delle più grandi necropoli aborigene delle Isole Canarie. Maipés o maipé è un vocabolo canario derivato dal termine malpaís che indica un rilievo vulcanico di lava rugoso come questa antica colata lavica formatasi oltre 3.000 anni fa che venne scelta dagli antichi abitanti dell'isola come luogo di sepoltura. Qui sono state individuate quasi 700 tombe a tumulo, alcune risalenti a più di 1.300 anni fa. I tumuli, di forma tronco-conica e di cinque diverse tipologie, contenevano i corpi dei defunti avvolti in sudari vegetali e collocati in piccole casse di pietra. Molte di queste mummie sono esposte al Museo Canario di Las Palmas.
Il cimitero originale era circondato da un muro di pietra vulcanica alto 1,5 metri, oggi quasi scomparso, che separava il mondo dei vivi da quello dei morti. La società preispanica aveva una gerarchia complessa: il Guanarteme era il capo, supportato da nobili e sacerdoti (faican), mentre il popolo si occupava dell'agricoltura e dell'artigianato. I macellai che erano a contatto con la carne e il sangue, occupavano il gradino più basso della società e non era loro permesso toccare gli effetti personali altrui, se non con un bastone. Questa divisione sociale si rifletteva anche nelle sepolture.
Sono stati rinvenuti 8 tumuli fuori dal muro del cimitero, probabilmente appartenenti a nativi indegni di essere sepolti in terra sacra o a stranieri venuti a conquistare l'isola.
Il percorso di visita, in gran parte su passerelle, è arricchito da numerosi pannelli informativi che spiegano le diverse tipologie di tombe e le usanze dell'antica civiltà.
Queste popolazioni di Gran Canaria erano prevalentemente agricole: coltivavano cereali come grano e orzo per il gofio sui terreni asciutti, mentre fagioli, lenticchie, piselli e fichi crescevano su terreni irrigati. Anche le bacche selvatiche venivano raccolte, utilizzate per succhi o liquori.
Il sito offre anche interessanti scorci naturali: tra le rocce si può incontrare la lucertola delle Canarie (Gallotia), facilmente riconoscibile per le dimensioni piuttosto grandi e per i colori scuri del corpo. È una specie endemica dell'arcipelago della Canarie che ama i luoghi rocciosi e soleggiati.
Il parco archeologico è aperto da ottobre a marzo dalle 10.00 alle 17.00 e nei restanti mesi sino alle 18.00, rimane chiuso il lunedì.
Proseguendo dalla necropoli, si risale la Valle de Agaete, famosa per le coltivazioni di frutta tropicale e soprattutto per il caffè. Qui si trova la Finca La Laja, una delle poche piantagioni di caffè in Europa, visitabile con degustazione finale e splendida vista sulle montagne circostanti.
Per visitare Agaete è disponibile un parcheggio municipale gratuito, mentre il sito archeologico dispone di spazi vicino all'ingresso.
Chi ha tempo può continuare l'esplorazione della zona verso Risco, percorrendo la strada panoramica per arrivare al Charco Azul, come racconterò in un altro articolo.
Puerto de las Nieves e le piscine naturali
Lo sbocco a mare di Agaete è Puerto de las Nieves, un
piccolo porto noto per i ristorantini di pesce e le piscine naturali
lungo la costa. Fermarsi qui per un pranzo a base di pesce fresco, con vista
sul mare e sulle scogliere, è un'esperienza che racchiude l'essenza del luogo.
Chi ama il mare trova acque limpide in una baia tranquilla, ideale per una breve pausa rinfrescante. Il villaggio è caratterizzato da basse case bianche, da una piccola piazza dove si erge l'Ermita Nuestra Señora de las Nieves e da negozi di souvenir e artigianato locale.
Dal porticciolo una piacevole passeggiata sul lungomare conduce alle piscine naturali, passando accanto a un antico mulino e al Monumento de los Poetas. Durante la mia visita, l'oceano era agitato, quindi le piscine erano meno suggestive di quanto appaiono nei giorni di mare calmo.
Per chi arriva in auto, ci sono parcheggi vicino al porto – spesso a pagamento – o direttamente alle piscine naturali. Dal porto partono ogni due ore le navi della Fred Olsen che collegano Agaete all'isola di Tenerife in circa un'ora e venti minuti di traversata. I biglietti si possono acquistare online in anticipo.
Anche dalla zona sud dell'isola partono tour che consentono di visitare questa località e di immergersi nella natura rigogliosa di Gran Canaria evitando lo stress della guida.
Gáldar e le testimonianze storiche
Tornando verso Las Palmas, merita una sosta Gáldar, uno dei centri storici più interessanti dell'isola. Un tempo importante villaggio dei Guanci, gli abitanti originari di Gran Canaria, oggi Gáldar ospita il Museo e Parco Archeologico Cueva Pintada dove è possibile ammirare pitture rupestri e i resti dell'antico insediamento.
Le visite al museo sono guidate e gli orari variano durante l'anno, quindi è consigliabile consultare il sito ufficiale, anche per conoscere le giornate a ingresso gratuito. Il museo rimane chiuso il lunedì. La visita dura circa un'ora: si inizia con un breve filmato che ricostruisce la vita delle antiche civiltà e l'impatto dell'arrivo degli spagnoli, per poi continuare in alcuni piccole sale dove sono esposti reperti originali.
Il cuore della visita è la Cueva Pintada, dove le pitture geometriche, conservate dietro una vetrata, sembrerebbe di tanti colori, in realtà alcune analisi hanno stabilito che le decorazioni sono bicromatiche per la combinazione dei pigmenti. Le passerelle permettono di osservare i resti delle antiche abitazioni in pietra dell'insediamento guanci.
Davanti al museo si trova anche la statua in bronzo della principessa Armida, simbolo della civiltà antica, e a pochi passi si può vedere il Teatro Consistorial.
Nel centro storico, attorno alla Plaza de Santiago, si ammirano edifici coloniali colorati come le Casas Consistoriales e il Templo Santuario de Santiago de los Caballeros de Gáldar, una chiesa dall'architettura sobria e austera.
Per chi arriva in auto, il parking Reina Arminda, in pieno centro, è comodo e a costo contenuto.
I mirador e il Faro de Sardina
Uno dei punti panoramici più conosciuti è il Mirador Aldea, da cui si ha una vista spettacolare sulla costa nord-occidentale e sulle montagne circostanti. Lungo la strada si incontrano altri belvedere, perfetti per scattare fotografie o semplicemente respirare l'aria fresca della zona. In genere, il mirador viene inserito come tappa in un itinerario sulla strada panoramica dal sud dell'isola.
Un'altra tappa molto scenografica è Punta de Sardina, dove si trova l'omonimo faro. Qui si può osservare la forza dell'oceano, con le alte onde che si infrangono sulla costa rocciosa. Quando il mare è calmo, si formano anche piccole piscine naturali, mentre in giornate di mare mosso è consigliabile mantenersi a distanza.
Da Gáldar si raggiunge Punta de Sardina in circa quindici minuti di auto, una deviazione breve ma assolutamente consigliata per chi vuole apprezzare la bellezza della costa nord-occidentale.
Dove mangiare e dormire
Ad Agaete e Puerto de las Nieves si trovano numerosi ristoranti, soprattutto con menù a base di pesce, mentre chi segue una dieta vegana o vegetariana può incontrare qualche difficoltà.
Mi sono fermata al ristorante Terraza Angor, sulla veranda con vista sul porticciolo, dove ho gustato zuppa di verdure e insalata: l'ambiente è molto carino e il servizio rapido.
Per l'alloggio, l'offerta è varia: dai piccoli hotel e pensioni nel centro di Agaete, ideali per vivere il villaggio a piedi, ad appartamenti e case rurali sulle colline, perfetti per chi cerca tranquillità e contatto con la natura. Puerto de las Nieves è comodo per soggiorni brevi e vicino al mare, mentre Gáldar offre strutture più economiche.
Durante il mio viaggio ho scelto un appartamento spazioso e luminoso vicino a Las Palmas, per avere una base comoda da cui visitare diverse zone dell'isola.
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| La necropoli di Maipés |
Come arrivare nella zona nord-occidentale
La zona nord-occidentale di Gran Canaria è facilmente raggiungibile in auto sia dall'aeroporto sia dal sud dell'isola. Le strade principali sono in buone condizioni, ma alcune vie che conducono ai villaggi più piccoli, come Risco e ai mirador, possono essere strette e tortuose, quindi è consigliabile guidare con prudenza.
L'auto rimane il modo più comodo per spostarsi, anche se i mezzi pubblici collegano le località principali. Per il nolo auto consiglio Discovercars che offre sempre interessanti tariffe.
Ad esempio, da Las Palmas de Gran Canaria, la linea di bus 103 arriva ad Agaete, mentre per Gáldar sono attive le linee 103, 105 e 100. Per informazioni aggiornate sugli orari è sempre consigliabile consultare il sito ufficiale dei trasporti pubblici.





















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