Visitare Sufetula significa immergersi nella storia romana e bizantina, passeggiare su antiche strade lastricate che raccontano una città viva e raffinata.
L'odierna Sbeitla è una tappa imperdibile per chi visita la Tunisia e desidera scoprire i siti meno conosciuti ma incredibilmente affascinanti in un Paese che ogni giorno di viaggio regala meraviglie.
La visita del sito romano di Sbeitla
Sufetula Musuniorum, oggi nota come Sbeitla, è uno dei tesori nascosti della Tunisia romana.
La città nacque tra la fine del I e l'inizio del II secolo d.C., nello stesso periodo della vicina Cillium (Kasserine). Divenuta prima municipio e poi colonia romana, conobbe una notevole crescita nel II secolo grazie all'abbondanza d'acqua, alla posizione lungo importanti vie di comunicazione e alla produzione di olio.
L'età cristiana rappresenta la fase meglio documentata: già nel III secolo la città aveva propri vescovi e tra il III e il VII secolo furono costruite numerose basiliche, ancora oggi riconoscibili. In seguito entrò a far parte del regno vandalo e, alla fine del VI secolo, assunse un ruolo strategico nel sistema difensivo bizantino. Nel 647 il patrizio Gregorio, ribellatosi a Costantinopoli, la scelse come quartier generale per contrastare l'avanzata araba. Dopo la sconfitta, la città continuò comunque a essere abitata e furono costruiti nuovi edifici sulle rovine dei precedenti, tra cui abitazioni fortificate.
Sufetula è oggi inserita nel patrimonio mondiale dell'UNESCO come esempio unico di città progettata secondo il modello della colonia romana in una provincia.
Gli scavi hanno portato alla luce il castrum con la tipica pianta a griglia, cardo e decumano, e la grande piazza pubblica, conservata molto meglio rispetto a quella di Dougga.
All'ingresso, sulla sinistra, si trova la mappa del sito, utile per orientarsi. In questa zona sono visibili anche alcune presse per l'olio, testimonianza di un'attività che contribuì in modo decisivo alla prosperità cittadina. L'olio, all'epoca, era un bene prezioso: serviva come combustibile per le lampade, come medicinale e come unguento nelle terme.
Accanto alle case fortificate di epoca bizantina, nel frigidarium delle terme, si può ammirare il prezioso mosaico con pesci e crostacei colorati.
Proseguendo si raggiunge l'arco di Diocleziano, ingresso monumentale della città, legato al periodo della tetrarchia e come tale omaggio ai quattro imperatori che governarono l'impero.
Addentrandosi nel sito, nella steppa tunisina, si incontra il teatro romano, restaurato nel 1997. Conserva gran parte delle gradinate originarie; nella scena si distinguono nicchie destinate a statue di divinità. In quella centrale fu rinvenuta una statuetta di Dionisio (Bacco), oggi esposta nel museo adiacente.
Poco distante si trovano le grandi terme pubbliche che occupano uno spazio rettangolare lungo oltre cento metri e largo circa cinquanta. Sono ancora riconoscibili il tepidarium e il calidarium grazie ai piccoli pilastri in laterizio che sostenevano il pavimento rialzato. Dall'esterno si intravedono mosaici che decoravano gli ambienti.
Si passa poi accanto ai resti del basamento di una delle fontane alimentata da una rete di tubature in piombo e terracotta e alle case di epoca bizantina.
Proseguendo lungo la strada lastricata si arriva alla Porta di Antonino Pio, a tre fornici, con un'iscrizione che lo menziona insieme ai suoi due figli adottivi.
Si accede così alla piazza del Foro, cinta da mura di epoca bizantine alte quattro metri e rialzata rispetto alla strada per impedire l'accesso ai carri. Qui si concentrava il potere politico ed economico della città. Il Capitolium era composto da tre templi distinti ma collegati, dedicati rispettivamente a Giove, Giunone e Minerva. Si ritiene che il tempio centrale, privo di scale di accesso, potesse fungere da tribuna per le arringhe pubbliche.
Proseguendo si raggiunge il complesso cristiano del V-VI secolo d.C., costruito su edifici precedenti: due chiese, un battistero, una cappella e terme private.
Nella Basilica di San Vitale si può vedere una vasca più antica decorata con un mosaico; nella chiesa dei Santi Gervasio, Protasio e Trifone si trova un'altra vasca con mosaici raffiguranti pesci di diverse forme.
Molti dei mosaici rinvenuti a Sufetula sono oggi conservati al Museo del Bardo di Tunisi.
Avrei voluto raggiungere anche il ponte-acquedotto a tre archi che scavalca il torrente Sbeitla, un tempo utilizzato per convogliare in città l'acqua della sorgente (oggi deviata verso Sfax), ma non è possibile arrivarvi a piedi dall'interno del sito.
Ho quindi proseguito tra rovine di templi e case romane, ammirando i mosaici della Casa delle Quattro Stagioni.
Il sito archeologico è aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 17.00. Il biglietto costa 12 dinari e include l'ingresso al museo archeologico, dove è consentito scattare fotografie solo con il cellulare.
Il museo di Sbeitla
Il museo racconta la storia della coltivazione dell'olivo, incentivata dall'Imperatore Adriano nel 128 d.C. Qui erano attivi numerosi frantoi e l'olio veniva esportato in Africa e nel resto dell'Impero tramite i porti di Hadrumetum (Sousse) e Sullectum (Salakta).
L'olio veniva conservato e trasportato in anfore prodotte soprattutto nella regione del Sahel.
In alcune teche è esposto il tesoro di epoca hafside, rinvenuto in una borsa di pelle di cammello: monete d'argento dall'inusuale forma quadrata, prive del nome dell'Emiro, e monete d'oro risalenti ai secoli XII-XIII.
Tra le opere più significative spiccano la scultura del dio Bacco proveniente dal teatro e il mosaico del Trionfo di Venere, databile alla fine del IV secolo d.C.
Dove dormire e mangiare
Chi sceglie di fare un viaggio itinerante in Tunisia spesso decide di alloggiare a Sbeitla per la buona disponibilità di strutture ricettive. Oltre agli hotel, si può optare per una guest house confortevole situata a due passi dall'ingresso del sito archeologico.
L'appartamento, moderno e molto luminoso, è spazioso e dotato di tutti i comfort necessari per un soggiorno piacevole. È possibile parcheggiare facilmente davanti all'ingresso e l'host è sempre disponibile a fornire consigli utili su cosa vedere nei dintorni.
All'angolo si trova anche un locale semplice e informale dove gustare piatti tipici a prezzi contenuti.
Come arrivare
Sufetula, oggi Sbeitla, si trova nella parte centro-occidentale della Tunisia ed è facilmente raggiungibile in auto o autobus dalle principali città tunisine.
Da Tunisi il viaggio dura circa 3–4 ore, attraversando paesaggi rurali e piccoli villaggi. Noleggiare un'auto è la soluzione ideale muoversi con maggiore libertà e visitare altre tappe lungo il percorso. Consiglio di utilizzare DiscoverCars dove si trovano spesso buone tariffe.













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