martedì 1 maggio 2018

Cosa vedere ai Musei Vaticani

Quando ho visitato Roma per la prima volta ho incluso nel mio itinerario la visita ai Musei Vaticani soprattutto per vedere la meravigliosa Cappella Sistina.

Questo è uno dei musei più visitati della città e già di prima mattina una lunga coda si snoda dall'ingresso e considerato che la visita richiede almeno 3 ore consiglio sicuramente di prenotare il biglietto prima di partire.

Anche se non amate l'arte e passare tanto tempo all'interno di un museo vi posso assicurare che questo è una vera meraviglia non solo per le tantissime opere d'arte che espone ma anche per la bellezza delle sale che si andranno a visitare.

Cosa vedere ai Musei Vaticani

Cosa vedere ai Musei Vaticani


I Musei Vaticani sono grandissimi e perciò prima di visitarli è bene informarsi sulle varie sezioni che comprende e sulle opere esposte per organizzare al meglio l'itinerario di visita.

Io sono stata una decina d'anni fa e salendo al primo piano mi sono ritrovata nelle gallerie che assumono nomi differenti. Qui c'era tantissima gente e numerosi gruppi organizzati ma questo non mi ha impedito di apprezzare la bellezza delle decorazioni simbolo dell'opulenza del papato.

affresco nelle Gallerie dei Musei Vaticani

La prima galleria che si incontra è quella dei Candelabri che presenta soffitti interamente affrescati, anche se abbastanza recentemente perché risalgono alla fine del '800.
Ai lati del lungo corridoio sono esposte statue romane, copie di statue greche, sarcofagi e tra le arcate sostenute da pilastri come si evince dal nome della galleria due enormi candelabri in marmo che risalgono al II secolo a.C. che provengono da Otricoli, in provincia di Terni
Le opere sono davvero tante e perciò mi sono soffermata su quelle più famose, ben evidenziate dalla cartellonistica, ovvero un sarcofago sul quale è rappresentata la tragedia delle figlie di Niobe e la statue del guerriero persiano Ganimede.

decori nelle gallerie dei musei vaticani

Dopo s'incontra la galleria delle Carte Geografiche così chiamata perché sulle pareti ci sono affreschi che raffigurano le regioni d'Italia e le terre che nel '500 appartenevano al pontefice.
Le carte geografiche sono state realizzate basandosi sulle carte geografiche del celebre geografo Ignazio Danti.
Su un lato si trovano le carte delle regioni tirreniche, sull'altro quelle adriatiche.
Ho trovato queste carte particolarmente belle ma poco fedeli alla realtà infatti la conoscenza all'epoca del territorio era piuttosto lacunosa. Se questo non bastasse ad arricchire la galleria ci sono sul soffitto affreschi di vite dei santi che hanno vissuto nella regione corrispondente.

affreschi e decori sulle volte delle gallerie ai musei vaticani
Affreschi e decori sulle volte

La galleria successiva è quella degli Arazzi che espone grandi arazzi che riproducono opere di allievi di Raffaello mentre quelli che un tempo vi si trovavano, dieci arazzi fatti da tessitori belgi seguendo disegni di Raffaello, si trovano adesso nella Pinacoteca.
Inoltre vi si possono vedere altri arazzi fiamminghi e quelli fatti da tessitori romani.
Questa ultima sezione non mi ha colpito particolarmente e sono passata velocemente preferendo andare a vedere altre opere.

A questo punto la folla si è diretta verso la Cappella Sistina mentre io mi sono diretta verso le Stanze di Raffaello dove i visitatori erano pochi. Queste quattro sale, che un tempo furono gli appartamenti privati di Papa Giulio II, furono affrescate dal grande Raffaello quando aveva soltanto venticinque anni. Il Papa indicò all'artista cosa rappresentare.
Le sale di forma rettangolare non sono molto grandi e hanno la volta a crociera.

le stanze di Raffaello
Una delle stanze

La prima sala che s'incontra è quella della Segnatura, qui infatti si riuniva il tribunale papale, che ha come tema la Verità. Raffaello ha scelto di rappresentarla raffigurando filosofi come Socrate o Platone e scienziati come Pitagora dipingendo scene in movimento.
Molto famosa è la Scuola di Atene dipinto nel quale si vedono filosofi passeggiare discutendo e gli allievi ai lati anch'essi animati in discussioni.
Questa è la stanza che mi è piaciuta maggiormente forse perché avevo studiato diversi di questi dipinti a scuola e ricordavo il loro significato.

scuola di Atene di Raffaello
La scuola di Atene di Raffaello

Nella Sala di Eliodoro sono invece rappresentati episodi della Bibbia ma secondo me la bellezza di queste stanze non è nel singolo dipinto ma nell'effetto che fanno al visitatore. Ogni centimetro della sala, dal pavimento alla volta, è decorato con personaggi o con disegni che ornano lo zoccolo o le arcate della volta.

Nella Stanza dell'Incendio di Borgo ci sono alcuni affreschi dipinti direttamente da Raffaello ma la maggior parte è opera dei suoi allievi che hanno proseguito seguendo il suo stile, la volta invece è del Perugino, suo maestro.

L’ultima stanza è quella di Costantino ma Raffaello riuscì solo a fare i disegni preparatori perché ormai arrivato agli ultimi anni di vita.

A questo punto sono scesa nella Cappella Sistina dove ho trovato veramente tanta gente e perciò mi sono messa con pazienza a osservare la volta e le pareti per ammirare affreschi magnifici. Dopo aver continuato la visita ai Musei Vaticani sono ritornata qui e sono stata più fortunata e ho trovato posto a sedere sulla panca attorno alla sala e così ho osservato meglio ogni particolare e devo dire che sebbene avessi studiato il significato di questa opera vederla dal vivo è tutta un'altra cosa.
Posso solo dire stupenda!
Le fotografie non sono consentite e ho visto le guardie obbligare chi faceva il furbo a cancellare gli scatti "rubati".

La mia visita è continuata nelle altre parti del museo, alcune molto più interessanti di altre.

Sapete già quanto io ami la civiltà egizia ma all'epoca non avevo ancora visitato il Museo Egizio di Torino e perciò non potevo mancare quella al Museo Gregoriano egizio che è uno dei più antichi. Fu aperto nel 1839 per volere di Gregorio XVI che dare un’unica collocazione alle tante opere sparse in varie sedi.
Il percorso di visita consente di attraversare ben 9 sale nelle quali trovano posto statue, oggetti dedicati al culto dei morti, bassorilievi, statue bronzee. Una parte delle opere sono poste in un emiciclo con terrazza che consente anche di vedere dall'alto i giardini sottostanti.
All'entrata del museo si oltrepassa un portale grandioso incorniciato da marmi rossi tipici dell’Egitto e si arriva nella sale dove sono esposte stele e statue.

veduta dei giardini vaticani
Veduta dei giardini vaticani

Tra le tante cose esposte mi sono piaciuti molto i sarcofaghi in legno di sicomoro finemente dipinti, come quello della sacerdotessa Djet-Mutritrovato negli scavi a Tebe, ma anche la mummia di un uomo ancora nel sudario usato per la sepoltura.
Una scultura che ha attirato la mia attenzione è stata una colossale testa, probabilmente del Faraone Mentuhotep il sovrano che unificò l’Egitto, ornata con una tiara sulla quale è raffigurato il serpente Ureo. La statua è in arenaria di colore rossastro e ho trovato veramente fini i lineamenti di questo faraone.
Altra statua immensa è quella Tuia, realizzata in granito scuro, che rappresenta la consorte del Faraone Sethos I e madre di Ramses II.

Nel museo ci sono anche statue di epoca romana che imitano le originali egizie che venivano spesso usata per abbellire ville patrizie secondo il gusto dell’epoca.
Le ultime sale sono dedicate a oggetti ritrovati nell'Assiria e in Mesopotamia che ho trovato interessanti.

Dopo sono andata al Museo Gregoriano Etrusco, chiamato così perché fu voluto da Papa Gregorio XVI nel 1837. La visita è interessante per apprendere le usanze di quel popolo che visse in gran parte dell'Italia centrale.
Il museo è abbastanza grande perché comprende ben 22 sale e raccoglie oggetti rinvenuti negli scavi in Etruria fatti direttamente dallo Stato Pontificio.
Ogni sala ospita differenti oggetti di diversa epoca a partire dal IX secolo a.C.
Nelle varie teche si possono osservare oggetti di uso quotidiano e oggetti ritrovati nelle tombe etrusche, come ornamenti, vasi e calamai.

Il percorso di visita si snoda in ambienti molto ricchi adornati da affreschi sul soffitto e da stucchi pregevoli che raffigurano cariatidi.
Tra le opere che mi sono piaciute ci sono delle statue in bronzo, le opere in terracotta ma soprattutto i sarcofaghi decorati con bassorilievi. Quello del poeta è particolarmente bello e mi sono piaciuti anche altri sarcofaghi con coperchi che raffigurano il defunto in posizione semisdraiata.

Tra le statue in bronzo posso menzionare il Marte di Todi del V secolo a.C. che raffigura un guerriero che indossa una corazza ma che curiosamente ha le gambe coperte solo da una specie di gonnellino cortissimo!
Molto belli i tipici vasi etruschi con figure dipinte in arancione su fondo nero sia per i disegni sia per i colori usati.
Gran parte dell’esposizione riguarda proprio i vasi all'epoca usati praticamente per contenere ogni tipo di liquido e perciò molto diffusi.


Nel Museo Pio Clementino ho ammirato tantissime statue, molte delle quali non sapevo neppure si trovassero proprio ai Musei Vaticani, in 12 sale.

Il museo prende il nome dal pontefice Clemente XIV che nel '700 volle creare questa esposizione d’arte con opere acquistate appositamente.
Il percorso di visita porta nella sala a croce greca dove si trova il sarcofago di Santa Elena decorato con bassorilievi.
Una delle sale più belle è quella rotonda che s'ispira all'architettura del Pantheon. Al centro si trova una tazza in porfido che si pensa provenga dalla celebre Domus Aurea dell’imperatore Nerone
Nel Museo si trova anche la Colonna Antonina che fu ritrovata nel Campo Marzio nel '700.
Da vedere anche la sala delle Muse dove ci sono i ritratti di poeti e filosofi come Socrate o guerrieri come Pericle, la sala con statue che raffigurano animali mitologici e la sala dei busti romani che però sembrano un po' tutti uguali.

La visita si conclude con il bellissimo cortile ottagono circondato da una loggia con colonne che formano quattro sale angolari dove si trovano le opere scultoree più importanti.
Queste opere ammirevoli sono il gruppo del Laocoonte, l’Apollo e il Perseo di Antonio Canova.

il gruppo del Laocoonte
Il gruppo del Laooconte

Anche qui avevo trovato troppa gente ma ho apprezzato il senso di movimento che trasmettono le statue qui esposte.

Mi sono quindi diretta al Museo Chiaramonti che deve il nome al Papa Pio VII e che occupa un’ala del palazzo progettata dal Bramante nel '500 mentre gli interni furono all'inizio del '800 risistemati da Antonio Canova.
Egli ideò delle strutture verticali che formano una serie di scomparti dove sono alloggiate le opere scultoree.
La galleria del museo è molto bella e si può apprezzare l'architettura della sala e le decorazioni fatte da pittori che omaggiarono il pontefice ritraendo la sua magnanimità nei confronti dell'arte.

Il museo espone una quantità infinita di sculture antiche e in altro settore di iscrizioni che alla fine risultano un poco monotone da vedere. Infatti nel museo sono esposte circa 800 statue e oltre 3000 iscrizioni e quindi è impossibile poter apprezzare come meriterebbero ognuna di esse.
Il percorso espositivo è ben strutturato tranne nel settore del Braccio Nuovo arrivati al fine del quale bisogna ripercorrere tutto il corridoio, ma non credo si possa studiare un percorso alternativo.
Tra le opere più interessanti e belle secondo me c'è il Doriforo, ovvero un portatore di lancia realizzato da un originale greco, che si apprezza per la presenza delle fasce muscolari e per il senso di movimento che trasmette.
Altre statue importanti quelle di Augusto, della dea Atena e delle Tre Grazie.


Un'altra parte dei Musei Vaticani è il Museo Pio Cristiano che prende il nome dal Papa Pio IX che lo istituì nel 1854 nel Palazzo Lateranense, mentre fu portato in Vaticano a metà degli anni '60.
Qui sono esposte opere di soggetto religioso come sarcofaghi che recano bassorilievi con storie tratte dalla Bibbia e statue che raffigurano personaggi biblici come il Buon Pastore con tanto di pecorella sulle spalle.
Il Museo non è molto grande e mi è piaciuto particolarmente il sarcofago ornato da bassorilievi che risale al 330 d.C.
Certo che non essendo credente e non interessandomi più di tanto i soggetti sacri la mia è stata davvero una visita veloce, anche perché ero ormai stanca.

Merita certamente la visita la Pinacoteca che occupa ben diciotto sale nell'edificio posto accanto al Giardino Quadrato.
La collezione è visitabile dal 1931 grazie all'opera di Papa Pio XI che ha voluto riunire tanti importanti capolavori d’arte.
Il percorso di visita è in ordine cronologico per cui all'inizio si possono ammirare le opere dei secoli XII e XIII ovvero opere risalenti al medioevo e precedenti all'opera di Giotto. Questi dipinti sono su tavole in legno e hanno uno sfondo dorato e mancano di prospettiva.
Nella seconda sala troviamo invece le opere di Giotto e dei pittori senesi suoi contemporanei, queste opere sono molto belle e vistose grazie all'uso di tonalità calde.
Nelle sale successive si può notare come la pittura sia diventata più particolareggiata, si sia diffuso l’uso della prospettiva e come lo sfondo dorato non venga più usato.
Tra le opere che mi sono piaciute maggiormente ci sono quelle di Beato Angelico che ricordavo dai miei studi d’arte e quelle del Perugino.
Nella Pinacoteca ci sono anche opere di Raffaello come la Trasfigurazione e una di Leonardo il San Girolamo che però è incompiuto.

Nelle altre sale ci sono opere di Tiziano, del Veronese, di Vasari, di Reni, di pittori della scuola di Caravaggio e anche di pittori stranieri come Van Dyck e Nicolas Poussin.
Oltre ai dipinti ci sono alcuni arazzi e modelli in creta che il Bernini ha usato per realizzare statue della Basilica di San Pietro.
La Pinacoteca raccoglie davvero tanti dipinti ma come al solito mi sono soffermata ad ammirare quelle che attiravano la mia attenzione e che la maggior parte delle volte erano di pittori più conosciuti.

Nel Museo Gregoriano Profano è situato a piano terra e anch'esso fu voluto da Papa Gregorio XVI a metà del '800.  Qui praticamente non avevo trovato nessun visitatore.
Il museo è composto da diverse sezioni che si trovano in un'unica grande sala con alcune rientranze e colonne.
Sono esposte sculture classiche greche e romane e copie di sculture greche fatte in epoca romana come il gruppo scultoreo di Atena e Marsia fatto dall'originale greco di Mirone.
Tra le molte opere esposte ci sono sarcofaghi che recano bassorilievi di diverso tema, davvero tanti e molto belli, frammenti di sculture, iscrizioni su lapidi.
Tra le diverse opere ci sono l'Ara dei Vicomagistri, che reca scolpite figure di uomini togati, e il ritratto del filosofo Sofocle che è una copia dall'originale greco.

sarcofago nel museo gregoriano profano


Infine ho visitato il Padiglione delle Carrozze che è allestito nei sotterranei e vi si arriva scendendo una scala che si trova nel Giardino Quadrato a fianco del palazzo.
L'accesso rimane un po' defilato per cui non molte persone lo visitano forse interessate di più alle altre opere dei Musei.
Questa sezione è aperta dal 1973 e permette di capire come nel tempo siano modificati i mezzi di trasporto usati dal Pontefice.
Infatti accanto alle bellissime carrozze dei secoli scorsi ci sono anche le automobili ben più moderne.
Molte carrozze hanno decori in oro bellissimi per non parlare delle selle e dei finimenti dei cavalli che sono molto lavorati e preziosi.

padiglione delle carrozze

Oltre alle vere e proprie carrozze ci sono le portatine usate per i brevi spostamenti..
Tra le diverse carrozze esposte ho trovato alcune eccessivamente sfarzose proprio per le tante decorazioni e perché alla fine erano un modo per evidenziare il potere della Chiesa che faceva a gara con la nobiltà in questo genere di sfarzi!
Sicuramente la visita è consigliata anche ai bambini che magari apprezzano molto di più la visione delle carrozze piuttosto che quella di altre opere dei Musei Vaticani.
Visto che occupa una sola sala si visita abbastanza velocemente.

Come prenotare la visita ai Musei Vaticani

I Musei Vaticani sono tra i più visitati di Roma e perciò è bene prenotare il biglietto direttamente dal sito ufficiale e di fare quella guidata oppure di utilizzare l'audio guida che spiega benissimo quello che si sta osservando. Sul sito si trovano tutte le informazioni aggiornate sugli orari di visita.
Muniti del biglietto pagato online si può entrare passando dall'accesso riservato a partire da mezz'ora prima dell'orario indicato sul ticket.


7 commenti:

  1. Io mi vergogno ad ammetterlo ma i musei vaticani ancora non li ho visitati. Ma questo articolo me lo salvo volentieri perché sono sicura che avendo la tua piccola guida con me, riuscirò non solo a visitarli più facilmente sapendo come muovermi al loro interno, ma riuscirò a dedicare più tempo alle opere e quindi ad apprezzarle di più. Grazie mille Stefania! ;)

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  2. Che meraviglia! Tutte queste belle cose le ho studiate all'università ma mai viste dal vero. L'unica volta che sono stata a Roma, volevo andare ai Musei Vaticani ma vedendo la fila (e il tempo d'attesa), ho cambiato percorso perché era a Roma per poco tempo.

    Credo che se un giorno mai ci andrò, non uscirò più!

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  3. Sono stata ai Musei Vaticani solo una volta, velocemente, tanti anni fa, e durante il mio recente viaggio a Roma purtroppo non eravamo riusciti a comprare i biglietti! Perciò grazie per avermeli fatti visitare in questo tuo post

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  4. Sono già stata a Roma varie volte, ma i Musei Vaticani purtroppo mi mancano ancora! :-( Come dici tu, prenderei sicuramente i biglietti online per evitare le file chilometriche!

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  5. La mia preferita tra tutte le opere custodite nei Musei Vaticani è il Laocoonte: così pieno di disperazione, è una statua che pare si muova, incredibile.
    Di tutti i Musei Vaticani però la mia preferita è la Galleria delle Carte Geografiche: un modo per vedere l'Italia con gli occhi dei geografi del 1500. Meravigliosa!

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  6. Sono splendidi i musei Vaticani! Devo portarci i miei figli, per Pasqua siamo stati a Roma proprio due giorni toccata e fuga e non ci stavano nel programma, visto che comunque richiedono tempo, ma torneremo sicuramente! Tra l'altro Patrick (mio figlio più grande) potrebbe starci dentro più giorni, lui è super appassionato di storia e arte antica.

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  7. Sono stata anche io ai musei vaticani. I biglietti li ho presi online altrimenti non sarei mai entrata, coda chilometrica. Ho amato particolarmente il salone delle carte geografiche e le carrozze. Se andate a Roma, sono sicuramente da non perdere.

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