Vittoria, in provincia di Ragusa, conserva un patrimonio architettonico vario fatto di edifici seicenteschi e settecenteschi affiancati da eleganti esempi in stile Liberty.
La città si sviluppa su dolci colline tra i fiumi Ippari e Dirillo ed è un angolo di Sicilia ancora poco conosciuto dal turismo.
Cosa vedere a Vittoria in Sicilia
Vittoria venne fondata nel 1607 dalla contessa Vittoria Colonna Henriquez-Cabrera per sviluppare l'area occidentale dell'antica Contea di Modica posta in una fertile campagna che ha attirato coloni dalla Sicilia, dalla Calabria e da Malta. Ancora oggi l'agricoltura rappresenta una delle attività principali di questa parte della Sicilia.
Visitare la città in una domenica pomeriggio d'estate permette di cogliere dettagli che spesso sfuggono al turista frettoloso: i portoni con vetri colorati, le insegne delle vecchie botteghe artigiane, le fontane in pietra ancora funzionanti.
La passeggiata tra le vie del centro storico conduce alla scoperta dell'eleganza discreta delle architetture seicentesche e settecentesche, affiancate da interessanti edifici in stile Liberty. Le facciate decorate con motivi floreali, i balconi in ferro battuto dalle linee sinuose e le vetrate artistiche raccontano la voglia di modernità dei primi decenni del Novecento.
In questo contesto, la città stessa si trasforma in un museo a cielo aperto, dove camminare diventa un'esperienza lenta e contemplativa, lontana dai ritmi frenetici dei centri più turistici della Sicilia.
Sul sito della città è possibile consultare l'elenco dei palazzi liberty concentrati soprattutto lungo via Cavour, una delle strade principali di Vittoria. In passato era conosciuta come via Teatro o "a strata a lumi" per le luminarie storiche realizzate in occasione di feste e celebrazioni. Nel XIX secolo divenne la via delle botteghe e dei negozi, trasformandosi nei primi del Novecento in una strada elegante con numerosi edifici in stile Liberty.
Uno degli esempi più significativi Casa Giudice-Santapà, oggi Campo, che venne edificata tra il 1925 e il 1930. Lungo la strada s'incontrano importanti palazzi storici, come Palazzo Scrofani-Ciarcià, Palazzo Calarco-Galbo e Palazzo Cancellieri, quest'ultimo associato alla memoria del politico Rosario Cancellieri e ai Pozzi di Cancellieri, antica fonte d'acqua della città. Di grande interessante anche l'ex cinema Garibaldi, primo cinema di Vittoria, ricostruito in stile Liberty tra il 1920 e il 1933. Via Cavour conserva numerosi altri esempi di facciate e interni Liberty, testimonianza della ricca stagione architettonica vissuta dalla città nel primo Novecento.
In un pomeriggio estivo di domenica le piazze, quasi deserte, sembrano invitare a rallentare e ad osservare con calma la bellezza del centro storico che si sviluppa attorno a Piazza del Popolo, luogo di incontro e scenario di concerti e iniziative culturali durante le serate estive.
Qui si affaccia il Teatro Comunale, raffinato esempio di architettura neoclassica, riconoscibile per l'elegante portico scandito da colonne tuscaniche e ioniche e impreziosito da medaglioni e statue, tra cui quelle di Apollo e della Musa. L'interno ospita una sala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi; progettato dall'architetto Giuseppe Di Bartolo Morselli, il teatro fu inaugurato nel 1877 con l'opera "La forza del destino" di Giuseppe Verdi.
Accanto al teatro sorge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie la cui facciata venne ricostruita in stile tardo barocco dopo il terremoto del 1693. Le linee concave laterali e la parte centrale sporgente, arricchite da volute, balaustre e cornici, conferiscono al prospetto un andamento elegante e dinamico. L'interno, a navata unica con cinque cappelle per lato, è decorato con sculture e dipinti di pregio, rappresentando un armonioso esempio di barocco siciliano.
Proseguendo l'itinerario nel centro storico, si arriva in Piazza Ferdinando Ricca dove sorge la Chiesa di San Giovanni Battista, cuore religioso della città. Costruita tra il Seicento e il Settecento, presenta una facciata articolata su tre ordini e conclusa da un timpano triangolare.
La chiesa ha una pianta a croce latina con tre navate e un transetto, al centro del quale si innalza la cupola leggermente ovalizzata, progettata nel 1854 dall'architetto Giuseppe Di Bartolo Morselli. L'interno è riccamente decorato con marmi, dorature e stucchi, espressione del gusto eclettico ottocentesco, con la presenza di eleganti elementi Liberty.
In Piazza Giovanni Henriquez si affaccia il Castello costruito nel 1607 come sede della Contea di Modica con annessi magazzini, mulini, la prima chiesa di San Giovanni Battista e le abitazioni dei funzionari. Dopo i danni causati dal terremoto del 1693, fu ricostruito e nel 1832 divenne carcere fino agli anni Cinquanta del Novecento. Dopo un lungo periodo di abbandono, l'intero complesso è stato trasformato in Museo Civico Polivalente che ospita una pinacoteca, pannelli storiografici, una collezione ornitologica e macchinari teatrali per effetti speciali.
Accanto al castello si trova l'ex Centrale Elettrica Municipale di Vittoria, edificio di archeologia industriale costruito nel 1902 nell'area dell'ex Monastero di Santa Teresa. Originariamente destinata alla produzione e alla distribuzione di energia elettrica per la città, oggi ospita uno spazio espositivo su due livelli, valorizzando la memoria industriale locale.
Da questa zona si gode inoltre di un panorama suggestivo sulla vallata, dove l'alveo verdeggiante contrasta con il paesaggio arido delle colline circostanti, creando un affascinante gioco di colori e luci.
Vittoria è famosa per i suoi vigneti e per le coltivazioni di ortaggi, in particolare i pomodori, che rappresentano una delle eccellenze locali. Anche in una domenica di chiusura, percorrere le vie secondarie per arrivare in città permette di intravedere queste realtà agricole: campi ordinati e fertili, contadini al lavoro nei pressi dei loro casolari, e piccoli mercati che, anche se chiusi, raccontano la vocazione della città per la terra e la tradizione.
Tra i prodotti simbolo spicca il Cerasuolo di Vittoria, unico vino siciliano a fregiarsi della DOCG, che può essere degustato nei locali e nelle enoteche della città.
Durante l'estate, molti abitanti si spostano verso Scoglitti, rinomata località balneare, per trascorrere le giornate al mare; per questo motivo non è insolito trovare negozi e attività del centro cittadino chiusi, soprattutto nelle ore pomeridiane.
A Vittoria sono ambientate alcune scene della serie di Montalbano. Il preside Burgio vive in città e aiuta il commissario a risolvere il caso de "Il cane di terracotta", discutendo con lui degli indizi in una casa vicino a piazza San Giovanni. Nello stesso luogo, nella piazza, passa anche il giovane Montalbano nell'episodio "Ferito a morte", fermandosi con la sua auto davanti alla Basilica di San Giovanni Battista prima di recarsi dal sindaco di Vigata. Per visitare altre location della celebre serie televisiva è possibile spostarsi a Scicli, dove sono stati girati numerosi episodi.
Come arrivare a Vittoria
Vittoria è facilmente raggiungibile in auto grazie ai collegamenti con la SS115 che la unisce a Ragusa, Gela e alle principali località della costa. Da Catania si arriva in circa un'ora, mentre Ragusa dista poco più di venti chilometri.
La città è servita anche da una stazione ferroviaria con collegamenti regionali e da linee di autobus interurbani che la collegano alle principali città siciliane.
Per chi viaggia in aereo, l'aeroporto di Comiso si trova a circa 25 km, mentre l'aeroporto di Catania-Fontanarossa dista circa 100 km; da entrambi è possibile proseguire con auto a noleggio o servizi di trasporto.
Una volta arrivati, il centro storico si visita comodamente a piedi, mentre le aree rurali e la costa di Scoglitti sono facilmente raggiungibili in pochi minuti. In alternativa, si può andare a Marina di Ragusa per godere della bellezza delle spiagge di questa zona della Sicilia.









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