La visita alla Batteria Valdilocchi è un viaggio dentro la memoria del territorio, tra silenzi e panorami che si aprono improvvisi sul Golfo della Spezia.
Camminare tra queste strutture significa riscoprire un patrimonio spesso invisibile, nascosto tra la vegetazione e il tempo, ma capace ancora oggi di raccontare storie. Questo non è soltanto un luogo da visitare: è un frammento di storia militare ottocentesca che torna a parlare grazie alla visita guidata.
Le fortificazioni attorno al Golfo della Spezia
La Batteria Valdilocchi era inserita in un articolato sistema difensivo pensato per proteggere la città e il golfo. Una parte delle fortificazioni erano pensate per prevenire gli attacchi via mare, un'altra parte per quelli via terra.
Un patrimonio così ricco e articolato continua a vivere grazie all'impegno della Pro Loco del Golfo, che mantiene viva la memoria e rende accessibili questi luoghi. Luoghi che hanno tutte le potenzialità per diventare punti di riferimento per gli appassionati di storia militare e per chi ama scoprire il territorio attraverso le sue tracce più autentiche. Perché la storia non è solo nei libri: è nei posti che impariamo a guardare con nuovi occhi.
La visita alla batteria Valdilocchi
La batteria Valdilocchi faceva parte di una rete di fortificazioni strategiche, progettate in un'epoca in cui la difesa del territorio passava attraverso architetture complesse e soluzioni ingegneristiche all'avanguardia.
La visita è interessante non solo perché consente di entrare in ambienti solitamente chiusi al pubblico, ma soprattutto per il racconto che accompagna ogni spazio. Gli aneddoti legati alla vita quotidiana dei soldati, alle funzioni delle sale e agli eventi storici rendono l'esperienza viva e coinvolgente.
All'interno della batteria si possono osservare numerosi ambienti, ognuno con uno scopo preciso: spazi per le truppe, locali riservati agli ufficiali, depositi e aree tecniche. Ogni stanza racconta un pezzo di una macchina difensiva pensata nei minimi dettagli.
Molto utile per comprendere la complessità della fortezza è la stampa in 3D che ricostruisce la Batteria Valdilocchi così come doveva apparire all'epoca della sua costruzione, prima che i bombardamenti ne distruggessero una parte. Guardando il modello si riesce a immaginare la struttura completa e a capire le connessioni tra i vari ambienti.
La parte più affascinante della visita, però, è senza dubbio quella che si svolge all'interno dei cunicoli. Qui si entra nel cuore operativo della batteria, in spazi sotterranei che restituiscono un'atmosfera quasi cinematografica. In una delle sale venivano assemblati gli armamenti, in un ambiente protetto che doveva evitare la formazione di scintille. Una volta pronti, i proiettili venivano caricati su carrelli che scorrevano su binari e trasportati fino a dei fori verticali, da cui venivano issati nella parte superiore della struttura, dove erano posizionati due cannoni e otto obici. Questo sistema racconta l'ingegno e la complessità logistica necessaria per far funzionare una fortificazione di questo tipo.
Della fortezza originaria, accessibile da un ponte levatoio, è rimasta intatta solo una delle tre caponiere, strutture fondamentali per controllare il fossato da diverse direzioni e difendere la batteria da attacchi via terra. Ed è proprio la difesa terrestre uno degli aspetti chiave della BatteriaValdilocchi: la gittata dei cannoni era infatti studiata per proteggere il golfo da possibili avanzate nemiche provenienti dall'entroterra.
Tra le sale più sorprendenti c'è quella dei bagni, un ambiente che testimonia l'attenzione all'igiene anche in contesti militari. Originariamente completamente rivestiti di marmo, questi spazi raccontano però anche una storia di povertà e di riuso: nel secondo dopoguerra, la popolazione locale si recò alla batteria per recuperare materiali da riutilizzare o rivendere. Il marmo è quasi del tutto scomparso e con esso molti elementi in metallo come ringhiere, binari e canaline di scolo.
Oggi la Batteria Valdilocchi è anche uno straordinario balcone panoramico sul Golfo della Spezia, città che ho raccontato in numerosi articoli. Da qui lo sguardo abbraccia il mare e incontra, sull'altro versante, altre fortificazioni che facevano parte dello stesso sistema difensivo, come Forte Pezzino. Sulle alture opposte si distinguono il Forte Montalbano, davanti al quale si passa percorrendo l'Alta via del Golfo, e Bastia mentre il sistema difensivo comprendeva anche il forte Palmaria e della Rocchetta.
La batteria si raggiunge con una breve camminata su strada bianca dal campo sportivo Cimma di Pagliari, alla periferia della Spezia. Chi arriva con il bus può scendere alla fermata dei cantieri San Marco sulla strada provinciale che collega la città a Lerici.







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