27 gennaio 2026

Cosa vedere a Pantalica: itinerario e consigli per visitare la necropoli

La Necropoli di Pantalica, patrimonio mondiale dell'UNESCO, si estende tra i comuni di Ferla e di Sortino, nel cuore della provincia di Siracusa.

È sorprendente come l'opera dell'uomo e quella della natura qui si fondano in un equilibrio perfetto. I sentieri si snodano tra canyon, macchia mediterranea e pareti calcaree, in un continuo gioco di luce e ombra che cambia a ogni passo.


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Cosa vedere nella necropoli di Pantalica

Pantalica sorge alla confluenza tra il fiume Anapo e il torrente Calcinara. Tra il XIII e il VII secolo a.C. l'abitato si sviluppò sull'altopiano, circondato da tre profonde valli, ed era accessibile solo dalla sella di Filiporto.

Oggi l'area è visitabile a piedi, con accesso sia dal territorio di Ferla sia da quello di Sortino. Entrando da Ferla, si lascia l'auto al parcheggio di Cugnarelli, da dove partono i bus navetta che accompagnano i visitatori fino a uno dei tre punti di accesso ai sentieri.


veduta sella filiporto pantalica

Al termine dell'escursione, è possibile raggiungere uno di questi punti e attendere il bus navetta, oppure contattare il servizio per il rientro. Si tratta di un servizio gratuito e molto comodo che consente di evitare lunghi tratti su strada asfaltata lungo la sommità dell'altopiano.

I tre accessi principali sono:

  • sella di Filiporto/San Micidiario
  • Castello del Principe/Anakroton
  • Bottiglieria

Avevo scaricato alcune tracce GPX dei percorsi interni alla necropoli, ma ho scoperto che i sentieri effettivamente percorribili sono molti di più, e – cosa davvero importante – tutti ben segnalati e curati.


veduta necropoli Pantalica

La Necropoli di Pantalica fu studiata dall'archeologo Paolo Orsi che stimò la presenza di oltre 5.000 tombe rupestri, disposte fino a sette ordini sovrapposti e, generalmente, di forma circolare o polilobata. I corredi tombali rinvenuti comprendevano ceramiche lavorate al tornio e oggetti in bronzo; molti di essi sono oggi esposti al Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi" di Siracusa.

La necropoli si può visitare con tour guidati:

Ho iniziato la discesa nella vallata dalla sella di Filiporto – il cui nome significa "fuori porta" – seguendo uno degli itinerari che avevo scelto e le indicazioni fornite dagli addetti del parco.

Sentieri: 931- 931B - 930 - 931A - 931
Lunghezza: circa 5,3 km
Difficoltà: E (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 2 ore e 20 minuti
Dislivello: quota max 456 m s.l.m.

Già dall'alto si può ammirare la bellezza della vallata attraversata dal fiume Anapo, con le tombe della Necropoli Sud che punteggiano le pareti rocciose.


villaggio san micidiano pantalica

Dopo pochi minuti di cammino si raggiunge il villaggio bizantino di San Micidiario, il più importante dell'area archeologica, con circa 150 abitazioni rupestri. Queste dimore sono costituite da ampie stanze di forma rettangolare o trapezoidale, scavate nella roccia e sostenute da pilastri. Si stima che, nell'intero sito di Pantalica, vivessero circa 4.000 persone.

In quest'area si trova anche la Chiesa di San Micidiario, a pianta rettangolare e con un presbiterio — la zona sopraelevata riservata ai celebranti — dotato di panche per i fedeli. Sulle pareti sono ancora visibili tracce di affreschi in stile bizantino, realizzati però in epoca normanna.


chiesa san micidiano Pantalica

Continuando la camminata, è il momento di lasciarsi avvolgere dai suoni della natura: il fruscio del vento tra gli alberi, il canto degli uccelli e, in lontananza, il mormorio costante del fiume Anapo, che scorre silenzioso sul fondo del canyon.

Il sentiero alterna tratti pianeggianti ad altri più ripidi, con gradini scavati nella roccia. Non presenta particolari difficoltà, ma il caldo può farsi sentire, poiché gli alberi sono pochi e l'ombra scarseggia.

A seconda dell'itinerario scelto è possibile seguire diversi tracciati di lunghezza e dislivello differente.


sentieri pantalica

Desiderando raggiungere il fondo del canyon, ho proseguito lungo il percorso della vecchia ferrovia che un tempo collegava Sortino a Vizzini. Oggi, al posto dei treni, si incontrano escursionisti e amanti del trekking che ne percorrono i sentieri immersi nel silenzio e nella natura.

Dopo circa un'ora di cammino ho raggiunto la vecchia stazione ferroviaria, oggi trasformata in un museo etnografico e naturalistico. Qui si possono scoprire strumenti, tradizioni e testimonianze di vita quotidiana delle comunità che abitarono questi luoghi nei secoli passati: un piccolo ma prezioso scrigno di memoria, perfettamente integrato nel paesaggio.


stazione ferroviaria museo pantalica

Pannelli illustrativi raccontano la flora e la fauna tipiche della zona — volpi, martore, assioli, civette, poiane, gheppi — mentre, all'ombra degli alti lecci, tavoli e panchine invitano a una piacevole sosta per il pranzo prima di continuare l'esplorazione della Necropoli di Pantalica.


museo etnografico Pantalica

Il sentiero segue l'antico tracciato della ferrovia e accompagna lo sguardo lungo il corso del fiume Anapo, che scorre con acque limpide e turchesi, così invitanti da far desiderare un tuffo. Ma qui la natura resta intatta: non ci sono punti in cui raggiungere l'acqua.


fiume anapo Pantalica

Al primo bivio ho iniziato la salita e mi sono diretta verso l'Oratorio di San Nicolicchio, dedicato a San Nicola di Bari.

All'interno sono ancora riconoscibili diversi dipinti su strati sovrapposti: un personaggio acefalo con tunica bianca, una raffigurazione di Santo Stefano e una di Sant'Elena. Si tratta degli unici affreschi bizantini di tutta Pantalica, risalenti all'VIII-IX secolo. I Bizantini, che parlavano e scrivevano in greco, lasciarono infatti iscrizioni in questa lingua nella parte superiore dell'oratorio.


oratorio san nicolicchio Pantalica

Continuando la salita ho raggiunto un'area della necropoli dove si trovano un villaggio con abitazioni rupestri, numerose tombe a camera e un antico santuario greco. Queste tombe un po' mi hanno ricordato la necropoli etrusca vista mentre percorrevo il cammino dell Tuscia.

La salita sotto il sole può risultare impegnativa, ma la fatica è ampiamente ripagata dalla vista di centinaia di tombe scavate nella roccia, disposte lungo le pareti della valle come piccole ferite nella pietra. A un primo sguardo sono quasi invisibili, perfettamente mimetizzate nel paesaggio calcareo che le custodisce da millenni.


tombe necropoli pantalica

Nella parte sommitale dell'altopiano, a 408 metri di altitudine, si trovano i resti dell'Anaktoron (o Palazzo del Principe): l'unica struttura abitativa rimasta della civiltà protostorica di Pantalica.

Fu costruito tra il XII e l'XI secolo a.C., e la sua planimetria rivela evidenti influenze micenee. Oggi restano solo i blocchi di fondazione di un edificio a pianta rettangolare, che occupava una superficie di circa 431 metri quadrati. Il palazzo comprendeva nove vani di dimensioni diverse, oltre all'ingresso, e ospitava anche una fonderia di bronzo.


Palazzo Principe Pantalica

Raggiunta la strada, ho concluso così la mia escursione a Pantalica, con un po' di rammarico per non essere riuscita a vedere la zona in cui i due fiumi si incontrano — ma sarà per la prossima volta.

In un'altra area, infatti, si possono visitare diverse grotte, tra cui la Grotta dei Pipistrelli, un importante esempio di biodiversità e un ulteriore motivo per tornare.


Quanto tempo dedicare alla visita?

Il tempo minimo per visitare anche solo una parte della necropoli è di almeno tre ore, ma il mio consiglio è di dedicare un'intera giornata all'esplorazione, per camminare con calma, ascoltare il silenzio e lasciarsi avvolgere da un paesaggio che ha il potere di riconnettere con la natura.

Pantalica è aperta dall'alba al tramonto. All'interno non sono presenti bar; i servizi igienici si trovano presso l'ex stazione ferroviaria e all'ingresso di Sortino. In caso di pioggia, il sito rimane chiuso al pubblico.


cartelli altopiano pantalica

Come arrivare

La Riserva Naturale di Pantalica, Valle dell'Anapo e Torrente Calcinara si può raggiungere da due ingressi principali: Sortino e Ferla.

  • Ingresso da Sortino – Si percorre la Strada Regionale 11 Sortino–Pantalica per circa 6 km fino al termine, dove si lascia l'auto. Da qui partono i sentieri per la Necropoli Nord, la Grotta dei Pipistrelli, il Villaggio Bizantino del Crocifisso e il Torrente Calcinara.
  • Ingresso da Ferla – Si segue la Strada Regionale 11 Ferla–Pantalica. Lungo il percorso si trovano tre punti di sosta: il Villaggio Bizantino di San Micidiario e la Necropoli di Filipporto, l'Anaktoron (Palazzo del Principe) e, infine, la Necropoli Nord con la Grotta Trovata.
  • Valle dell'Anapo – È accessibile da entrambi i lati, lungo l'ex ferrovia Siracusa–Ragusa. Dal lato Sortino si entra dalla SP28 Sortino–Solarino; dal lato Ferla si percorrono la SP10 e poi la SP45. Il percorso segue il fiume Anapo, con aree attrezzate per picnic e possibilità di deviazioni naturalistiche.

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