20 agosto 2020

Val Ferret: trekking dal rifugio Bonatti ad Arnouva

La Val Ferret è una delle vallate che offre straordinari panorami sul massiccio del Monte Bianco e qui si possono percorrere facili sentieri per ammirare le montagne senza faticare troppo.

Uno dei trekking consigliabili è quello che porta al rifugio Bonatti e ad Arnouva, superando un dislivello minimo, per percorrere quella che viene definita la balconata della Val Ferret.

Si può percorrere questo sentiero anche coi bambini ma raccomando sempre di calzare scarpe adeguate, non infradito come ho visto fare ad alcune ragazze.

Val Ferret: trekking al rifugio Bonatti
Rifugio Bonatti


Trekking rifugio Bonatti - Arnouva


Gran parte di questo trekking passa lungo i sentieri del TMB, ovvero del Tour del Monte Bianco, che viene percorso da molti escursionisti nei mesi che vanno da maggio a settembre, quando le temperature sono più miti, vengono aperti i rifugi e non c'è più neve a queste quote.
Per chi desidera fare solo un'escursione giornaliera di qualche ora il punto di accesso al sentiero è situato alcuni tornanti dopo la località di Lavachey, a quota 1.640, e non presentando grandi differenze di altitudine penso possa essere adatta a molte persone.

Itinerario: Lavachey (1.640) - Rifugio Bonatti (2.025) - Arnouva (1.784)
Sentieri: 28 - TMB
Dislivello: quota massima 2.080 metri
Lunghezza: circa 7,4 Km
Tempo di percorrenza: 2 ore e 30
Difficoltà: E

Da qui si può seguire un sentiero 28A che sale nel bosco oppure la pista forestale sterrata, segnata come sentiero 28, che sale tra i larici.
Se si pensa di tornare qui, dopo essere saliti al rifugio Bonatti, si può percorrere il primo sentiero all'andata e l'altro al ritorno.

Io sono salita lungo lo sterrato nel bosco che poi è diventato un sentiero che sale abbastanza ripido.
Quando si inizia a salire sul pendio erboso si trova un bivio che a destra conduce verso il rifugio Bertoni, in circa 2 ore e 15, e poi proseguendo si arriverebbe a Courmayeur con 4 ore di camminata.
Andando dritti, lungo quello che ora diventa sentiero TMB, si giunge al rifugio Bonatti, la prima tappa della camminata odierna, dopo circa 50 minuti.

panorama sul grand jorasses
Panorama sul Grand Jorasses e il ghiacciaio

Già salendo lungo lo sterrato s'iniziano a vedere fantastici panorami sulle montagne ma, arrivati in questo spazio aperto, si rimane incantati nell'ammirare davanti a noi il massiccio del Monte Bianco col Grand Jorasses.

Dal rifugio si può salire al Col Malatrà, a quota 2.925, in circa 2 ore e trenta minuti, oppure proseguire a sinistra verso l'Alpe Malatrà.
Il sentiero corre a mezza costa e supera, grazie a un ponticello, anche il torrente Malatrà che scende impetuoso a valle per congiungersi col Doire de Ferret, un affluente della Dora Baltea.

ponte in legno sul torrente malatrà

Questa a ragione viene definita la balconata sulla Val Ferret perché i panorami sono bellissimi e di fronte a noi si possono vedere davvero vicini la parete est delle Grand Jorasses e il ghiacciaio del Fréboudze.
Lungo il sentiero che corre a mezza costa s'incontrano i resti dell'alpeggio Giuè inferiore e si passa in mezzo a pendii erbosi che sono un tripudio di fioriture. Ho trovato i nomi di questa vegetazione tipica alpina visitando il giardino botanico durante la salita con lo Skyway del Monte Bianco.

alpeggio giuè inferiore

Il sentiero presenta una serie di sali scendi è sempre ben segnalato, ma devo dire che non ci sono deviazioni che potrebbero trarre in inganno.
Intanto l'incessante svolazzare delle farfalle accompagna il cammino, non ne avevo mai viste così tante! Pensate che durante la GTE elbana ero passata in un tratto indicato come sentiero delle farfalle e ne avevo viste solo un paio.

Qui s'inizia a vedere il ghiacciaio Pré de Bar, quasi in fondo alla Val Ferret, vicino al quale andrò nell'escursione che ho programmato verso il Col Grand Ferret.
Ora il sentiero sale leggermente e quindi ridiscende per arrivare alla baita dell'Alpe Arnouva (2.003 metri) che è stata ristrutturata e resa molto accogliente, sembra un'oasi dove trascorrere qualche giorno in tranquillità.
Sono trascorse circa 2 ore dall'inizio del trekking da Lavachey.

alpe arnouva
Alpe Arnouva e dietro s'intravede il ghiacciaio

Andando dritti si arriverebbe al vallone di Belle Combe lungo un sentiero classificato come EEA, ma il nostro sentiero scende con una serie di tornanti. Qui ho incontrato anche una mandria di mucche al pascolo, sorvegliate dal cane pastore e dal pastore che sposta la recinzione elettrificata ogni giorno per trovare sempre buoni prati per sfamare le bestie.

mucche al pascolo ad arnouva

L'arrivo a valle in località Arnouva, vicino allo Chalet Val Ferret, avviene dopo circa un'ora e 40 dalla partenza dal rifugio Bonatti.

panorama val ferret scendendo ad arnouva
Scendendo verso Arnouva


Come arrivare in Val Ferret


La Val Ferret si trova a pochi chilometri da Courmayuer. Inizia dopo l'abitato di La Palud per terminare al Col Ferret. Comprende quattro località: Planpincieux, Pra Sec, Lavachey e Arnouva, detta anche Arp Nouva o Arnouvaz.

La vallata è raggiungibile in auto ma dopo le ore 9 non è più possibile proseguire dopo Lavachey. Questo è reso necessario per limitare l'accesso nelle strade strette e che offrono pochi parcheggi.

fiume che scorre ad arnouva
Arrivo ad Arnouva

Lungo la valle passa un bus che collega Courmayeur ad Arnouva e che in luglio e agosto, durante la giornata, ha una frequenza di 15 minuti.
Nel 2020 non si paga il biglietto dei trasporti locali in val d'Aosta perciò non si ha la preoccupazione di acquistare un titolo di viaggio.
Lungo il tragitto le varie fermate sono indicate con un numero e la palina per raggiungere il rifugio Bonatti è quella col numero 27.

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