5 novembre 2026

Bard e il suo Forte: cosa vedere e come visitarli

Arrivando a Bard si entra in uno dei borghi meglio conservati della Valle d'Aosta, inserito nel circuito dei Borghi più belli d'Italia. Il paese è piccolo e si sviluppa lungo una strada principale, ma basta percorrerla per rendersi conto della ricchezza del suo patrimonio storico.

In poche centinaia di metri si incontrano infatti eleganti edifici storici come Palazzo Nicole, Casa Valperga, Casa Challant e Casa della Meridiana, mentre sullo sfondo domina il maestoso Forte di Bard, arroccato sulla sommità della rocca.


cosa vedere borgo forte Bard


La visita a Bard

La visita del borgo e quella del forte possono essere facilmente abbinate nella stessa giornata: prima di salire alla fortezza consiglio di passeggiare tra le vie di Bard, osservando i palazzi storici e l'architettura del paese che conserva ancora l'aspetto di un antico borgo di passaggio.

Bard si trova lungo il percorso della Via Francigena, l'antica strada di pellegrinaggio che nel Medioevo collegava Canterbury a Roma. Il tracciato attraversa tutta la Valle d'Aosta dal Gran San Bernardo fino a Pont-Saint-Martin, per poi proseguire verso Ivrea e il Canavese. Per chi, come me, percorre la Via Francigena a piedi, arrivare a Bard rappresenta quindi anche un'interessante occasione per visitare il Forte durante il cammino.


arco borgo Bard

Il borgo di Bard

Proprio percorrendo il cammino sono qui oltrepassando l'antico ponte sulla Dora Baltea che collega Bard con il vicino comune di Hône. Da qui si hanno alcune delle viste più belle sul paese e sul Forte di Bard.

Superato l'arco romano, si entra nel centro storico che conserva ancora oggi l'impianto medievale di un antico villaggio di passaggio, sviluppatosi lungo la strada romana delle Gallie. Sulla via centrale,  leggermente in salita, si affacciano dimore storiche, piccoli negozi e attività dove acquistare prodotti tipici.

I numerosi edifici residenziali risalgono soprattutto al XV e XVI secolo. Alcuni sono stati restaurati e oggi ospitano attività commerciali, mentre nelle cantine sono ancora riconoscibili in alcuni casi le strutture murarie di epoca romana. Sotto parte della strada scorre inoltre l'antico canale della Furiana, realizzato in epoca romana.


centro storico Bard

Tra gli edifici più interessanti c'è Palazzo Nicole, legato alla famiglia che nel 1774 venne investita del titolo di Conti di Bard. I Nicole furono l'ultima famiglia nobile a risiedere stabilmente nel paese e rimasero nel palazzo fino alla morte dell'ultimo esponente nel 1849.

La facciata presenta due ingressi distinti: uno carrabile che conduce a uno scalone con volta a crociera, e uno pedonale sormontato da un arco a tutto sesto. La parte occidentale dell'edificio ha l'aspetto di una torre quadrata, sulla cui sommità si apre una finestra quadrilobata che illumina la cappella barocca.

Un'altra dimora storica è Casa Valperga che all'inizio del XVI secolo apparteneva a Flaminio Valperga, governatore del presidio del Forte. L'edificio si riconosce facilmente grazie alla facciata caratterizzata da una bifora, oggi chiusa, affiancata da due finestre a crociera. Sono ancora visibili diversi stemmi nobiliari, tra cui quello della famiglia Valperga.

Più appartate rispetto agli altri edifici storici del borgo si trovano Casa Ciuca e Casa Challant, due testimonianze dell'architettura signorile di Bard.

Il nome di Casa Challant fa pensare a un legame con il Conte Filiberto di Challant, castellano di Bard, noto soprattutto per aver fatto realizzare il castello di Issogne. Proprio per questo si possono notare alcune evidenti analogie architettoniche e decorative tra i due edifici.

La facciata di Casa Challant si affaccia su una piccola piazzetta ed è caratterizzata da finestre in pietra e da alcuni affreschi, riportati alla luce negli ultimi anni. Sul lato rivolto verso la strada si trova un'arcata alla quale è addossata la casa. Al centro si apre una finestra a crociera decorata con un motivo a cordonatura. Oggi Casa Challant è un edificio di proprietà privata ma viene utilizzata come spazio per mostre temporanee.


Casa Challant Bard

Anche Casa Ciuca è stata interessata dal progetto di recupero del borgo e oggi ospita un bar-ristorante. Il curioso nome, che significa "l'ubriaca", deriva dal fatto che prima del restauro l'edificio era considerato instabile. Al suo interno si può ammirare un magnifico viret, una scala a chiocciola interamente realizzata in pietra e caratterizzata da un unico asse centrale. È un particolare architettonico che testimonia la cura e la raffinatezza con cui venivano realizzate queste antiche abitazioni.

Proseguendo lungo la via si incontrano altre dimore storiche, tra cui Casa Urbano, Casa del Vescovo e Casa della Meridiana. Il percorso è inoltre caratterizzato dalla presenza di diverse bandiere araldiche che decorano la strada e contribuiscono a creare un'atmosfera particolarmente suggestiva.

Non esistono certezze sull'origine della Casa del Vescovo, ma, considerando lo stretto legame tra il giovane Filiberto di Challant e il priore Giorgio, si ipotizza che quest'ultimo potesse possedere nel borgo una dimora adeguata al proprio rango. Un'altra ipotesi, decisamente più curiosa, identifica invece l'edificio con la residenza dove sarebbe stato mandato in esilio un vescovo di Alba nei primi anni del Settecento. Non ci sono però elementi sufficienti per confermare con certezza questa interpretazione.

Sulla facciata di un altro edificio si trova l'unica meridiana del borgo, dalla quale deriva il nome di Casa della Meridiana.


centro storico Bard

Poco più avanti si incontra un'altra costruzione che un tempo ospitava l'antico mulino. Anche questo edificio è stato recuperato nell'ambito del progetto di valorizzazione legato al Forte di Bard e oggi è utilizzato per abitazioni e attività commerciali. Sulla facciata sono ancora ben visibili lo stemma sabaudo, alcune greche e diverse decorazioni dipinte in un caratteristico colore rosso acceso.

Tra gli elementi curiosi che si incontrano durante la passeggiata c'è anche una fontana, incassata sotto l'arco di fronte a Casa Challant e recentemente restaurata. Sul lastrone principale è incisa la data 1598-27, la stessa che compare sulla vicina colonna monolitica, alta circa 1,70 metri e sormontata da un curioso mascherone.

Proseguendo verso la parte alta del borgo si raggiunge la Chiesa di Santa Maria Assunta. L'edificio attuale, caratterizzato da una pianta rettangolare a navata unica, venne costruito intorno alla metà del XIX secolo e consacrato nel 1868. Il campanile, invece, è molto più antico e ha conservato caratteristiche romaniche. Si presenta come una torre a pianta quadrata articolata su tre ordini di finestre: i primi due con aperture a monofora, mentre quello superiore, che ospita la cella campanaria, è caratterizzato da bifore.

Sulla base di alcune testimonianze documentarie indirette, il campanile viene fatto risalire alla seconda metà del XIII secolo ed è quindi una delle testimonianze più antiche ancora visibili nel borgo.


Chiesa Santa Maria Assunta Bard

La visita al forte di Bard

Il Forte di Bard domina il borgo dalla sommità dello sperone roccioso e occupa praticamente l'intero rilievo. La fortezza che vediamo oggi risale all'inizio dell'Ottocento ed è composta da tre principali corpi di fabbrica disposti su diversi livelli: Opera Ferdinando, nella parte più bassa, Opera Vittorio, a metà della rocca, e la monumentale Opera Carlo Alberto, nella parte sommitale.

La posizione di Bard è sempre stata strategica. Lo stretto passaggio tra la Dora Baltea e la parete rocciosa costituiva infatti un punto obbligato per chi entrava in Valle d'Aosta e già in epoca romana era attraversato dalla Via delle Gallie. Risale al 1034 la prima citazione di un insediamento fortificato che nel tempo venne ampliato.

La vicenda più famosa legata alla fortezza è quella dell'assedio napoleonico del 1800. L'esercito francese, sceso in Valle d'Aosta dopo aver attraversato il Gran San Bernardo, incontrò una forte resistenza a Bard. La guarnigione austriaca riuscì a tenere sotto controllo il passaggio per circa due settimane, costringendo parte delle truppe francesi ad aggirare la fortezza attraverso i sentieri sulle montagne.

I francesi riuscirono così a proseguire verso la pianura, ma non poterono trasportare facilmente l'artiglieria. Alla fine il comandante del Forte fu costretto alla resa il 1° giugno 1800. La resistenza incontrata a Bard irritò particolarmente Napoleone, che ordinò successivamente la demolizione dell'antica fortificazione.


bandiere forte Bard

Il Forte venne quindi ricostruito tra il 1830 e il 1838 per volere di Carlo Felice, secondo un progetto dell'ingegnere militare Francesco Antonio Olivero. La nuova fortezza è quella che possiamo visitare ancora oggi e conserva praticamente intatta la struttura ottocentesca.

Nel corso del Novecento il Forte perse progressivamente la sua funzione militare e venne utilizzato anche come deposito di munizioni. Dopo un importante intervento di recupero, dal 2006 è diventato un grande polo culturale, con musei, mostre temporanee ed eventi.

Per raggiungere la parte alta della fortezza si può seguire il percorso pedonale che sale tra le mura oppure utilizzare gli ascensori panoramici che permettono di salire rapidamente e regalano belle vedute sul borgo di Bard e sulla valle.


ascensore forte Bard

Dalla biglietteria si raggiunge innanzitutto l'Opera Ferdinando, dove si trova il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere. Il percorso racconta l'evoluzione delle tecniche difensive e il modo in cui le fortificazioni sono cambiate nel corso dei secoli, con particolare attenzione alle aree alpine.

Proseguendo verso l'alto si incontrano altri ambienti della fortezza, tra cui l'Opera Mortai, la polveriera e gli spazi destinati alle esposizioni temporanee. Si arriva quindi all'Opera Vittorio, dove si trova Le Alpi dei Ragazzi, un percorso pensato soprattutto per i più giovani e dedicato alla conoscenza dell'ambiente alpino e ai cambiamenti che stanno interessando le montagne.


opera Ferdinando forte Bard

La salita permette anche di osservare da vicino la struttura difensiva della fortezza. Passando tra mura e cortili si comprende quanto fosse complesso il sistema progettato per controllare il passaggio nella valle. Lungo il percorso alcuni pannelli aiutano a conoscere la storia del Forte e a riconoscere ciò che si vede dal punto panoramico.

Anche il paesaggio che circonda Bard racconta la sua lunga storia. Arrivando dal lato meridionale si incontrano vigneti terrazzati e pareti rocciose, mentre dall'altro lato le rocce sono state modellate dall'azione dei ghiacciai, con le caratteristiche Marmitte dei Giganti.


veduta valle forte Bard

La parte più imponente della fortezza è l'Opera Carlo Alberto, costruita nella zona sommitale della rocca. Al centro si apre la grande Piazza d'Armi, un ampio cortile quadrangolare circondato da un porticato. È qui che si trovano alcuni degli spazi più interessanti della visita. Al primo piano è ospitato il Museo delle Alpi, un percorso multimediale e interattivo dedicato alla montagna.

Ho trovato il museo particolarmente interessante perché non si limita a raccontare la geografia delle Alpi, ma mostra come l'ambiente montano abbia influenzato nel tempo la vita delle persone, gli insediamenti, le attività economiche e il rapporto con la natura.

Il percorso è ricco di immagini, filmati e installazioni che permettono di approfondire diversi aspetti della vita sulle montagne. Tra le curiosità raccontate c'è anche quella del Dahu, il mitico animale delle Alpi simile a un camoscio, protagonista di una delle tante leggende nate nell'ambiente montano.


leggendario Dahu forte bard

Tra gli elementi che mi hanno colpita c'è anche un dipinto che raffigura Aosta nel XVII secolo. La città appare molto diversa da quella attuale: il centro abitato è ancora raccolto all'interno della cinta muraria, circondato dal paesaggio montano.

Al pianterreno dell'Opera Carlo Alberto si trovano invece gli spazi dedicati alle mostre temporanee e le Prigioni del Forte, costituite da 24 celle distribuite lungo quattro sezioni.


Opera Carlo Alberto Forte Bard

Le celle sono molto piccole, circa 1,3 per 2 metri, e permettono di rendersi conto delle condizioni in cui venivano rinchiusi i prigionieri. Durante la visita un percorso multimediale ripercorre le principali vicende della fortezza, dagli insediamenti medievali fino all'epoca moderna, soffermandosi anche sui personaggi che hanno avuto un legame con Bard.

Tra questi c'è Camillo Benso conte di Cavour che arrivò a Bard nel 1831 come giovane ufficiale. L'esperienza militare non fu particolarmente apprezzata dal futuro statista che considerò il periodo trascorso nella fortezza quasi come un esilio. L'isolamento e la forzata inattività contribuirono a fargli maturare la decisione di abbandonare la carriera militare per dedicarsi alla politica.

La visita alle prigioni è quindi interessante non soltanto per gli ambienti conservati, ma anche perché permette di conoscere alcuni episodi meno conosciuti della storia del Forte.

Il tempo necessario per la visita dipende naturalmente dal numero di musei, mostre e ambienti che si decide di visitare. Per una visita abbastanza completa, considerando anche gli spostamenti tra i diversi livelli della fortezza, metterei in conto almeno due o tre ore.


esposizione forte Bard

Consiglio di non limitarsi alla parte esterna: la vera particolarità del Forte di Bard sta proprio nella possibilità di entrare nei suoi diversi corpi di fabbrica, attraversare cortili e corridoi e visitare i musei ospitati all'interno.

La struttura è talmente imponente che, salendo da un livello all'altro, si comprende meglio quanto fosse complesso il sistema difensivo ottocentesco.

Il Forte di Bard è generalmente aperto dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18, mentre il sabato, la domenica e nei giorni festivi l'orario viene prolungato fino alle 19. Nel mese di agosto è aperto tutti i giorni della settimana. Gli orari possono comunque variare in occasione di mostre o eventi, quindi consiglio di controllarli prima della visita.

Un aspetto interessante per chi sta visitando anche Aosta è la possibilità di usufruire di agevolazioni sul biglietto: con il biglietto cumulativo Aosta Archeologica si può infatti ottenere uno sconto per l'ingresso al Forte di Bard, e viceversa.


Dove mangiare e dormire

Nel piccolo borgo non mancano ristoranti e locali dove fermarsi per un pasto. Se cercate qualcosa di veloce, consiglio Serenella, dove si possono acquistare pizza al taglio e focaccia, una soluzione pratica soprattutto se volete dedicare gran parte della giornata alla visita del Forte.

Per chi vuole fermarsi a Bard anche la sera ci sono alcune strutture ricettive nel borgo, una scelta interessante per vivere l'atmosfera del paese quando i visitatori giornalieri se ne sono andati.

In alternativa si possono cercare alloggi nei dintorni, per esempio nella vicina Hône, oppure a Pont-Saint-Martin. Quest'ultimo è un borgo che ho apprezzato particolarmente e può essere una buona base per esplorare questa parte della Valle d'Aosta.


Come arrivare

Il Forte si trova all'imbocco della Valle d'Aosta, a circa 48 chilometri da Aosta e 78 chilometri da Torino. Il borgo è raggiungibile in auto percorrendo la SS26 oppure l'autostrada A5, con uscita ai caselli di Pont-Saint-Martin o Verrès.

La stazione ferroviaria di riferimento è Hône-Bard, situata a circa 600 metri dal Forte. Attenzione: a causa dei lavori di elettrificazione della linea Ivrea-Aosta, il collegamento ferroviario è sostituito da autobus. Prima di partire è quindi consigliabile verificare sul sito di Trenitalia la situazione aggiornata del servizio.

Bard è raggiungibile anche con i servizi di trasporto locale Arriva.

L'aeroporto più vicino è quello di Torino-Caselle, situato a circa 60 chilometri da Bard. Da qui si può proseguire verso la Valle d'Aosta utilizzando i collegamenti pubblici oppure un transfer privato.


strada forte Bard

Chi arriva in auto ha diverse possibilità di parcheggio.

Il Parcheggio 0 – Multipiano, situato ai piedi del Forte, è a pagamento. È la soluzione più comoda se si vuole raggiungere rapidamente l'ingresso della fortezza.

Altre possibilità gratuite si trovano lungo la SS26:

  • Parcheggio 1 – Liéron, a circa 300 metri dal Forte;
  • Parcheggio 2 – San Giovanni, a circa 500 metri, dal quale si può raggiungere la fortezza attraverso un comodo sentiero nel bosco di castagni;

Un'ulteriore possibilità è lasciare l'auto nei parcheggi gratuiti situati nel centro di Hône e raggiungere il Forte a piedi in pochi minuti.

Per tariffe, disponibilità dei parcheggi e modalità di accesso consiglio comunque di verificare le informazioni aggiornate prima della partenza, soprattutto in occasione di eventi o nei periodi di maggiore affluenza.


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