22 ottobre 2026

Escursione al castello di Gýmeš in Slovacchia

La Slovacchia è famosa per i suoi castelli: dalle fortezze restaurate trasformate in musei alle suggestive rovine immerse nella natura e raggiungibili con brevi escursioni.

Tra queste c'è il Castello di Gýmeš, nascosto nei boschi dei monti Tribeč. I suoi ruderi raccontano secoli di storia e regalano splendidi panorami sulle colline circostanti.. La visita può essere abbinata a una passeggiata fino alla vicina cascata Starohutský Vodopád. Scopriamo insieme come raggiungerlo e cosa vedere durante l'escursione.


escursione castello Gýmeš slovacchia


Escursione al castello di Gýmeš

Il Castello di Gýmeš si distingue già da lontano e, probabilmente, il punto migliore per apprezzarne la silhouette è proprio dal basso, quando emerge tra i boschi che ricoprono le colline dei monti Tribeč.

Le rovine sorgono sulla collina di quarzite Dúň, a circa 514 metri di altitudine, non lontano dai villaggi di Jelenec e Kostoľany pod Tribečom.

È possibile raggiungere il castello da diversi punti. Il sentiero che parte da Kostoľany pod Tribečom è generalmente considerato il più breve e semplice, mentre un altro itinerario sale da Jelenec, nei pressi del parcheggio accanto al lago. Esiste inoltre un accesso dal villaggio di Ladice.


sentiero Castello Gýmeš slovacchia

Lunghezza: 5,2 km (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa due ore
Dislivello: circa 200 m
Difficoltà: facile

Dal parcheggio si imbocca una strada forestale seguendo la segnaletica gialla che indica circa 35 minuti di cammino. Il primo tratto è quasi pianeggiante e attraversa un piacevole bosco misto. Al bivio successivo il sentiero si restringe e inizia a salire tra splendidi faggi, in un ambiente particolarmente suggestivo.

Si raggiunge quindi un incrocio di sentieri dove si seguono le indicazioni verdi verso il castello. Dopo circa venti minuti di cammino attraverso una radura prativa si arriva finalmente davanti alle rovine.


entrata Castello Gýmeš slovacchia

Il Castello di Gýmeš venne costruito nella seconda metà del XIII secolo, poco dopo le devastazioni causate dalle invasioni mongole. Per secoli appartenne alla famiglia Forgáč che lo ampliò progressivamente trasformandolo in una delle più importanti residenze nobiliari della regione.

Nel corso della sua storia affrontò numerosi assedi e cambi di potere. All'inizio del XIV secolo fu occupato dalle truppe di Matteo Csák e, tra il XVI e il XVII secolo, venne più volte danneggiato durante i conflitti che interessarono il Regno d'Ungheria, comprese le incursioni ottomane e le campagne del principe transilvano Gábor Bethlen. Dopo ogni distruzione il castello venne ricostruito e ulteriormente fortificato.


Castello Gýmeš slovacchia

L'ultimo grande intervento risale al XVIII secolo, quando la famiglia Forgáč trasformò parte della fortezza in una residenza più rappresentativa. All'inizio del XIX secolo, però, il progressivo degrado dell'edificio portò all'abbandono definitivo del complesso, che da allora è rimasto in rovina.

Oggi alcuni pannelli illustrativi permettono di comprendere la struttura originaria del castello e l'evoluzione delle sue diverse fasi costruttive.

Il nucleo medievale era costituito da una torre residenziale e da una seconda torre difensiva che proteggeva l'accesso principale. Tra queste si sviluppava il palazzo, mentre il cortile superiore, dotato di cisterna, era racchiuso da robuste mura fortificate. Nei secoli successivi furono aggiunti nuovi edifici residenziali, bastioni e cortili destinati alle attività di servizio.


torre Castello Gýmeš slovacchia

Nel Settecento il vescovo Pavol IV Forgáč e il figlio Pavol V promossero un'importante opera di rinnovamento che conferì al castello anche una marcata funzione religiosa. Furono realizzati una cappella, una tomba di famiglia, un campanile e altri edifici devozionali, mentre lungo il percorso di accesso sorsero croci e piccoli luoghi di culto. Per diversi anni il castello divenne anche meta di pellegrinaggi dedicati a Sant'Ignazio di Loyola.

Ancora oggi sono visibili diversi dettagli architettonici, tra cui cornici in pietra di finestre e portali e i resti della cappella barocca. Nonostante il tempo e gli eventi abbiano profondamente trasformato il complesso, la sagoma delle mura e delle fortificazioni permette ancora di immaginare l'imponenza che il castello doveva avere nei secoli passati.

Durante la mia visita erano presenti squadre di operai impegnate nei lavori di consolidamento delle strutture. In alcune aree si notano ancora cumuli di pietre e detriti, segno degli interventi di recupero in corso.

La passeggiata per raggiungere il castello è molto piacevole e immersa nella natura. Personalmente ho trovato che il suo fascino emerga soprattutto osservandolo da lontano, quando le rovine si stagliano sopra il bosco.

La collina rappresenta inoltre un ottimo punto panoramico sulla vallata circostante, interamente ricoperta di foreste.


panorama Castello Gýmeš

Per il ritorno si segue normalmente lo stesso percorso dell'andata, anche se gli escursionisti più allenati possono scegliere un itinerario ad anello di circa 16 chilometri che aggira completamente la collina.

Il punto di partenza, Kostoľany pod Tribečom, è un piccolo villaggio dove si trova anche un locale che propone piatti della cucina tradizionale e birre slovacche. Poco distante si trova Jelenec (in slovacco Gýmeš), nel distretto di Nitra, una delle zone che ho visitato durante il mio viaggio in Slovacchia iniziato a Bratislava.


campagne jelenec slovacchia

Escursione alla Starohutský Vodopád

La cascata di Starohutský si trova lungo il torrente Sklenný, nei pressi dell'abitato di Stará Huta, che fa parte del comune di Nová Baňa.

Si può lasciare l'auto nelle vicinanze del punto di accesso in uno dei tre stalli gratuiti; altri piccoli spazi per il parcheggio si trovano poco prima della fermata dell'autobus.

Dalla strada principale bastano pochi minuti di cammino lungo un sentiero di circa 300 metri, con una lieve pendenza, per raggiungere il salto d'acqua. Il percorso attraversa una tranquilla faggeta caratterizzata da alberi alti e da un'atmosfera particolarmente rilassante.


Starohutský Vodopád slovacchia

La cascata, situata a 505 metri sul livello del mare, è alta circa cinque metri, si è formata in seguito ai movimenti tettonici che hanno interessato quest'area di origine vulcanica.

Nei pressi della cascata si trovano alcune panchine e un pannello informativo che illustra le caratteristiche geologiche e naturalistiche della zona.

Il periodo migliore per visitarla è la primavera, quando la portata del torrente aumenta e la cascata si presenta nel suo momento più spettacolare.


Starohutský Vodopád slovacchia

Per il suo valore geologico e paesaggistico, nel 1977 la Cascata di Starohutský è stata dichiarata monumento naturale nazionale, insieme all'area vulcanica circostante che si estende per oltre quattro ettari.

Da qui passa anche il sentiero didattico Vojšín che attraversa i monti Pohronský Inovec collegando Stará Huta a Malá Lehota. È un itinerario interessante per chi desidera proseguire con un'escursione più lunga, tenendo però presente che il percorso non è ad anello e richiede quindi di organizzare il rientro al punto di partenza.


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