Ottawa è una città che racconta il Canada attraverso luoghi molto diversi tra loro: qui si trovano il Parlamento canadese, simbolo delle istituzioni del Paese, il Canale Rideau che attraversa la città, e un luogo decisamente più insolito come il Diefenbunker, il bunker costruito durante la Guerra fredda per proteggere il governo canadese in caso di attacco nucleare.
Cosa vedere a Ottawa in due giorni
È proprio questa combinazione tra storia, architettura, natura e memoria del Novecento a rendere interessante la visita della capitale canadese.
La città si presta bene a essere girata a piedi, soprattutto nella zona centrale dove si concentrano molte delle attrazioni principali inserite nel mio itinerario iniziato a Québec City.
- Centro storico
- Diefenbunker
- Musei
- Secondo giorno
- Città alta di Quèbec city
- Dove mangiare e dormire
- Come arrivare e muoversi
Il centro storico
Nel mio itinerario ho cercato di scoprire Ottawa attraverso i luoghi più rappresentativi, iniziando dal caratteristico Canale Rideau. Dal 2007 è dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO in quanto rappresenta l'esempio meglio conservato di canale a corrente lenta del Nord America. Questo è l'unico canale risalente ai primi anni del XIX secolo a essere ancora operativo lungo il suo tracciato originale e con la maggior parte delle sue strutture intatte.
Il canale si estende per 202 chilometri e collega Ottawa al lago Ontario, arrivando fino a Kingston. Inaugurato nel 1832, fu progettato dal tenente colonnello John By principalmente per motivi militari, creando una via sicura per i collegamenti e i rifornimenti in caso di nuovi conflitti con gli Stati Uniti.
La costruzione, realizzata in condizioni difficili, richiese sei anni di lavori e coinvolse migliaia di operai. Il sistema comprende tratti artificiali, fiumi, laghi, dighe e 47 chiuse distribuite in 24 stazioni.
Oggi il Canale Rideau è utilizzato soprattutto per la navigazione da diporto e rappresenta uno dei luoghi più piacevoli per passeggiare nel centro di Ottawa. In inverno, il tratto cittadino si trasforma inoltre in una lunga pista di pattinaggio sul ghiaccio.
Sul canale si può fare anche una crociera di un'ora e mezza su un'imbarcazione elettrica per ammirare la città da un'altra prospettiva.
La storia del canale è strettamente legata anche alla nascita della città: durante la costruzione del canale, John By fondò Bytown, l'insediamento che sarebbe poi diventato Ottawa.
La città era allora divisa in due zone: la Upper Town, a ovest del canale, e la Lower Town, a est, dove By decise di realizzare un edificio destinato al mercato: il ByWard Market.
Il primo mercato, costruito in legno su George Street, comprendeva una zona per la vendita delle merci, una bilancia pubblica e una sala per le riunioni. La struttura fu poi sostituita più volte a causa di demolizioni, ampliamenti e incendi, fino ad arrivare all'edificio che si vede ancora oggi.
L'area comprende non solo i banchi del mercato, ma anche negozi indipendenti, ristoranti, birrerie e, con la sua atmosfera vivace, è un luogo piacevole da visitare nel centro di Ottawa, a due passi dagli edifici istituzionali.
Su Parliament Hill, la collina a poca distanza dal mercato, sorgono gli edifici del Parlamento canadese. Purtroppo durante il mio viaggio, il complesso era interessato da importanti lavori di ristrutturazione, con impalcature e aree transennate, e non ho potuto vederlo nella sua veste abituale.
Il primo impatto, però, è comunque notevole. Gli edifici si trovano in una posizione panoramica sopra il fiume Ottawa e sono facilmente riconoscibili per l'architettura neogotica caratterizzata da guglie, torrette e facciate in pietra. Al centro del complesso si trova il Centre Block, sede della Camera dei Comuni, dominato dalla Peace Tower, uno dei simboli più conosciuti della capitale.
Attorno al grande prato della collina sorgono anche l'East Block e il West Block che insieme formano il cuore del complesso parlamentare con uffici e sale istituzionali.
Dalla sommità della collina si può osservare un bel panorama sul fiume Ottawa, verso la sponda opposta che fa parte del Québec e sulla città.
Se visitate Ottawa in estate, potete assistere anche alla tradizionale cerimonia del cambio della guardia sulla Parliament Hill. Non ho avuto modo di vederla, ma è uno degli appuntamenti più conosciuti legati alla visita della capitale. La cerimonia è accompagnata dalla banda reggimentale e dai suonatori di cornamusa e coinvolge i due reggimenti della guardia cerimoniale, i Governor General's Foot Guards e i Canadian Grenadier Guards.
La cerimonia è gratuita e si svolge alle 10 del mattino durante la stagione estiva, in genere dal giovedì alla domenica. Il programma può però cambiare in base alle giornate e agli eventi speciali, quindi consiglio di controllare gli orari aggiornati sul sito ufficiale del turismo.
Tutto l'anno è possibile, invece, prenotare le visite gratuite al Senato o alla Camera dei Comuni riservando per tempo il biglietto.
Davanti agli edifici del Parlamento si trovano diverse sculture e monumenti che raccontano alcuni momenti della storia canadese. Tra queste mi ha colpito The fight for Canada dedicata alla Guerra del 1812 che contribuì a plasmare il futuro del Canada. Il monumento ricorda le persone che parteciparono alla difesa del territorio canadese, rappresentate attraverso figure diverse per origine e ruolo: militari e civili, uomini e donne, inglesi, francesi e popolazioni indigene. Un modo interessante per ricordare come, in quel periodo, persone provenienti da contesti differenti si unirono per difendere il territorio.
Dall'altro lato della strada si trovano il Monumento nazionale ai caduti, un arco commemorativo ai caduti, e il Valiants Memorial che commemora quattordici figure chiave della storia militare del Canada, sino alla seconda guerra mondiale.
Ho continuato la visita di Ottawa con la Cattedrale di Notre-Dame, la più antica e grande chiesa della città ancora in uso. L'edificio, riconoscibile dalle due caratteristiche guglie rivestite in metallo, è stato dichiarato sito storico nazionale del Canada.
L'esterno, piuttosto sobrio, non fa immaginare la ricchezza delle decorazioni in stile neogotico che rivestono l'interno. Nel santuario sono rappresentati patriarchi, profeti, apostoli e santi riuniti attorno a Cristo e agli angeli. Tra le figure che si possono riconoscere nelle nicchie ci sono San Giuseppe, patrono del Canada, San Giovanni Battista e San Patrizio, patroni dell'Arcidiocesi di Ottawa.
Particolarmente belle sono le vetrate istoriate che raccontano episodi della vita di Cristo e della Vergine Maria. La maggior parte di quelle attuali fu realizzata tra il 1956 e il 1961 dall'artista Guido Nincheri, mentre le prime vetrate della cattedrale risalgono alla fine dell'Ottocento.
Il Major's Hill Park è un'area verde nel cuore della città. Nel parco si trova anche Reconciliation: The Peacekeeping Monument, il monumento dedicato al ruolo svolto dal Canada nelle missioni internazionali di mantenimento della pace. Ho trovato piacevole soprattutto l'atmosfera del parco, con ampi prati dove, soprattutto verso sera, si incontrano persone che fanno ginnastica, leggono o semplicemente si rilassano sulle panchine. Da alcuni punti si hanno belle vedute sul fiume Ottawa e sull'attiguo hotel Fairmont Château Laurier, mentre tra gli alberi è facile incontrare gli immancabili scoiattoli, ormai una presenza abituale nei parchi cittadini canadesi.
Diefenbunker: il bunker della Guerra Fredda
Una visita davvero particolare nei dintorni di Ottawa è quella a un enorme bunker sotterraneo costruito durante la Guerra Fredda per proteggere il governo canadese nel caso di un attacco nucleare.
La struttura venne realizzata tra il 1959 e il 1961 e prende il nome da John Diefenbaker, primo ministro del Canada in quegli anni. L'obiettivo era creare un centro operativo di emergenza dal quale il governo potesse continuare a funzionare anche in caso di un attacco nucleare.
Oggi il Diefenbunker è un museo e la visita permette di entrare nei suoi ambienti sotterranei, molti dei quali sono rimasti nella loro configurazione originale. È proprio questo uno degli aspetti che ho trovato più interessanti: non si tratta soltanto di osservare oggetti e pannelli informativi, ma di attraversare gli stessi spazi che avrebbero dovuto ospitare il governo canadese durante un'emergenza.
Il bunker era stato progettato per funzionare in completa autonomia e poter ospitare fino a 535 persone per 30 giorni, senza rifornimenti dall'esterno. In condizioni normali vi lavoravano invece circa un centinaio di persone.
L'idea era quella di creare una sorta di scialuppa di salvataggio sotterranea, isolata dal mondo esterno ma dotata di tutto ciò che sarebbe servito per affrontare le conseguenze di un attacco nucleare.
L'aria proveniente dall'esterno poteva essere filtrata per ridurre il rischio di contaminazione radioattiva, mentre l'energia elettrica era garantita da generatori diesel. Il bunker disponeva inoltre di proprie riserve d'acqua, scorte alimentari, un'infermeria e persino uno studio dentistico.
Già all'ingresso si trova la zona destinata alla decontaminazione, collocata accanto alle pesanti porte blindate.
Uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente è proprio questo: ogni spazio aveva una funzione precisa e tutto era stato pensato per permettere alle persone di vivere e lavorare sottoterra per settimane, senza contatti diretti con l'esterno.
Anche gli spazi destinati alla vita quotidiana avevano un ruolo: accanto alla mensa erano previste alcune aree ricreative, pensate per aiutare il personale a gestire la tensione di una situazione così estrema.
Il percorso museale si sviluppa su quattro piani sotterranei e porta alla scoperta di ambienti molto diversi tra loro: dalle sale di controllo alle infermerie, dagli uffici al refettorio, fino al caveau e agli spazi destinati alle comunicazioni e alla gestione dell'emergenza.
Per oltre trent'anni il bunker è stato utilizzato da militari, funzionari pubblici e personale civile. La struttura rimase operativa fino al 1994, quando la stazione delle forze canadesi di Carp venne definitivamente chiusa.
È stata una visita che ho apprezzato davvero molto. Entrare in un luogo del genere, ancora così ben conservato, rende la storia della Guerra Fredda molto più concreta rispetto alla semplice lettura di un libro o alla visita di un museo tradizionale.
Questa frase è molto emblematica su ciò che i canadesi pensano delle guerre:
Come canadesi, ci piace pensare a noi stessi come pacifici rispettosi delle regole, spesso in contrasto con i nostri vicini a sud. La Guerra Fredda ha spesso evidenziato le nostre differenze.
Per chi visita Ottawa e vuole scoprire un luogo meno conosciuto rispetto alle principali attrazioni della città, vale la pena inserire il Diefenbunker nell'itinerario. Si raggiunge facilmente in auto in circa 30 minuti dal centro di Ottawa e si trova a una quarantina di chilometri dalla città.
I musei di Ottawa
Ottawa ospita diversi musei nazionali che permettono di conoscere il Canada sotto aspetti molto diversi: dalla storia all'arte, dalla natura alla scienza.
La National Gallery of Canada si trova lungo Sussex Drive, in un moderno edificio in vetro e granito progettato dall'architetto Moshe Safdie e inaugurato nel 1988. La collezione comprende opere di artisti canadesi appartenenti a epoche e correnti artistiche diverse, oltre a una sezione dedicata all'arte Inuit. Il museo conserva anche opere di alcuni dei più importanti artisti internazionali, tra cui Pablo Picasso, Claude Monet, Marcel Duchamp e Vincent van Gogh.
Davanti all'ingresso di vede la grande scultura Maman che raffigura un ragno, opera dell'artista Louise Bourgeois, che è diventata uno dei punti più fotografati della zona.
Il Canadian Museum of History si trova a Gatineau, in Québec, proprio sull'altra sponda del fiume Ottawa.
Il museo racconta la storia del Canada attraverso le sue collezioni, con particolare attenzione alle popolazioni indigene e alle diverse culture che hanno contribuito a formare il Paese. Una parte importante del lavoro del museo riguarda infatti la collaborazione con le comunità indigene, con l'obiettivo di documentare e valorizzare tradizioni, pratiche culturali e testimonianze del passato e del presente.
Cosa vedere il secondo giorno
Dopo aver visitato le principali attrazioni del centro di Ottawa, il secondo giorno si può dedicare a una passeggiata lungo le sponde del Rideau Canal, seguendo il percorso fino a Confederation Park. Poco più avanti si incontrano la Cartier Square Drill Hall, storico edificio utilizzato per l'addestramento militare, e il municipio di Ottawa, formato da una parte moderna e da un edificio storico risalente al XIX secolo.
Proseguendo a piedi si attraversa il centro della città, dove gli edifici moderni, molti dei quali caratterizzati da facciate in vetro, si alternano a costruzioni più basse e di epoche diverse. Lungo il percorso si può fare una sosta in Sparks Street, la principale strada pedonale della zona, dove si trovano negozi e ristoranti.
Dall'altra parte del canale si trova invece il CF Rideau Centre, il principale centro commerciale di Ottawa, che può essere una soluzione pratica per una pausa, soprattutto in caso di maltempo, oppure per fare qualche acquisto prima di lasciare la città.
Dove mangiare e dormire
Per mangiare a Ottawa, una delle zone più comode è quella del ByWard Market, particolarmente vivace la sera grazie alla presenza di numerosi ristoranti e pub. È una zona in cui si può trovare facilmente qualcosa di adatto a una cena informale, dopo una giornata trascorsa a visitare la città.
Per una pausa dal sapore un po' retrò segnalo Zak's Diner, un locale dagli arredi che sembrano appartenere a un'altra epoca. Qui ho trovato una proposta adatta anche alla colazione, con piatti abbondanti come pancake e waffle, naturalmente da accompagnare con lo sciroppo d'acero.
Per dormire, invece, consiglio di cercare una sistemazione nelle zone centrali, soprattutto se volete muovervi a piedi e raggiungere facilmente le principali attrazioni.
Ho scelto però di soggiornare a Gatineau, in Québec, sull'altra sponda del fiume Ottawa. Questa può essere una soluzione interessante anche per chi vuole contenere il budget, perché gli alloggi possono avere prezzi più convenienti rispetto al centro di Ottawa. Ho soggiornato in una camera molto confortevole, in un quartiere tranquillo, ospite di una signora molto cordiale.
Se arrivate in automobile, tenete però conto anche del costo del parcheggio, che può incidere sul prezzo complessivo del soggiorno soprattutto nelle zone centrali.
Come arrivare e muoversi
Dall’Italia si può raggiungere Ottawa scegliendo come aeroporto di arrivo Toronto oppure Montréal, soprattutto se si vuole inserire la capitale canadese in un itinerario più ampio.
Da Montréal, che dista circa 200 km, Ottawa si raggiunge in circa due ore di auto oppure con i treni VIA Rail che collegano le due città con un viaggio di poco più di due ore, ma sono presenti anche collegamenti con bus. Da Toronto la distanza è invece di circa 450 km: in auto il percorso segue principalmente la Highway 401 e poi la Highway 416.
I parcheggi in città sono tutti i pagamento. Consiglio il centrale Dalhousie Garage Parking che ha una tariffa oraria abbastanza elevata, ma un tetto massimo giornaliero di 9 CAD.
Una volta arrivati in città, il centro è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: OC Transpo gestisce autobus e O-Train sul lato dell'Ontario, mentre a Gatineau opera la rete STO.
Ringrazio Diefenbunker: Canada's Cold War Museum per avermi permesso di effettuare riprese video.


















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