24 settembre 2026

Via Francigena da Aosta a Châtillon

La tappa della Via Francigena da Aosta a Châtillon segna un deciso cambiamento di paesaggio. Lasciata alle spalle la città romana, il cammino attraversa la media Valle d'Aosta seguendo un percorso tra vigneti, frutteti e antichi borghi, con continui scorci sui castelli che dominano la valle.


Via Francigena Aosta Châtillon


Via Francigena: Aosta - Châtillon

È una tappa piuttosto lunga, ma mai monotona: si passa per Saint-Christophe, Quart, Nus e Chambave, dove storia, tradizioni rurali e architettura medievale accompagnano il pellegrino fino a Châtillon. Lungo il percorso si incontrano anche villaggi ormai quasi disabitati e testimonianze della civiltà contadina valdostana che rendono questa giornata una delle più interessanti dal punto di vista storico e paesaggistico.

Itinerario: Aosta - Saint-Christophe - Quart - Nus - Chambave - Châtillon
Sentieri: 103 (VF)
Lunghezza: circa 27,6 km
Difficoltà: T/E (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 7 ore e 45 minuti (escluse le soste)
Dislivello: quota max 772 m s.l.m. ( D+ 594 m D -652 m)

La tappa inizia attraversando il centro storico di Aosta, passando sotto la monumentale Porta Praetoria, uno degli ingressi meglio conservati dell'antica città romana. In pochi minuti si raggiunge Piazza Arco d'Augusto, dominata dall'imponente arco trionfale eretto nel 25 a.C. per celebrare la vittoria dei Romani sui Salassi.


ponte romano Aosta

Poco oltre si incontra un'altra straordinaria testimonianza dell'epoca romana: il Pont de Pierre, l'antico ponte in pietra che permetteva di attraversare il torrente Buthier. Costruito in età augustea con grandi blocchi di pietra, presenta un'unica arcata a schiena d'asino di oltre 17 metri di luce ed è ancora oggi perfettamente conservato e percorribile. La sua particolarità è che il torrente, nel corso del Medioevo, cambiò letto, lasciando il ponte "all'asciutto", una curiosità che lo rende ancora più affascinante.

Lasciata Aosta, il cammino inizia a salire dolcemente verso Saint-Christophe, regalando i primi scorci sulla città e sulle montagne che chiudono la valle, dove si trova la chiesa parrocchiale riconoscibile per l'elegante campanile romanico sormontato da una cuspide piramidale e aperto da caratteristiche bifore. L'interno custodisce un prezioso crocifisso trionfale del XV secolo, considerato una delle opere d'arte più importanti dell'intero patrimonio storico-artistico valdostano.


chiesa saint christophe aosta

Il cammino prosegue tra i vigneti, attraversando anche quelli dello Zerial, e ampi pascoli dove è facile incontrare le tipiche mucche valdostane al pascolo. Il percorso alterna brevi tratti asfaltati a piacevoli sentieri che costeggiano il Ru Souverou e il Ru Prévôt, due degli antichi canali irrigui della Valle d'Aosta. I rus, già conosciuti nelle tappe precedenti, sono opere di ingegneria idraulica realizzate a partire dal Medioevo per convogliare l'acqua dai torrenti verso vigneti, prati e campi coltivati. Ancora oggi rappresentano una delle testimonianze più significative dell'ingegno delle comunità locali che seppero adattare un territorio montano alle esigenze dell'agricoltura.


vigneto via francigena aosta

Il canale prende il nome dall'ultimo signore di Quart e prevosto di Aosta che ne promosse la realizzazione per migliorare l'irrigazione dei terreni della zona.

Si raggiunge quindi il Castello di Quart, uno dei manieri più imponenti della Valle d'Aosta. Durante il mio passaggio erano in corso lavori di consolidamento, per cui la Via Francigena segue una breve deviazione che aggira l'area del castello.


castello Quart Valle Aosta

Arroccato su uno sperone roccioso che domina la valle, il castello venne edificato tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo per volontà dei Signori di Quart, una delle più importanti famiglie feudali valdostane. La sua posizione strategica permetteva di controllare il fondovalle e le principali vie di comunicazione, motivo per cui è considerato la prima delle grandi fortezze che si incontrano lungo questo tratto della Via Francigena. Dopo l'estinzione della famiglia dei Signori di Quart, il maniero passò ai Savoia e successivamente a diverse famiglie nobili valdostane. Nei secoli seguenti conobbe un lento declino, fino a essere donato al Comune di Quart nel XIX secolo.


castello quart via francigena

Poco oltre il castello si incontra un pannello illustrativo che aiuta a riconoscere le principali cime visibili lungo l'orizzonte. Nelle giornate limpide lo sguardo spazia dalle Alpi Pennine alle Alpi Graie, dal Monte Zerbion, appartenente alla catena del Monte Rosa, alla Becca Torché e alla vicina Becca di Vlou, fino al gruppo del Mont Avic e al Monte Emilius.

Si prosegue lungo il Ru Mazod e e poi su tranquille strade secondarie che attraversano piccoli nuclei abitati, mentre sul versante opposto della valle si susseguono altri caratteristici paesi. Poco dopo si imbocca un sentiero dalla pendenza più marcata che conduce sopra Nus.

Durante la discesa si scorge sulla sinistra il Castello di Nus, situato nei pressi della frazione Plane, su uno sperone roccioso che domina l'ingresso della Valle di Saint-Barthélemy. Le prime testimonianze documentarie risalgono alla fine del XIII secolo, anche se la presenza di un'antica torre quadrangolare, crollata all'inizio del Novecento, lascia ipotizzare origini ancora più antiche, probabilmente tra l'XI e il XII secolo. L'aspetto odierno è dovuto soprattutto ai lavori di ristrutturazione eseguiti alla fine del Cinquecento, probabilmente intorno al 1595, data ancora visibile sull'architrave dell'ingresso al cortile.

Proseguendo si raggiunge la Parrocchia dei Santi Ilario e Bartolomeo, dalla quale si gode una bella vista su Nus. Per entrare nel paese bisogna affrontare una lunga scalinata in discesa. Accanto alla chiesa si trova una fontana, una presenza particolarmente gradita nelle giornate più calde e perfetta per riempire la borraccia prima di riprendere il cammino.


chiesa Nus Valle Aosta

Da qui la Via Francigena percorre il cosiddetto Chemin des Vignobles, uno dei tratti più caratteristici dell'intero itinerario valdostano, immerso tra i vigneti che ricoprono il versante più soleggiato della valle.

In questa zona la Dora Baltea divide il territorio in due versanti, tradizionalmente chiamati adret ed envers. L'adret, esposto a sud, gode di un clima più caldo e asciutto, ideale per la viticoltura e le coltivazioni; l'envers, rivolto a nord, è invece più fresco, meno soleggiato e rimane innevato più a lungo durante l'inverno. Queste differenze hanno influenzato nei secoli lo sviluppo degli insediamenti e delle attività agricole: proprio sul versante che stiamo percorrendo sorsero molti dei principali borghi della valle, favoriti anche dalla vicinanza delle vie di comunicazione verso i valichi alpini.


panorami valle aosta

Dall'altro lato della valle si distingue l'elegante Castello di Fénis, una delle fortezze più celebri della Valle d'Aosta, che accompagna il cammino con la sua inconfondibile sagoma.

Il percorso alterna quindi sentieri e brevi tratti su strada, attraversando piccoli nuclei abitati immersi tra i vigneti. A Rovarey merita una breve sosta la Cappella di Santa Caterina, riconoscibile per la facciata decorata con affreschi.


cappella santa caterina Roverey aosta

Si raggiunge poi Diémoz, dove sorge la chiesa parrocchiale, documentata già nel 1207 in una bolla di papa Innocenzo III. L'edificio attuale fu ricostruito nel 1804 e ampliato nel 1904 per accogliere una popolazione in crescita. Anche se non ho trovato il timbro per la credenziale, vale la pena fermarsi qualche minuto per ammirare l'affresco quattrocentesco di San Martino e San Maurizio sulla parete della canonica e gli eleganti altari in legno dipinti di azzurro custoditi all'interno della chiesa.


chiesa Diémoz valle aosta

Da questo punto è bene prestare attenzione alla segnaletica: le indicazioni non coincidono sempre con la traccia GPS. Io sono scesa verso valle seguendo una strada asfaltata e, poco più avanti, ho incontrato un bivio poco evidente tra case in pietra: è facile non notarlo e proseguire nella direzione sbagliata.


altari chiesa Diémoz

Superato Cretaz, il percorso attraversa i vigneti di Grangeon, disposti in un naturale anfiteatro esposto al sole. Qui vengono coltivati vitigni internazionali come il Pinot Noir, accanto a varietà autoctone valdostane come Petit Rouge, Cornalin, Fumin e Vuillermin, oltre al celebre Chambave Muscat, prodotto sia in versione secca sia passita.


vigneti Grangeon valle aosta

Lasciata alle spalle la zona della cantina, il cammino prosegue tra i vigneti: dopo il tratto in salita affrontato in precedenza, ora si comincia finalmente a scendere, seguendo il sentiero immerso tra i filari.

Poco dopo si incontra la Cappella di Notre-Dame de la Salette, fondata nel 1658 ma ricostruita nel 1866. La facciata è impreziosita da un grande cuore dipinto, circondato da santi della tradizione locale e dall'immagine della Vergine. Gli abitanti la conoscono però soprattutto come Cappella Poyà: in patois valdostano poyà significa "salita" e ricorda la sua posizione alla sommità dell'antica strada che conduceva fin qui.


Cappella Notre-Dame Salette Poya Chambave

Si arriva quindi a Chambave che ci accoglie con le sue case in pietra e vicoli caratteristici dove il fascino dell'architettura tradizionale si mescola a un'atmosfera di quiete e, in alcuni angoli, a un leggero senso di abbandono. Al centro del paese si trova la Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, le cui origini sono molto antiche: sorge sui resti di un precedente edificio romanico, del quale si conserva la parte inferiore del campanile, risalente alla metà del XII secolo. L'aspetto attuale è il risultato di numerosi interventi del Settecento e di fine Ottocento.


chiesa parrocchiale Chambave

Passeggiando tra le vie del paese si incontra anche la Cappella della Madonna della Pietà (Notre-Dame-de-Pitié), un piccolo edificio religioso che contribuisce al carattere raccolto del borgo. Tra le abitazioni spicca inoltre una casa del XV secolo, interessante testimonianza dell'architettura storica locale.

Chambave rappresenta un buon punto per concedersi una pausa durante la tappa: è presente un ristorante, mentre al momento della mia visita i bar erano chiusi. Non sono invece riuscita a trovare un timbro per la credenziale.


borgo chambave valle aosta

Lasciato Chambave, il percorso passa davanti alla vecchia stazione ferroviaria, oggi dismessa, e affronta una nuova salita. Un sentiero nel bosco conduce prima a Pilliolet e poi a Chandianaz, uno dei luoghi più curiosi e suggestivi incontrati lungo questa tappa della Via Francigena.

Il piccolo villaggio è diventato una sorta di galleria d'arte a cielo aperto grazie alla creatività di un artista locale, conosciuto come il pittore di Chandianaz. Le sue opere trasformano il borgo in un mondo fantastico popolato da figure di legno dipinte che raffigurano case, animali, pellegrini, volti e personaggi immaginari. Camminando tra le abitazioni sembra quasi di entrare in una storia illustrata: un luogo insolito e originale che rende la salita decisamente più piacevole.


villaggio Chandianaz valle aosta

Il cammino prosegue attraverso una foresta di querce, alternando continui saliscendi che rendono questo tratto piuttosto impegnativo. In lontananza comincia però a comparire il Castello Gamba, segnale che Châtillon non è ormai lontana.

Si attraversano quindi i piccoli villaggi di Bedeugaz e Barma, oggi in gran parte disabitati. Questa zona conserva numerose testimonianze dell'antico insediamento rurale: un tempo questi borghi erano abitati stabilmente e si coltivavano cereali, patate e altri prodotti agricoli, mentre i versanti più soleggiati erano destinati a vigneti, frutteti e orti. Con il progressivo abbandono dell'agricoltura come principale fonte di sostentamento, molti di questi nuclei sono stati lentamente lasciati al loro destino. Ancora oggi il cammino attraversa case rurali e interi villaggi in rovina, come Barma e, poco più avanti, Breil, nel territorio di Châtillon.


villaggio abbandonato Breil Châtillon

Attraversando il sobborgo di Cret de Breil si passa a poca distanza dal Castello Gamba, costruito all'inizio del Novecento e oggi sede del Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea. L'edificio è circondato da un elegante parco all'inglese di oltre cinque ettari, dove crescono numerose specie arboree, tra cui una sequoia gigante, un cipresso calvo e uno spino di Giuda monumentali.

Un sottopassaggio permette di superare la SS26 e, poco dopo, di attraversare il torrente Marmore. In questo punto sono ancora visibili i resti dell'antico ponte romano; anche qui la segnaletica della Via Francigena non coincide perfettamente con la traccia GPS, quindi è bene prestare attenzione.


veduta Châtillon valle aosta

Superato il torrente si raggiunge il ponte che conduce nel centro di Châtillon e, di fronte al municipio, si sale verso la Chiesa di San Pietro. È il momento in cui si può finalmente considerare conclusa la lunga tappa. Il ponte attuale, costruito nel 1766, attraversa la profonda gola scavata dal Marmore; poco più in basso sono ancora visibili i resti dell'antico ponte romano, del quale sopravvive un'unica arcata dopo la distruzione del 1691.


palazzo comunale Châtillon

Poco sopra la chiesa si trova infine il Castello Passerin d'Entrèves, le cui origini risalgono al XV secolo. Ampliato e trasformato tra il Settecento e l'Ottocento, conserva anche un piacevole parco storico, visitabile gratuitamente, ideale per concludere con tranquillità questa lunga giornata di cammino.


Dove dormire

Per spezzare questa lunga e impegnativa tappa è possibile fermarsi a Nus, dove è presente un ostello per pellegrini, evitando così di affrontare in un solo giorno l'intero percorso fino a Châtillon.

Chi invece raggiunge Châtillon può trovare accoglienza presso il Monastero dei Frati Cappuccini che mette a disposizione alcuni posti letto per i pellegrini della Via Francigena, oppure alla Casa dell'Armonia, anch'essa dedicata all'ospitalità dei camminatori. Poiché i posti sono limitati, è consigliabile prenotare con un certo anticipo.

In alternativa, soprattutto se si viaggia in due o più persone, può risultare conveniente scegliere uno dei numerosi bed & breakfast o alberghi presenti a Châtillon.

La Credenziale della Via Francigena può essere ritirata ad Aosta presso l'Ufficio del Turismo di Porta Praetoria, prima di iniziare il cammino.


chiesa Châtillon

Come arrivare

Aosta è raggiungibile in treno da Torino e Ivrea lungo la linea ferroviaria Torino–Ivrea–Aosta. Nel 2026, tuttavia, la tratta Ivrea–Aosta è interessata da lavori di potenziamento, per cui il servizio ferroviario è sostituito da autobus.

In alternativa, Aosta è collegata a numerose città italiane anche tramite autobus a lunga percorrenza, tra cui i collegamenti FlixBus.

Se desiderate abbreviare o suddividere la tappa, Nus, Chambave e Châtillon sono facilmente raggiungibili con gli autobus di linea che collegano Aosta con Pont-Saint-Martin, percorrendo l'intera valle. Questa soluzione consente anche di rientrare ad Aosta al termine della tappa senza particolari difficoltà.

Prima della partenza è comunque consigliabile verificare gli orari aggiornati dei mezzi pubblici, che possono variare in base alla stagione e ai giorni festivi.


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