14 maggio 2026

La Via Francigena arriva a Radicofani: il borgo dominato dalla Rocca

Spezzando a Gallina la tappa che parte da San Quirico d'Orcia raggiunge Radicofani, si può godere appieno della bellezza dei panorami della Val d'Orcia e avere anche il tempo per visitare lo splendido borgo toscano.

In questa giornata, infatti, conta più la meta che il percorso: continuate a leggere per scoprire tutto.


via francigena gallina radicofani


Via Francigena: Gallina - Radicofani

Partendo da Gallina, si percorre un breve tratto sulla SS2, la Via Cassia, per ricongiungersi al sentiero nei pressi di una curva.

Oltrepassato il torrente Vellora, si risale la valle su un sentiero che conduce al complesso poderale Le Briccole dove si trova la cappella romanica di San Pellegrino. Questo luogo, oggi in stato di abbandono, è citato nel diario di viaggio di Sigerico che lo menzionò come Abricula durante il ritorno a Canterbury.


cappella san pellegrino briccole francigena

Itinerario: Gallina - Radicofani
Sentiero: VF
Lunghezza: circa 17 km
Difficoltà: E (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 5 ore
Dislivello: quota max 804 m s.l.m.

In questa zona agricola si guadano alcuni torrenti, come il Rojanello, e fossi che in periodi di secca non creano difficoltà, ma che possono diventare più impegnativi dopo abbondanti piogge.

Si prosegue lungo il vecchio tracciato della Cassia, risalendo la valle formata dai torrenti Val di Calda e Fosso delle Fabbre.


via francigena dopo Gallina

I panorami regalano splendide vedute sulla vallata, tra coltivi e pascoli, mentre in lontananza si distingue il borgo di Campiglia d'Orcia.


veduta Campiglia orcia

Nei pressi di Ricorsi diparte la variante della Via Francigena che raggiunge Abbadia San Salvatore e poi ricongiungersi al percorso principale a Ponte a Rigo, evitando la salita a Radicofani.

Proseguendo sul tracciato principale, prima di raggiungere la Via Cassia, si imbocca un sentiero sulla sinistra che passa sotto la strada; in caso di pioggia, si può attraversare la statale con la dovuta attenzione.

Il percorso costeggia per un tratto la statale e poco dopo si incontra un'area sosta con tavolo e panchina; una lastra in marmo indica 8 km a Radicofani, anche se in realtà sono sempre un paio in più.

Si cammina tra la vegetazione fluviale e, poco oltre, si attraversa il torrente Formone, proseguendo tra i coltivi su un sentiero dove in primavera si possono ammirare splendide fioriture di orchidea maggiore e astragalo.


guado torrente formone radicofani

Arrivati al podere San Giorgio, oggi trasformato in appartamenti con piscina, accanto al quale si trovano una fontanella e una panchina, inizia la salita più impegnativa verso Radicofani che si vede in lontananza.


podere San Giorgio radicofani

Si sale dapprima su strada bianca e poi costeggiando la strada provinciale. A metà circa si trova un'area sosta con fontanella, particolarmente utile nei mesi estivi.

Approfittando della pausa si può ammirare il panorama sulla Val d'Orcia, caratterizzata dalle crete, terreni argillosi dalle forme morbide e ondulate, e la sagoma del Monte Amiata con il suo profilo conico.


panorama val orcia radicofani

Poco dopo, il sentiero devia sulla destra attraversando una zona di pascolo; durante il mio passaggio i poderi erano recintati e le greggi, con i cani da guardiania, si trovavano a distanza.

Con una serie di saliscendi all'interno di una pineta, si giunge infine in uno dei borghi toscani più affascinanti: Radicofani.


Cosa vedere a Radicofani.

La Fortezza di Radicofani, chiamata anche Rocca, domina il borgo da oltre mille anni. Di origine carolingia, venne costruita su una rupe basaltica a quasi 900 metri di altitudine. Fu nel tempo contesa da diverse potenze per la sua posizione strategica lungo la Via Francigena, passando dallo Stato Pontificio alla Repubblica di Siena fino agli interventi voluti da Cosimo I de' Medici.


rocca radicofani

La rocca è legata anche alla figura leggendaria di Ghino di Tacco, un nobile senese decaduto, che, dopo aver perso i suoi possedimenti, si diede al brigantaggio. Nel XIII secolo la utilizzò come base per le sue imprese, raccontate anche da Dante Alighieri e Giovanni Boccaccio. Divenne famoso per le sue imprese lungo la Via Francigena: assaltava i viaggiatori, ma secondo la tradizione lo faceva con una sorta di codice d'onore, evitando violenze inutili e colpendo soprattutto i più ricchi.

Tutto questo viene raccontato nell'audioguida, ascoltabile sul telefono una volta entrati nel cortile della rocca di Radicofani.

Il percorso di visita conduce ai bastioni, dai quali si aprono splendide vedute sulla vallata, e prosegue all'interno della torre che ospita il Museo del Cassero, dove è ricostruita la storia della fortezza e sono conservati reperti archeologici dall'epoca etrusca fino al Cinquecento.


veduta rocca radicofani

Dalla terrazza merlata, posta a quasi 1.000 metri di altitudine, si ammira in tutta la sua bellezza la Val d'Orcia, riconosciuta come sito patrimonio UNESCO.

La rocca è aperta in inverno sabato e domenica e da aprile tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

Si può arrivare in auto, mentre a piedi dal borgo si segue la strada asfaltata e, prima del cimitero, si prende la scorciatoia nel bosco.

Il principale edificio religioso di Radicofani è la Chiesa di San Pietro, di origine gotica, che conserva al suo interno pregevoli opere in terracotta invetriata della bottega dei Della Robbia, tra cui lavori attribuiti ad Andrea della Robbia, oltre a statue lignee.


chiesa san pietro radicofani

Sulla facciata in pietra si può ammirare un portale del XIII secolo, sovrastato da una bifora, mentre sul lato sinistro si trova l'accesso alla piccola chiesa di Santa Maria Assunta.


altare robbiano chiesa san pietro radicofani

Sull'altro lato della piazza si erge la chiesa di Sant'Agata che custodisce un dossale di altare di Andrea della Robbia; durante la mia visita era però in restauro. L'altare, probabilmente in occasione della Domenica delle Palme, era decorato con ramoscelli di ulivo che sprigionavano un profumo persistente.


chiesa sant'agata Radicofani

Girovagando tra le viuzze del borgo toscano s'incontrano angoli suggestivi come la Piazzetta del Teatro, un tempo nota come Piazza della Giudecca o della Giudea, era si trovava al centro dell'antico quartiere ebraico.


piazzetta teatro radicofani

All'inizio del borgo si trova il duecentesco Palazzo Pretorio la cui facciata conserva elementi medievali come il portale gotico e numerosi stemmi legati alle autorità cittadine.


Palazzo Pretorio radicofani

Tante altre sono le cose da vedere nel borgo della Val d'Orcia, meta perfetta per una gita di un giorno, e per chi ama le rievocazioni storiche il secondo fine settimana di settembre è il momento perfetto per visitarlo.

In quell'occasione si tiene il Palio che vede le contrade sfidarsi in una gara di trasporto del bigonzo, antico recipiente locale usato per la vendemmia, lungo un percorso che attraversa la via principale del borgo. L'ordine di partenza viene stabilito con una suggestiva competizione di tiro con l'arco, in cui gli arcieri delle contrade si contendono le posizioni migliori. La manifestazione è arricchita da un corteo in costume e da spettacoli degli sbandieratori e dei musici.


centro storico Radicofani

Partecipano le contrade di Castello di Contignano, Borgo Castello, Borgo Castel Morro, Borgo Bonmigliaccio e Borgo Maggiore.


Informazioni utili sulla tappa

Dividendo la lunga tappa da San Quirico d'Orcia a Radicofani, il cammino di questa prima giornata risulta molto meno impegnativo e permette di godere con calma della bellezza dei luoghi attraversati.

È possibile acquistare la credenziale a Radicofani presso l'Ufficio di informazione turistica.

A Radicofani sono presenti due accoglienze per pellegrini: l'ostello Rifugio Gestri e l'Ospitale dei Santi Pietro e Giacomo che non accetta prenotazioni. All'arrivo è necessario chiamare i numeri di telefono indicati sulla porta. L'ostello dispone di camere con letti a castello, due bagni, una cucina e uno spazio esterno per stendere il bucato.


ospitale santi pietro giacomo radicofani

In alternativa, sono disponibili numerosi alloggi con camere private come Casa di Adriano, Casa del Calzolaio o La Casa del Viandante.

Chi percorre la variante verso Abbadia San Salvatore può alloggiare presso la Parrocchia di Santa Croce, solo su prenotazione, oppure all'Osteria dei Locandieri.

Per cena consiglio il ristorante La Grotta, la cui sala è scavata nella roccia vulcanica: offre prezzi accessibili e porzioni abbondanti, con piatti tipici come pici all'aglione, risotto ai funghi, ravioli al tartufo e maialino.


cena grotta radicofani

Come arrivare

Gallina e Radicofani sono collegati dai bus interurbani di Autolinee Toscane, ma è necessario effettuare il cambio a Bagni San Filippo.

In alternativa, è possibile usufruire di servizi taxi e transfer dedicati ai pellegrini attivi lungo tutto il percorso: consentono di trasportare i bagagli, rientrare al punto di partenza oppure interrompere o saltare alcune tappe in caso di necessità.


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