Cartagine è stata una delle città più importanti e influenti del Mediterraneo, grazie soprattutto al suo porto che svolgeva un ruolo centrale negli scambi commerciali.
I numerosi resti archeologici, tra cui porti, necropoli, terme ed edifici pubblici, raccontano l'evoluzione urbana e culturale di quella che fu una delle grandi metropoli dell'antichità.
Cosa vedere a Cartagine
Il sito archeologico di Cartagine è inserito nella lista dei patrimoni dell'UNESCO perché rappresenta un eccezionale esempio di città che ebbe un ruolo centrale nel mondo antico come grande potenza commerciale del Mediterraneo. Le sue stratificazioni testimoniano la sovrapposizione di diverse civiltà -fenicio-punica, romana, paleocristiana e araba - evidenziando continuità e trasformazioni nel corso dei secoli.
Secondo le fonti antiche, la città sarebbe stata fondata nell'814 a.C. dalla principessa fenicia Elissa, conosciuta come Didone. La leggenda narra che, in fuga dopo l'uccisione del marito da parte del fratello Pigmalione, ottenne anta terra quanta poteva contenerne una pelle di bue e, sfruttando uno stratagemma, riuscì a fondare il primo nucleo della città, da cui deriverebbe il nome Byrsa.
Nel corso delle guerre puniche, Cartagine si scontrò a lungo con Roma, fino alla sua distruzione definitiva nel 146 a.C., dopo un assedio durato tre anni.
La città venne rasa al suolo, incendiata e gran parte della popolazione ridotta in schiavitù; secondo una tradizione diffusa, il terreno sarebbe stato simbolicamente cosparso di sale, anche se non esistono prove storiche certe. Celebre è la frase attribuita a Catone il Censore, "Carthago delenda est", che riassume l'ostilità romana verso la città. In seguito, sulle sue rovine, i Romani costruirono una nuova Cartagine, destinata a diventare una delle principali città dell'impero.
Oggi è possibile visitare il sito archeologico di Cartagine, che si estende su un'area molto ampia e con diversi accessi. In una giornata si riescono a vedere i principali punti di interesse anche a piedi, ma per raggiungere le zone più distanti può essere utile prendere un taxi.
L'area è ben segnalata e facilmente visitabile in autonomia con la presenza di guide locali all'ingresso dei vari siti.
- Tour di 6 ore con guida in italiano di Cartagine e di Sidi Bou Said.
- Tour di due ore con guida che parla italiano della sola Cartagine.
- Tour guidato di mezza giornata a Cartagine e Sidi Bou Said. Il tour parte da Tunisi oppure da Hammamet o Sousse.
L'area archeologica è aperta tutti i giorni dalle 8.30 alle 17.00 e il biglietto unico (12 dinari) include diversi siti:
- Anfiteatro
- Ville romane
- Teatro romano
- Museo paleocristiano
- Museo di Cartagine (attualmente chiuso)
- Tophet di Salambo
- Terme di Antonino
- Quartiere di Magone (dal nome dell'agronomo)
- Quartiere di Didone
- Porto punico
Arrivando con il treno, la stazione di riferimento è Carthage Hannibal situata nelle vicinanze dell'ingresso del sito archeologico che include le Terme di Antonino.
Le terme, costruite vicino al litorale, erano tre le più grandi dell'impero romano: si estendevano per circa 300 metri e presentavano una pianta simmetrica con palestre, tepidarium, ambienti di passaggio e, al centro, il frigidarium. La struttura era articolata su due livelli con il piano inferiore destinato a depositi, caldaie e forni che alimentavano il riscaldamento degli ambienti superiori.
Ancora oggi, è possibile apprezzarne le dimensioni, immerse in un prato costellato di fiori, dove sono ancora visibili alcuni elementi del sistema di canalizzazione dell'acqua.
A breve distanza si trovano anche la necropoli punica con tombe sotterranee e i resti di una basilica bizantina di cui rimangono alcune colonne. Nelle vicinanze si possono osservare anche tracce di mosaici nella cosiddetta Casa di Dioniso, ma la presenza di pannelli informativi che raccontino le peculiarità è piuttosto limitata.
Scendendo alcuni gradini si raggiunge la Cappella di Asterius, una piccola chiesa paleocristiana risalente ai primi secoli d.C., nota per i suoi mosaici e le decorazioni sacre. Rappresenta una testimonianza significativa della diffusione del cristianesimo in Nord Africa e uno dei pochi esempi ancora conservati di architettura paleocristiana nella regione.
Proseguendo la visita, si raggiungono le Ville romane, situate su una collina da cui si gode anche la vista sul palazzo presidenziale.
La Casa del Criptoportico è una residenza di epoca romana (III–IV secolo d.C.) organizzata attorno a un cortile porticato e dotata di sistemi idrici e fognari avanzati. Si distingue per i mosaici e le decorazioni, oltre che per il criptoportico, una galleria sotterranea a volta utilizzata come magazzino e accessibile direttamente dal cortile.
La Casa della Rotonda è una grande dimora del I secolo a.C. organizzata attorno a un ampio cortile con 24 colonne. Presenta ambienti di rappresentanza decorati in mosaico e marmo, tra cui una sala absidata e una rotonda interna; alcune aree erano invece destinate ad attività commerciali e servite da cisterne per l'approvvigionamento idrico. In una delle stanze è stata rinvenuta anche una collezione di monete del V secolo d.C., nascosta in un vaso interrato.
Salendo ulteriormente si arriva alla Casa della Voliera, risalente al III–IV secolo d.C., che prende il nome dal mosaico con uccelli che decorava il portico attorno al giardino. Questa ampia residenza, con vista sulla baia di Tunisi, comprende ambienti di rappresentanza, bagni privati e cisterne, ed è caratterizzata da ricche decorazioni in marmo, affreschi e sculture.
Nell'area è visibile anche un grande mosaico del IV secolo, proveniente da una casa lungo l'antica strada tra Tunisi e Cartagine: combina pannelli musivi con cavalli e inserti in marmo a motivi geometrici. La scena rappresenta un gioco articolato in 198 riquadri, in cui i nomi dei cavalli venivano dedotti tramite simboli e allusioni, con un sistema di sorteggio utilizzato per determinare la posizione dei carri.
A poca distanza si trovano l'Odeon, a ingresso gratuito e di cui restano poche tracce, e il teatro romano, con gradinate in pietra e una cavea semicircolare che testimoniano le tecniche costruttive romane e l'importanza degli spettacoli nell'antichità. Il teatro è ancora utilizzato per eventi e concerti, sfruttando la sua acustica naturale e mantenendo viva la sua funzione originaria.
Sulla collina di Byrsa si trovano diversi resti archeologici, tra cui le Terme di Gargilio, l'acquedotto visibile dalla strada e le cisterne di Malga, costituite da una serie di serbatoi paralleli. L'acqua proveniva dall'acquedotto di Zaguan, lungo circa 135 km, a testimonianza delle competenze ingegneristiche romane.
Proseguendo la visita si arriva all'anfiteatro romano di Cartagine, costruito tra la fine del I e l'inizio del II secolo d.C.: un importante esempio di architettura romana in Nord Africa con arena centrale, gradinate e arcate in grado di accogliere migliaia di spettatori. Oggi ne restano i ruderi, che permettono di percepirne le dimensioni e la funzione originaria legata a spettacoli e combattimenti; è inoltre uno dei pochi anfiteatri della regione costruiti su terreno pianeggiante.
Seguendo le indicazioni per il Museo di Cartagine (attualmente chiuso per restauri), si sale sulla collina di Byrsa, dove si trova un'area archeologica con una bella vista sulla città.
Il sito include il quartiere punico con resti di abitazioni popolari a due piani costruite intorno al 201 a.C., alla fine della Seconda guerra punica. Queste case avevano cisterne nei giardini e più livelli abitativi con tetti a terrazza per la raccolta dell'acqua piovana, a testimonianza dell'ingegno architettonico dell'epoca.
Nell'area si trova anche la necropoli punica, dove le tombe erano accompagnate da corredi funerari composti da amuleti, gioielli, utensili e vasi in terracotta, con oggetti databili già alla fine dell'VIII secolo a.C. Tra le sepolture più note vi è quella del cosiddetto "giovane di Byrsa", una tomba sotterranea circolare del VI secolo a.C. che ha restituito lo scheletro di un uomo giovane insieme a oggetti personali e rituali.
Sulla collina si trova inoltre la tomba di Luigi IX di Francia, morto a Tunisi durante una spedizione verso la Terra Santa; le sue spoglie furono poi trasferite nella basilica di Saint-Denis, vicino a Parigi. Accanto sorge la cattedrale a lui dedicata, costruita nel XIX secolo in stile neogotico e oggi sconsacrata, utilizzata per concerti ed eventi, con interni caratterizzati da vetrate colorate e dettagli architettonici eleganti.
Terminata la visita, è consigliabile raggiungere in taxi un'altra area che conserva importanti testimonianze dell'antica Cartagine.
Il porto punico rappresentava il centro delle attività commerciali, navali e militari della città, che controllava alcune delle principali rotte del Mediterraneo antico. Il porto commerciale, lungo circa un chilometro e largo 300 metri, era aperto verso il mare e collegato al porto militare tramite un canale largo circa 20 metri, attraversabile dalle navi da guerra. Il porto militare, di forma circolare, poteva ospitare fino a 220 imbarcazioni, rendendo la flotta cartaginese tra le più potenti dell'antichità.
Durante le guerre puniche, i Romani adottarono e adattarono le triremi cartaginesi catturate, riuscendo così a contrastare e infine prevalere sulla città. Oggi restano poche tracce delle strutture originarie: si può osservare soprattutto una rampa utilizzata per il varo delle imbarcazioni. Le navi venivano costruite a ritmo industriale, grazie al legname proveniente dai boschi dell'Africa settentrionale, modificando profondamente l'ambiente. Alcuni modelli in scala aiutano a comprenderne la struttura e il funzionamento del cantiere e del porto.
Il sito di Salambò conserva il famoso Tophet punico, un santuario a cielo aperto dove sono stati ritrovati, nel 1921, urne cinerarie con resti di bambini e piccoli volatili. Questi erano offerti agli dei, in particolare a Baal, signore del fuoco, e a Tanit, protettrice della vita e della luna. Non si trattava di sacrifici: i resti appartenevano a bambini morti nel periodo prenatale o poco dopo la nascita. Le offerte votive rappresentavano il tentativo del popolo punico di ottenere la protezione e il favore delle divinità.
Il museo paleocristiano, riaperto lo scorso anno, ospita una ricca collezione di reperti archeologici, tra cui ceramiche, monete, giare e statue. La raccolta include anche oggetti legati alla vita quotidiana della popolazione locale in epoca paleocristiana.
Come arrivare e muoversi
L'Aeroporto Internazionale di Tunisi-Cartagine dista circa 30 minuti d'auto dal sito archeologico.
Per visitarlo con calma una buona opzione è scegliere un alloggio a Sidi Bou Said, località molto tranquilla e gradevole, da dove è possibile raggiungere l'area archeologica in circa mezz'ora utilizzando bus o treni. Anche da Tunisi, città che ho già raccontato, i tempi di percorrenza sono simili, ma al momento i collegamenti ferroviari sono interrotti e gli autobus rappresentano l'alternativa principale.
Se utilizzate i taxi consiglio di concordare la tariffa in anticipo tramite app come InDrive, con pagamento in contanti, anche in euro.
Per chi desidera esplorare la Tunisia in autonomia, l'auto a noleggio resta la soluzione più pratica, soprattutto per organizzare itinerari flessibili; piattaforme come DiscoverCars, che consiglio, permettono di trovare offerte molto convenienti.
















Nessun commento:
Posta un commento
Prima di commentare ti invito a leggere la Privacy Policy del blog per l'accettazione.