31 marzo 2026

Tozeur e le oasi di montagna: cosa vedere nel sud della Tunisia

Il sud della Tunisia è un mondo a sé: dove il deserto incontra l'acqua, e i colori della sabbia si mescolano al verde intenso delle oasi. Tozeur e le oasi di montagna sono la meta perfetta per chi cerca natura e scenari spettacolari.

Questo è l'itinerario di due giorni nella zona sud della Tunisia con consigli sulle cose imperdibili e su quelle da evitare.


Tozeur oasi di montagna: cosa vedere sud Tunisia


Tozeur e il sud della Tunisia

Tozeur è la città più famosa della regione e la base ideale per esplorare le oasi circostanti. La cittadina è celebre per la coltivazione delle palme da dattero, i bazar tradizionali e l'architettura in mattoni di fango dalle geometrie uniche.

Questa è una delle porte di accesso al deserto tunisino e si trova accanto al Chott el Jerid, un immenso lago salato che si attraversa proseguendo il viaggio verso Douz.


centro tozeur tunisia

Un'auto a noleggio è la soluzione migliore per gestire i tempi e godersi il magnifico paesaggio del sud della Tunisia. Consiglio di utilizzare DiscoverCars dove si trovano spesso buone tariffe.

Ricordo anche l'importanza di sottoscrivere l'assicurazione di viaggio. Qui trovate lo sconto, riservato ai miei lettori, per le polizze Heymondo. La consiglio per l'assistenza 24 ore su 24 in lingua italiana tramite app così da poter usare solo la connessione dati e perché anticipa le spese mediche.


Tozeur: l'oasi e i musei

Nel cuore di Tozeur si trova la storica medina di Ouled el-Hadef, una delle più affascinanti e meglio conservate della Tunisia. Passeggiando tra le sue stradine si rimane colpiti dalla bellezza delle facciate decorate con elaborati motivi geometrici realizzati con mattoni in argilla a rilievo, un tratto architettonico caratteristico che si ritrova anche nella vicina Nefta.

Il quartiere storico si sviluppa tra via Kairouan e via El-Walid, dove si trova la Madrasa Sidi Abdullah Bou Jemra. L'antica medina è circondata da alte mura costruite con piccoli mattoni chiari, quasi prive di finestre, pensate in origine per garantire privacy e protezione agli abitanti.

All'interno della medina si trovano il museo archeologico e tradizionale Sidi Ben Aissa che conserva manufatti del XIV secolo e il Museo delle arti berbere che in realtà sembra più un negozio.


museo Sidi Ben Aissa tozeur

Addentrandosi nel quartiere si percorre un vero labirinto di vicoli stretti con porte colorate che spiccano sulle facciate di mattoni e passaggi a volta. Passeggiare qui dà la sensazione di trovarsi in un luogo tranquillo e raccolto, lontano dal trambusto delle vie cittadine.


museo arti porte medina tozeur

Accanto si trova il souk con negozi che vendono prodotti di ogni genere, soprattutto datteri, borse e cesti in paglia, e alcune moschee storiche come la Ferkous.


moschea souk tozeur

Per chi vuole approfondire la cultura locale, l'Eden Palm mostra la vita e le coltivazioni delle palme da dattero, mentre il Museo etnografico Dar Cherait conserva oggetti e costumi tradizionali del sud tunisino, offrendo uno spaccato autentico della vita quotidiana e del patrimonio della regione.


museo dar cherait Tozeur

Varcata la porta del museo, ci si trova in un cortile che ricorda quello di un'antica dimora tradizionale, infatti questa è la ricostruzione di una casa del XVIII secolo. La visita prosegue attraverso diverse sale dove sono esposti strumenti agricoli, abiti e oggetti legati alla vita quotidiana e alla cultura berbera, offrendo un quadro realistico di come vivevano le famiglie nei secoli scorsi.


museo etnografico dar cherait Tozeur

Tra le tante scene ricostruite si può vedere quella della preparazione della sposa al matrimonio.

Il museo è aperto tutti i giorni a orari variabili, in genere dalle 8.00 alle 20.00 con chiusura nel pomeriggio per la pausa del Ramadan. Il biglietto del solo museo etnografico costa 10 dinari.

A Tozeur la storia e la spiritualità si incontrano in numerosi edifici religiosi e mausolei. La Moschea Al-Qasr of Bled El Hadhar si distingue per la sua architettura sobria e le sue decorazioni tradizionali che riflettono la fusione tra influenze arabe e berbere. Nella città si trovano anche il mausoleo con le tombe di importanti personalità locali: Chokratsi, Ibn Chabbat e Zafzaf. Di grande fascino è il Mausoleo di Abou El Kacem Chebbi, dedicato al celebre poeta tunisino, le cui opere sono diventate simbolo dell'identità nazionale; il sito è molto frequentato sia per la sua importanza culturale sia per l’atmosfera suggestiva che lo circonda, con cortili tranquilli e dettagli architettonici che raccontano la storia della città.


Le oasi di montagna: Chebika, Tamarza e Midès

Una strada pianeggiante attraversa il Chott El Gharsa, un lago salato che rimane asciutto per gran parte dell'anno ma che in inverno riceve un po' d'acqua. Questo è il punto più basso della Tunisia.

In circa 50 minuti si raggiunge a prima oasi di montagna: Chebika. In epoca romana era un avamposto chiamato Ad Speculum e in seguito venne abitato dai berberi, fino a quando l'antico villaggio fu abbandonato nel 1969 dopo una violenta inondazione.


Oasi Chebika Tunisia

Questa oasi è incastonata in un canyon spettacolare con cascatelle naturali, palme e rocce rossastre.

Qui si può fare l'escursione in autonomia oppure con una guida locale; per la prima volta dall'inizio del viaggio si avverte una certa insistenza nell'accompagnare i visitatori. Se decidete di farvi accompagnare da una guida, vi consiglio di accordarvi sul prezzo prima di partire: senza trattativa iniziale le richieste possono essere molto elevate.

Per godersi l'escursione con maggiore tranquillità è consigliabile prender parte a un tour con guida che parla italiano che comprende oltre alle oasi di montagna, il pranzo e la visita di Mos Espa nel cuore del deserto.
In alternativa, si può partecipare a un tour in 4x4 che comprende la visita di Chebika, Tamaghza e Ong Jemel.

L'antico villaggio era formato da case in pietra di montagna con tetti realizzati con foglie di palme.


villaggio abbandonato Chebika Tunisia

Arrivati nel punto più elevato si gode di una bella vista sul villaggio e sul canyon, mentre poco più in alto si scorge una scultura che raffigura un muflone.

Oltrepassando una stretta fenditura tra le rocce si arriva dall'altro lato della montagna da dove si scende verso il fondovalle fino alla sorgente naturale e alla cascata che è la parte più spettacolare di tutto il percorso.


panorama sentiero oasi chebika

Un sentiero lastricato riporta al punto di partenza. Per questa passeggiata mettete in conto meno di un'ora, trovate la traccia qui.


cascata Chebika Tunisia

Proseguendo verso Tamerza, lo scenario cambia e la strada inizia a farsi tortuosa. Uno spiazzo lungo il percorso permette di fare una sosta fotografica per immortalare la bellezza della vallata.

Prima di arrivare al villaggio si può fare una breve sosta per vedere una cascata che si raggiunge passando tra diversi banchetti di souvenir. È un luogo molto turistico, ma merita comunque una fermata. Durante la mia visita la portata d'acqua era modesta, ma ho visto fotografie con getti più imponenti.


grande cascata Tamerza

Consiglio di non seguire i cartelli per l'oasi ma di arrivare al centro del paese dove, dietro alla moschea, si trova il parcheggio. Da qui si segue la stradina cementata che conduce verso un ristorante dal quale si raggiunge un'altra bella cascata. Qui l'acqua scende tra le rocce crea uno scenario magico, soprattutto al tramonto, quando il canyon si colora di tonalità calde.


cascata oasi tamerza

Da questo punto ho fatto un'escursione con una guida per addentrarmi nel canyon, dove si può osservare da vicino l'azione erosiva dell'acqua che nel tempo ha levigato rocce di calcare e scavato gole.

Un sentiero da percorrere con attenzione permette poi di risalire e osservare il canyon dall'alto, ammirando l'oasi ricca di palme — la più grande oasi di montagna della Tunisia — e le montagne che segnano il confine con l'Algeria.


canyon oasi Tamerza

Questo giro richiede circa un 'ora di camminata, ma senza una guida o persona del posto è difficile capire dove risalire il canyon.

Se si ha tempo a disposizione si può visitare anche il villaggio abbandonato di Tamerza. La città fu lasciata definitivamente dopo la grande alluvione del 1969, quando il fiume rimase in piena per oltre venti giorni.


escursione canyon tamerza

Infine, proseguendo ancora per una trentina di minuti si giunge a Midès, probabilmente la più scenografica delle tre oasi di montagna. Il villaggio sorge infatti lungo il bordo di un canyon profondo, regalando vedute vertiginose e scorci davvero da cartolina.

Anche qui l'antico insediamento fu abbandonato dopo l'alluvione e ricostruito più in là, accanto al palmeto.


villaggio canyon mides tunisia

Dal parcheggio parte un sentiero ben segnalato che scende nel canyon. Il percorso permette di camminare per qualche centinaio di metri fino a un primo restringimento della gola, dove il fondo diventa sabbioso. Poco oltre il canyon si allarga nuovamente e si arriva a un'intersezione tra due valli: seguendo il tracciato verso destra si arriverebbe fino a Tamerza, un itinerario che solitamente viene percorso con escursioni guidate.


canyon mides tunisia

Tornando sui miei passi (trovate qui la traccia gps) ho potuto apprezzare ancora una volta la bellezza delle pareti modellate dagli agenti atmosferici: osservando con attenzione si notano minerali dalle tonalità diverse e perfino piccoli fossili incastonati nella roccia.

Nel collage fotografico mostro come il canyon man mano di restringa sino ad allargarsi nuovamente.


escursione canyon mides tunisia

Ho concluso la visita nel modo migliore, con una tazza di profumato tè berbero preparato con un infuso di lavanda, timo e artemisia. Una pausa semplice ma perfetta per salutare questo luogo straordinario.


Escursione a Nefta

A pochi chilometri da Tozeur, un tempo un'escursione a Nefta prometteva lo spettacolo unico della Corbeille, un'immensa oasi dalla forma di cesto di oltre quattrocentomila palme irrigate da circa centocinquanta sorgenti naturali. Oggi, purtroppo, la situazione è molto diversa: molte sorgenti sono prosciugate o deviate, e l'acqua presente è pochissima. Ciò ha causato gravi danni al palmeto, trasformando quello che un tempo era un giardino verde rigoglioso in un luogo segnato dalla siccità.

La zona ha sofferto negli ultimi dieci anni a causa di uno sviluppo turistico eccessivo, con la costruzione di hotel di lusso che hanno alterato il sistema irriguo. Sebbene oggi la comunità locale stia cercando di recuperare la Corbeille non la consiglio come meta principale.


Corbeille Nefta Tunisia

Vale comunque la pena di sapere che il palmeto è di proprietà di diverse famiglie e che camminando tra le coltivazioni si può osservare la differenza tra le palme che producono datteri succosi e quelle destinate al nutrimento dei dromedari. Le palme da dattero della varietà Deglet Nour, considerati i migliori della Tunisia, iniziano a produrre frutti dopo circa 5–7 anni, raggiungono la piena produttività intorno ai 12–15 anni e possono vivere anche 80–100 anni, continuando a dare raccolti per molti decenni.


palmeto nefta tunisia

Mos Espa: il set di Star Wars

Mi sono addentrata nel deserto dalle dune bianche per attendere il tramonto e visitare Mos Espa, il set cinematografico di Star Wars. La vera esperienza, però, non è tanto il set in sé, quanto la strada che porta fin lì: un paesaggio completamente desertico. La strada è asfaltata, ma spesso coperta da cumuli di sabbia trasportati dal vento, quindi bisogna procedere con attenzione; comunque è percorribile anche con un'auto normale.

Il set, però, è ormai abbandonato a sé stesso dagli anni delle riprese e i visitatori vengono spesso assillati per foto con i dromedari o brevi giri. L'esperienza reale, quindi, appare molto diversa dall'immaginario cinematografico e può risultare deludente.


mos espa tunisia

Ricordo che molti scorci del deserto circostante e i ksour di Médenine hanno ispirato George Lucas per le ambientazioni come il Ksar Medenine e il Ksar Hadada, che racconterò in un altro articolo, quindi se siete appassionati di Star Wars il fascino è soprattutto culturale e fotografico, più che un vero e proprio luogo da esplorare.


dune deserto tozeur tunisia


Chott el Jerid

Il Chott el Jerid, o Chott El Djerid, è un immenso lago salato nel sud della Tunisia, a circa 500 km da Tunisi. Con una superficie di circa 5.000 km² è la più grande pianura salata del paese. Per gran parte dell'anno appare quasi completamente asciutto: il sale forma una crosta biancastra che si estende fino all'orizzonte, creando un paesaggio surreale fatto di riflessi, crepe nel terreno e miraggi che sembrano dipinti.

La presenza di acqua non dipende solo dalle piogge: sotto la superficie scorrono falde acquifere poco profonde che, in alcuni periodi dell’anno, affiorano formando sottili specchi d'acqua.


chott el djerid tunisia

Si attraversa lo Chott sulla lunga strada sopraelevata che taglia la pianura salata collegando Tozeur a Douz, offrendo scorci spettacolari soprattutto al mattino e al tramonto. Lungo il percorso si trovano diversi punti dove fermarsi per fotografare questo ambiente unico, che per molti ricorda la superficie lunare.

Dopo circa due ore di guida si raggiunge Douz, conosciuta come la "porta del deserto".

Chi soggiorna a Tozeur può approfittarne per partecipare a un tour di un giorno tra il Chott e Douz, un'esperienza unica per immergersi nella magia del deserto tunisino e delle sue dune bianche.


Dove mangiare e dormire a Tozeur

Dopo aver esplorato la medina e i musei di Tozeur, è il momento di assaporare la cucina locale. I ristoranti della città offrono specialità del sud tunisino, come cous cous, tajine e brik, spesso accompagnati da datteri freschi o dolci tipici.

Ho gustato un delizioso cous cous vegetariano al Restaurant De La République, un locale caratteristico con un bel cortile dove è possibile provare anche la carne di dromedario. Un'altra sera sono stata al Babylone Lounge, un ambiente più moderno dove ho notato la presenza di molte donne senza velo, un dettaglio curioso che riflette la varietà culturale della città. Qui ho mangiato un chawerma vegetariano, considerato che da vegano in Tunisia ho trovato ben poche opzioni.


piatti tipici colazione tozeur

Per dormire, ho scelto la guesthouse Dar Ali, situata nel quartiere più turistico di Tozeur. Le camere sono spaziose e arredate secondo lo stile tradizionale locale, e la struttura dispone di una piscina stagionale. La mattina viene servita un'abbondante colazione dolce, con brioches, marmellate e halva, il tipico dolce a base di zucchero e pistacchi, accompagnati da uova fresche, pane e olio d'oliva, perfetti per partire con energia per una giornata di escursioni.


guesthouse tozeur

Come arrivare

L'aeroporto di Tozeur-Nefta è collegato con Tunisi e alcune città europee, mentre chi arriva da altre zone della Tunisia può utilizzare autobus o noleggiare un'auto.

Una volta in città, le oasi di montagna si visitano comodamente in giornata, con auto privata o tour organizzati, percorrendo strade panoramiche tra montagne, canyon e palmeti.

Nessun commento:

Posta un commento

Prima di commentare ti invito a leggere la Privacy Policy del blog per l'accettazione.