21 gennaio 2020

La mia esperienza al Wadi Rum

Dormire nel deserto è una delle esperienze da fare almeno una volta e, dopo la bellissima notte trascorsa nel deserto rosso dell'Oman, mi aspettavo grandi cose dal Wadi Rum.

Da tutti quelli che visitano la Giordania è considerato una delle cose da vedere assolutamente e così avevo programmato di trascorrere qui ben due notti per poter visitare diverse zone e vivere una bella avventura.

Alla fine non è andata così perché, una volta a Petra, ho cambiato idea e ho deciso di passare solo un pomeriggio e una notte nel deserto, alloggiando nel camp scelto dall'agenzia.

wadi rum: rocce nel deserto
Deserto roccioso vicino agli archi


Wadi Rum: cosa vedere


Il deserto giordano del Wadi Rum è inserito tra i siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO per la varietà del paesaggio desertico e per la presenza di incisioni rupestri e resti archeologici.
Perciò, durante le escursioni in jeep nel deserto, si possono vedere archi naturali, strette gole e caverne scoprendo paesaggi unici che in fotografia fanno innamorare.
Oltre a questo si potrà andare alla ricerca delle 25.000 incisioni rupestri che raccontano l'evoluzione dell'uomo, passato dall'attività pastorale a quella agricola e poi urbana, nonché lo sviluppo dell'alfabeto.

ponte naturale al wadi rum
Ponte naturale: uno dei tanti archi nel deserto

Wadi Rum: consigli per le escursioni


Dopo la mia esperienza posso consigliare di scegliere un campo tendato abbastanza all'interno del Wadi Rum. Grazie a Googlemaps o Maps.me si può capire dove si trova e dove sono i principali punti d'interesse, tanto per farsi un'idea di dove si andrà a soggiornare.
Coi beduini proprietari del camp si potrà concordare il giro col fuoristrada che può avere diversa durata ed essere fatto anche al tramonto, oppure all'alba per trovarsi immersi in un bellissimo panorama quando sorgerà il sole.

giant rock bridge al wadi rum
Giant rock bridge

Wadi Rum: il tour in jeep


Dopo aver scritto cosa vedere, racconto la mia deludente esperienza nel Wadi Rum che ho vissuto assieme a una coppia di italiani, grandi viaggiatori, e che non ci ha lasciato bei ricordi.

Sono arrivata al Rum Magic Camp direttamente in auto, col mio driver, e già la presenza dei bus turistici mi ha fatto presagire che non sarebbe stata una di quelle esperienze memorabili.
Si dorme in bungalow rivestiti di stoffa, come se fossero tende, e che sembrano una camera di albergo e non certo un tipico alloggio beduino. Certo qui l'acqua scarseggia, quella calda non c'è, ma un giorno si può stare senza doccia, anzi mi aspettavo ben altri disagi.
L'interno era caldissimo, almeno a inizio ottobre, e solo di notte si stava bene.

bungalow del rum magic camp

Il pomeriggio, intorno alle 15, è arrivato un ragazzino col suo scassato fuoristrada che ci ha fatto fare il giro concordato con l'agenzia di tre ore.

La prima sosta è stata vicino ad alcune rocce dove c'era una duna di sabbia rossa che invogliava a scalarla. A sua detta occorreva un'ora per salire, ebbene in 15 minuti avevo raggiunto la parte più alta e, non potendo proseguire sulle rocce, sono ridiscesa correndo giù dal pendio, come avevo già fatto in Namibia.

duna rossa da scalare
La duna da scalare

Intanto i miei compagni di quel giorno erano sotto la tenda dei beduini a sorseggiate il tè e avremo dovuto stare lì un'ora! Per carità, abbiamo pensato tutti che ci avessero preso per sprovveduti turisti.

panorama sul wadi rum dalla duna rossa
Panorama dalla duna rossa

Abbiamo proseguito nel deserto scorgendo alcune antiche incisioni sulle rocce, conosciute come Alameleh inscriptions, che raffigurano animali.
Quindi ci siamo fermati vicino a dei dromedari coi quali si può fare un giro.
Abbiamo vissuto l'ebbrezza di una breve passeggiata a dorso di dromedario di 10 una decina di minuti, tanto per fare qualche fotografia, pagando 6 JOD a testa, poco più di 7 €.

passeggiata sul dromedario al wadi rum
Io e i miei compagni di escursione

La sosta seguente è stata vicino a delle rocce stranissime che sembravano scolpite, tra le quali spicca la raffigurazione di un busto umano, su Googlemaps viene indicato come The Giant Stone Head.
La tappa successiva è stata nei pressi di un punto panoramico su una gola dove il beduino ci ha fatto vedere come le rocce possano essere usate come colorante.
Questa zona del deserto era molto carina e con una bella vista, ma niente che facesse emozionare.

la roccia a forma di gigantesca testa
La roccia a forma di testa gigantesca

Ultima sosta del nostro tour, concordato con l'agenzia, è stato il Siq Umm Tawaqi, un piccolo canyon dove si può vedere la scultura della testa di Lawrence d’Arabia.
Qui c'era un'altra tenda dove avremo dovuto trascorrere un'ora aspettando il tramonto, per concludere così il nostro tour.

scultura testa lawrence d'arabia al wadi rum

Io che ero partita entusiasta del giro nel deserto ero molto delusa e perciò, pagando un extra di 15 JOD a testa, abbiamo convinto il ragazzino a portarci in un'altra zona dove sapevo c'erano bellissimi archi di roccia. Cercando le foto su Google, per fargli vedere il posto, ho trovato alcuni archi e ci siamo diretti lì.

Abbiamo così visto il primo arco e quindi il secondo, molto più scenografico e qui abbiamo trovato molte persone con mezzi ben più potenti di quello che avevamo noi.
Questi archi nella mappa sono indicati come Puente Natural - rock bridge e Giant rock bridge e si trovano nella parte nord del deserto del Wadi Rum, spesso ignorata dai tour in jeep.
Gli archi sono molto belli e il secondo è davvero gigantesco, peccato che la luce del tramonto facesse troppe ombre.
In ogni caso questa è stata la parte più bella del mio tour nel deserto.

giant rock bridge
Sotto il grande Giant rock bridge

In realtà l'arco che volevo vedere si chiama Jebel Burdah ma questa volta non avevo organizzato nulla del mio viaggio e perciò mi sono trovata impreparata nel momento in cui dovevo chiedere al driver dove portarci.

Tornando indietro ci siamo fermati su una duna ad aspettare il tramonto che è calato sul deserto, regalandoci una delle poche emozioni della giornata.

tramonto sul wadi rum

Wadi Rum: mangiare nel deserto


Ritornati al Wadi Rum abbiamo trovato la cena quasi pronta. Le carni e le verdure vengono cotte in un forno sotto la sabbia alla maniera beduina.
Io ho gustato le verdure, patate e carote, e poi riso altre verdure fresche e hummus.
Una cena buonissima e chi ha mangiato la carne ha detto che era gustosissima, questa è l'unica cosa positiva che ho trovato nel camp nel deserto giordano.
Visto che è molto turistico si può trovare in vendita anche la birra in lattina, piccola soddisfazione serale.
La cucina in Giordania è buona, anche se un po' ripetitiva, e ad Amman ho gustato ottime pietanze.

cena al rum magic camp

Wadi Rum: l'alba nel deserto


Dopo cena aspettavo che venissero spente le luci per vedere il cielo stellato, ma senza successo! Perciò sono andata nella zona bar, dove c'era l'Wi-Fi, e qui ho trovato in svolgimento una festa dei local. Bello vedere come si divertono ballando e ascoltando la musica a tutto volume.

Anche allontanandomi un po' dal camp c'era troppa luce perciò sono tornata a dormire fiduciosa di vedere un'alba indimenticabile.

Così ho messo la sveglia e alle 6 e 30 sono uscita nel buio dirigendomi nel punto che mi aveva suggerito la guida degli ospiti francesi, ma non mi sembrava un buon posto per vedere l'alba.
Sono quindi uscita dal camp andando verso la pista che attraversa il deserto ma ho sentito l'abbaiare dei cani e, vedendo che stavano venendo verso di me, sono tornata indietro.

Ho visto poi una coppia di francesi che stava andando verso la pista e così sono andata verso di loro, sperando che i cani randagi non mi seguissero.
Seguendo dei giapponesi mi sono arrampicata sulle rocce di fronte, che offrivano una vista migliore, e da lì ho aspettato l'alba.
Non è stato però un momento così memorabile perché il sole è sorto verso la strada e il villaggio di Disah e perciò il panorama non era un granché e in più la luce non era nitida.

Tornata indietro verso l'entrata del camp ho ritrovato nel parcheggio oltre una decina di cani che stavano abbaiando, sembravano pronti ad addentarsi, però ero vicina all'ingresso e mi sono fatta coraggio.

alba al wadi rum
L'alba vista da sopra le rocce

Sono rientrata al camp, che è recintato ma non completamente, e mi sono sentita al sicuro.

Ultima esperienza negativa del soggiorno nel deserto è stata la colazione: pessima e scarsa. Ho bevuto un tè e basta, non avevano neppure il pane né l'hummus e neppure marmellata o frutta.

Nel deserto mi aspettavo di dormire in tenda e che la sera venissero spente le luci per vedere il cielo stellato, ma ho trovato ben altro. Questo è un camp troppo turistico, fatto per chi desidera solo dormire nel deserto ma non vivere altre esperienze, gli altri ospiti non credo abbiano fatto escursioni.
Non ci sono neppure i dromedari!

Wadi Rum: come arrivare


Al Wadi Rum si arriva benissimo con la propria auto, se si è presa al noleggio, e una volta arrivati al centro visite ci si può accordare coi beduini del camp dove si alloggerà perché vengano a prenderci col fuoristrada.
In alternativa, si può utilizzare un driver o i mezzi pubblici della JETT che arrivano sino al Visitor Center e che hanno una frequenza giornaliera.

Qui sotto il video della mia esperienza al Wadi Rum e se volete potete seguire il mio canale Youtube dove pubblico i racconti video dei miei viaggi e dei trekking.


4 commenti:

  1. Ciao Stefania?
    In quale campo hai alloggiato nel deserto?
    In corso d'opera, una volta giunta in Giordania, io lo ho fatto cambiare alla nostra guida, perché avevo letto che era troppo turistico, ma ora tu me ne dai la conferma!

    Abbiamo alloggiato in un piccolo campo inaugurato proprio la sera del nostro arrivo, e forse per questo la mia esperienza nel wadi Rum, si è "salvata".

    Mi spiace davvero tantissimo di come è andata, ma è proprio vero che la Giordania, sopratutto al sud, si è fin troppo turisticizzata, a discapito della genuinità di luoghi e genti beduina!

    Se faccio il paragone con 10 anni fa, poi, è davvero un'altro posto!

    Ma a parte questo, è un Paese ancora magico!

    A presto, Mimi

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    1. Sono stata al Rum Magic Camp, unica cosa positiva la cena!

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  2. Avendo letto di queste esperienze, io mi sono affidata ai beduini veri e, nonostaNte si debba adattarsi, perché non è un hotel, al campo mi sono trovata benissimo! Niente luci, niente musica, solo buio e deserto. L’ho adorato!

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    1. Era l'esperienza che avrei voluto fare io: il deserto senza le luci artificiali così da vedere le stelle :)

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