Una giornata nel sud dell'Armenia permette di scoprire alcuni dei luoghi più affascinanti del Paese: il Monastero di Khor Virap, con il Monte Ararat a fare da sfondo, i vigneti della regione di Areni e il magnifico Monastero di Noravank, incastonato tra le spettacolari pareti di una gola di roccia rossa.
Escursione a Khor Virap, Areni e Noravank
Questo itinerario unisce storia, spiritualità, paesaggi mozzafiato e la millenaria tradizione vinicola armena.
Se volete visitare Khor Virap insieme ad Areni e Noravank, consiglio di scegliere un tour organizzato da Erevan. Le tre località si trovano infatti a una certa distanza l'una dall'altra e questa soluzione permette di visitarle comodamente nell'arco della stessa giornata.
Organizzare l'escursione in autonomia non è impossibile, ma richiede più tempo per gli spostamenti e una buona pianificazione, perciò un tour giornaliero rappresenta spesso la scelta più pratica.
- Il monastero di Khor Virap
- Il villaggio di Surenavan
- La valle di Areni
- Il monastero di Noravank
- Come arrivare
Monastero di Khor Virap
La giornata è iniziata al Monastero di Khor Virap, uno dei luoghi più celebri dell'Armenia, famoso soprattutto per la sua spettacolare posizione nella pianura con la vista sul Monte Ararat, oggi situato oltre il confine con la Turchia. La montagna, simbolo profondamente legato all'identità e alla storia del popolo armeno, domina il paesaggio alle spalle del monastero creando uno degli scorci più suggestivi del Paese.
Khor Virap è anche una delle principali mete di pellegrinaggio dell'Armenia grazie al suo stretto legame con San Gregorio l'Illuminatore. Secondo la tradizione, Gregorio fu imprigionato per tredici anni in una profonda fossa proprio in questo luogo per ordine del re Tiridate III. Dopo essere stato liberato, guarì il sovrano da una grave malattia e ne favorì la conversione al cristianesimo. Questo episodio portò l'Armenia ad adottare il cristianesimo come religione di Stato, diventando il primo Paese al mondo a compiere questa scelta.
L'attuale complesso comprende le chiese di San Gevorg e Santa Astvatsatsin, costruite nel XVII secolo. La prima sorge proprio sopra la fossa in cui, secondo la tradizione, fu rinchiuso San Gregorio: attraverso una stretta scala metallica è possibile scendere nella camera sotterranea e visitare quello che è considerato il luogo più significativo dell'intero monastero.
Nelle giornate limpide il Monte Ararat appare imponente alle spalle delle chiese del monastero di Khor Virap . Vale la pena salire anche sul piccolo rilievo dietro al monastero, da cui si gode una splendida vista sulla vallata: uno dei punti migliori per scattare fotografie.
Villaggio di Surenavan
Se visitate in questa zona in primavera o in estate, vi consiglio di fare una breve sosta nel villaggio di Surenavan. Sui pali della luce e sulle altre infrastrutture si trovano decine di grandi nidi di cicogna, spesso abitati in questa stagione. È uno spettacolo curioso e inaspettato che rende ancora più piacevole il viaggio nel sud dell'Armenia.
La valle di Areni
L'escursione in giornata prosegue verso sud, attraversando una delle zone più spettacolari dell'Armenia. La strada si snoda tra gole profonde, montagne selvagge e pareti rocciose, regalando panorami che invitano a fermarsi più volte per ammirare il paesaggio. Ci si trova non lontano dal confine con l'Azerbaigian, in un'area che negli ultimi anni è stata interessata dalle tensioni tra i due Paesi.
Si entra quindi nella regione del Vayots Dzor, il cuore della tradizione vinicola armena, dove si trova la Valle di Areni. Qui la coltivazione della vite ha origini antichissime e ancora oggi numerose cantine aprono le porte ai visitatori con degustazioni e visite guidate.
Una delle soste più piacevoli è stata alla Areni Wine Factory, dove è possibile visitare gratuitamente le cantine e conoscere le diverse fasi della produzione del vino fatto invecchiare nelle tradizionali anfore interrate. Al termine della visita viene offerta una degustazione dei vini locali, sia secchi sia dolci, oltre ad alcune originali varianti aromatizzate alla frutta.
Poco distante si trova uno dei siti archeologici più importanti dell'Armenia: la grotta di Areni-1, conosciuta anche come Birds' Cave. Gli scavi, iniziati nel 2007, hanno riportato alla luce reperti eccezionali risalenti al Calcolitico e alla prima Età del Bronzo. Grazie al microclima stabile della grotta, caratterizzato da temperature pressoché costanti e da una bassa umidità, molti materiali organici si sono conservati in modo straordinario.
Proprio qui è stata scoperta quella che è considerata la più antica cantina vinicola del mondo, risalente a circa 6.200 anni fa. Sono stati rinvenuti torchi, recipienti per la fermentazione, semi e resti di uva che dimostrano come la produzione del vino fosse già ampiamente sviluppata in questa regione in epoca preistorica.
La grotta ha restituito anche altri reperti di eccezionale valore, tra cui la scarpa di pelle più antica del mondo, datata a circa 5.500 anni fa e oggi conservata al Museo di Storia dell'Armenia a Erevan, oltre a ceramiche, cesti intrecciati, oggetti rituali e resti umani. La visita permette quindi non solo di ripercorrere le origini della viticoltura, ma anche di conoscere aspetti della vita quotidiana delle popolazioni che abitavano questa valle migliaia di anni fa.
La grotta di Areni-1 è inoltre un importante habitat naturale per i pipistrelli. Ospita dodici delle trenta specie presenti in Armenia, tra cui la rara Barbastella caspica, inserita nel Libro Rosso della Repubblica d'Armenia. Le profonde fessure della cavità offrono rifugio alle colonie durante tutto l'anno: in primavera diventano luoghi di riproduzione, mentre con l'arrivo dell'inverno alcune specie vi trascorrono il periodo di letargo. Proprio per questo motivo, durante la visita è importante mantenere un comportamento rispettoso e limitare al minimo i rumori.
Monastero di Noravank
La giornata si è conclusa al Monastero di Noravank, incastonato tra le imponenti pareti di roccia rossa della Valle di Amaghu. È uno di quei luoghi che difficilmente si dimenticano, dove la bellezza del paesaggio si unisce alla raffinatezza dell'architettura medievale armena.
Le origini del complesso risalgono al X secolo, quando il sito ospitava uno scriptorium, mentre il monastero assunse il nome di Noravank nel 1221. Tra il XIII e il XIV secolo conobbe il suo periodo di massimo splendore sotto la dinastia degli Orbeliani, diventando sede dei vescovi metropoliti di Syunik, importante centro religioso e culturale e luogo di sepoltura della famiglia principesca. In questo periodo furono costruite le principali chiese del complesso: Surb Stepanos Nakhavka (1216-1221), Surb Grigor (1275) e la celebre Surb Astvatsatsin, edificata all'inizio del XIV secolo.
Noravank fu anche uno dei principali centri artistici dell'Armenia medievale grazie all'opera di Momik, straordinario architetto, scultore e miniatore, autore di alcuni dei più raffinati khachkar del Paese e delle decorazioni che ancora oggi impreziosiscono il monastero. Grazie alle donazioni della famiglia Orbelian e dei vescovi di Syunik, il complesso prosperò per secoli, fino al graduale declino causato dalle invasioni e dai terremoti che ne danneggiarono parte delle strutture.
La Chiesa di Surb Stepanos Nakhavka, costruita tra il 1216 e il 1221, rappresenta il principale edificio religioso del complesso. Presenta una pianta a croce inscritta in un rettangolo ed è preceduta da un elegante gavit ricostruito e decorato, probabilmente anch'esso da Momik. Sopra il portale si trova uno dei bassorilievi più celebri dell'arte medievale armena: la Vergine con il Bambino affiancata da una rara rappresentazione di Dio Padre in forma umana, mentre benedice e sorregge il capo di Adamo, con lo Spirito Santo raffigurato come una colomba. Completano la decorazione una scena della Crocifissione e numerosi motivi ornamentali.
Nel complesso si trovano anche la piccola Chiesa di San Karapet, i resti di altri edifici monastici e numerosi khachkar, le tradizionali croci di pietra finemente scolpite che rappresentano una delle espressioni artistiche più caratteristiche dell'Armenia.
A rendere Noravank ancora più spettacolare è il contesto naturale. Le alte
pareti di roccia rossa della Valle di Amaghu avvolgono il monastero creando un
contrasto cromatico straordinario con la pietra chiara degli edifici.
Come arrivare
Per visitare Khor Virap, Areni e Noravank consiglio di partecipare a un tour organizzato con partenza da Erevan. Le tre località si trovano lungo lo stesso itinerario verso sud, ma le distanze e la scarsità dei collegamenti con i mezzi pubblici rendono questa la soluzione più pratica per visitarle tutte nell'arco della stessa giornata.
In alternativa, è possibile organizzare il viaggio in autonomia utilizzando marshrutka e taxi, ma gli spostamenti richiedono più tempo e una buona pianificazione, soprattutto per raggiungere Noravank e la grotta di Areni-1, che non sono serviti da collegamenti diretti. Se disponete di almeno due giorni, una buona idea è pernottare nella zona di Areni, così da visitare con maggiore tranquillità le cantine della regione e le altre attrazioni del Vayots Dzor.
Il Monastero di Khor Virap è raggiungibile da Erevan anche con una marshrutka diretta ad Artashat; da lì occorre proseguire in taxi per gli ultimi chilometri fino al monastero. Se invece viaggiate in due o più persone, può risultare conveniente prendere direttamente un taxi da Erevan, concordando in anticipo sia il prezzo sia il tempo di attesa o il viaggio di ritorno.
Chi dispone di un'auto a noleggio, su DiscoverCars si trovano ottime tariffe, può raggiungere Khor Virap in circa 45 minuti, percorrendo i 40-45 chilometri che lo separano dalla capitale. Da lì si prosegue facilmente lungo la strada che attraversa la valle di Areni fino a Noravank, seguendo un itinerario panoramico tra vigneti, canyon e spettacolari montagne.













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