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1 ottobre 2026

Via Francigena da Châtillon a Verrès

La tappa della Via Francigena da Châtillon a Verrès attraversa alcuni dei borghi più caratteristici della bassa Valle d'Aosta, alternando antiche strade, sentieri nel bosco e splendidi punti panoramici sulla valle centrale. Il percorso richiede un po' di allenamento per i continui saliscendi e per alcuni tratti di sentiero più ripidi, ma regala scorci molto suggestivi e un cammino sempre vario. L'arrivo a Verrès, con il suo centro storico raccolto e il castello che domina il paese, rappresenta una degna conclusione di una delle tappe più piacevoli della Via Francigena valdostana.


Via Francigena Châtillon Verrès


Via Francigena: Châtillon - Verrès

Sono partita di buon mattino scegliendo la variante che parte dalla stazione degli autobus di Châtillon, considerato che il giorno precedente ero tornata a dormire ad Aosta. Il percorso risale Via Tour de Grange fino a ricongiungersi con l'itinerario principale nel quartiere di Pissin. Lungo la salita si incontrano la Maison Brunod, elegante edificio del XVII secolo, e, poco più in alto, la Cappella di San Giuseppe, situata lungo il tracciato principale della Via Francigena.


Maison Brunod Châtillon

Il sentiero prosegue con una piacevole salita panoramica, regalando splendide vedute sui tetti di Châtillon e sulla vallata circostante. Nei pressi di un fontanile ci si ricongiunge con il percorso principale che attraversa la frazione di Pissin Dessus, dove si conserva un imponente torchio tradizionale per l'uva, testimonianza della lunga vocazione vitivinicola della zona.


antico torchio Pissin Dessus Châtillon

Nei villaggi agricoli della Valle d’Aosta erano presenti strutture comunitarie come forni, mulini, frantoi e torchi, fondamentali per la vita quotidiana. I torchi utilizzati per la produzione del vino risalgono, in alcuni casi, ai secoli XVII e XVIII. Quello di Pissin Dessus, restaurato nel 1977, testimonia l'importanza della viticoltura nel territorio. Il suo funzionamento sfruttava un semplice ma ingegnoso sistema a leva: una grande trave di noce esercitava pressione sulla vinaccia, raccolta all'interno della struttura in legno, permettendo di estrarre il mosto che veniva convogliato in una vasca sottostante.

Itinerario: Châtillon - Saint-Vincent - Chenal - Saint-Germain - Berriat - Reclou - Torille - Verrès
Sentieri: 103 (VF)
Lunghezza: circa 17,7 km
Difficoltà: T/E (traccia su Wikiloc)
Tempo: circa 5 ore e 30 minuti (escluse le soste)
Dislivello: quota max 638 m s.l.m. ( D+ 530 m D -654 m)

Il cammino prosegue su un piacevole sentiero in direzione di Saint-Vincent, molto frequentato dagli abitanti del luogo che lo utilizzano per passeggiare, correre o portare a spasso il cane. Panchine distribuite lungo il percorso invitano a fermarsi per una breve pausa, rendendo questo tratto particolarmente rilassante.

Avvicinandosi alla città, lo sguardo viene catturato dal Centro Congressi Billia, immerso nel suo parco, e dal vicino Casinò di Saint-Vincent, uno dei simboli della località.

Dall'altro lato della Dora Baltea si distingue l'elegante profilo del Castello di Ussel, arroccato su uno sperone roccioso che domina l'ingresso della valle e rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura militare medievale della Valle d'Aosta.


veduta Saint-Vincent

La Via Francigena non attraversa il centro storico, ma aggira l'abitato seguendo il retro degli edifici e si passa anche sotto l'ascensore panoramico che collega il fondovalle alle Terme di Saint-Vincent, prima di imboccare un sentiero che costeggia il Ru de la Plaine.

Dopo un breve tratto lungo Via Ponte Romano, si torna a salire fino a raggiungere la Cappella dei Santi Innocenti, nella frazione di Cillian, costruita nel 1954. Sorge nel cuore del villaggio, sul terreno dove un tempo si trovava un antico torchio comunitario. La facciata è decorata da un affresco del pittore valdostano Italo Mus, mentre sul lato nord un'iscrizione in francese invita il viandante a fermarsi per un momento di riflessione.


cappella Cillian Valle d'Aosta

In questo punto ho purtroppo sbagliato direzione. Dopo un breve tratto su strada asfaltata sono comunque riuscita a ritrovare il percorso della Via Francigena e ho ripreso il cammino costeggiando il torrente Feilley. Il sentiero attraversa un piacevole tratto di bosco e passa accanto ad alcune sculture in legno dedicate al pellegrinaggio, un omaggio ai viandanti che percorrono da secoli questo antico itinerario.

Il cammino riprende a salire nel bosco fino a raggiungere il piccolo borgo di Chenal, da dove si scorge l'omonimo castello arroccato su uno sperone roccioso. Il paese, raccolto e silenzioso, conserva tutto il fascino dei villaggi di montagna della Valle d'Aosta.

Oggi del Castello di Chenal rimangono soltanto pochi ruderi. Abbandonato intorno alla metà del XVI secolo e progressivamente smantellato, nel Medioevo svolgeva però un ruolo strategico: insieme al vicino Castello di Saint-Germain controllava il transito lungo il fondovalle e le principali vie di comunicazione. Poco oltre si incontra la Chiesa della Madonna del Monte Carmelo, dalla quale è possibile effettuare una breve deviazione per raggiungere i resti della fortificazione.


Castello Chenal Valle d'Aosta

Ho preferito proseguire lungo il tracciato ufficiale della Via Francigena che scende in un fresco bosco tra grandi massi affioranti e antichi muretti a secco.

Poco dopo il sentiero passa ai piedi del Castello di Saint-Germain, anch'esso costruito in posizione dominante sulla valle. Le sue origini risalgono al Medioevo e per secoli controllò questo importante tratto della Valle d'Aosta, passando sotto il dominio dei Savoia e della famiglia Challant. Dopo il trasferimento della guarnigione al Forte di Bard, nel XVII secolo, il castello venne progressivamente abbandonato.

Oggi sono ancora ben visibili il mastio e parte della torre che continuano a caratterizzare il profilo della collina, anche se l'area non è visitabile per motivi di sicurezza.


Castello Saint-Germain Valle Aosta

La discesa regala ancora splendide vedute sul castello e sulla valle, dove spicca anche la centrale idroelettrica di Montjovet. Il percorso diventa particolarmente piacevole e panoramico, seguendo in alcuni tratti anche l'antica Strada Romana delle Gallie.

Dopo una breve discesa, si risale verso la Chiesa della Natività di Santa Maria, nel comune di Montjovet, il cui nome deriva dall'antico Mons Jovis, "Monte di Giove". La chiesa è documentata fin dal XII secolo, anche se l'edificio attuale risale all'Ottocento.


Chiesa Montjovet valle Aosta

Accanto si trova una panchina ideale per una sosta; peccato soltanto che qui non sia disponibile il timbro per la credenziale.


panchina chiesa Montjovet

Dopo la visita si riprende a salire lungo un bel sentiero che conduce al piccolo villaggio di Reclou, una delle sorprese più piacevoli della giornata. Le case in pietra sono perfettamente curate e i vicoli sono decorati con numerosi utensili e oggetti della tradizione contadina, creando un'atmosfera davvero caratteristica.

Una breve deviazione conduce a un'area di sosta con fontana, perfetta per riempire la borraccia. Qui si trova anche una simpatica lavagnetta sulla quale i pellegrini possono disegnare un fiore e lasciare un desiderio, un piccolo gesto che rende questo luogo ancora più speciale.


borgo Reclou Valle Aosta

Da Reclou il percorso continua con continui saliscendi. Scendendo sulla strada bianca non ho notato il sentiero che taglia l'ultimo tornante, poco male perché ho allungato di poco il cammino. Nei pressi di una scultura, le frecce indicano di svoltare a sinistra.


sculture legno via francigena valle aosta

Da qui inizia probabilmente il tratto più impegnativo della giornata. Il sentiero diventa stretto e sassoso, alternando continui saliscendi nel bosco fino a raggiungere Torille, da dove si apre una splendida vista sulla valle. In caso di pioggia potrebbe diventare pericoloso, ma non è comunque un sentiero esposto.


via francigena torrile verres

L'ultima discesa verso il villaggio si svolge su un'antica mulattiera lastricata, molto suggestiva ma da affrontare con attenzione, soprattutto dopo la pioggia: alcuni gradini scavati nella roccia possono risultare scivolosi.


veduta torrile Verrès

Poco prima dell'abitato si abbandona il sentiero 103 seguendo le frecce della Via Francigena che permettono di abbreviare leggermente il percorso. Si raggiunge così la strada provinciale e, percorrendo il marciapiede, si entra finalmente a Verrès, piacevole borgo situato all'imbocco della Val d'Ayas.

Tra le principali attrazioni di Verrès merita una visita la Collegiata di Saint-Gilles, uno dei complessi religiosi più importanti della Valle d'Aosta.

Secondo la tradizione, il monastero venne fondato nel X secolo, mentre la presenza dei canonici di Sant'Egidio è documentata già dal 1050. Nel corso dei secoli il complesso è stato più volte ampliato e trasformato. Tra gli elementi più antichi si conserva il campanile romanico, mentre l'edificio in pietra e il campanile maggiore furono realizzati nel 1512 per volontà del prevosto Carlo di Challant.

L'attuale chiesa risale invece al 1775 e fu costruita sui resti dell'antica pieve romanica. Al suo interno è inglobata la Cappella dei Santi Giorgio e Maurizio, fatta edificare nel 1407 da Ibleto di Challant come cappella funeraria della famiglia. Dall'esterno è facilmente riconoscibile grazie alla splendida trifora in pietra, mentre all'interno conserva eleganti volte gotiche.


Cappella Collegiata Saint-Gilles Verrès

La collegiata è legata anche a un curioso episodio storico: il 25 maggio 1800 ospitò per una notte Napoleone Bonaparte, in marcia verso la Pianura Padana durante la campagna d'Italia.

Dall'alto di uno sperone roccioso domina il borgo il Castello di Verrès. Le prime testimonianze della fortezza risalgono al 1287, ma l'aspetto attuale è dovuto soprattutto agli interventi voluti da Ibleto di Challant alla fine del XIV secolo. Nel Cinquecento Renato di Challant ne rafforzò le difese per adattarle alle nuove armi da fuoco, mentre il successivo abbandono portò il maniero a un lungo periodo di decadenza, conclusosi solo grazie agli importanti restauri del Novecento.

Oggi il castello è uno dei simboli della Valle d'Aosta e ogni anno fa da scenografico sfondo allo storico Carnevale di Verrès, dedicato a Caterina di Challant e Pierre d'Introd.


castello Verrès

Passeggiando nel centro storico si incontra anche la Cappella di San Rocco, costruita probabilmente nel 1691 e ancora oggi molto cara agli abitanti. Ogni 16 agosto, in occasione della festa del santo, l'area circostante ospita una tradizionale serata all'aperto che coinvolge tutta la comunità.


Cappella San Rocco Verrès

Nel centro di Verrès si trova la raccolta Piazza Émile Chanoux, caratterizzata dalla scenografica doppia scalinata a forma di rombo e dal busto dedicato al celebre politico valdostano. Nei dintorni si trovano anche alcuni edifici storici interessanti, come la Maison La Tour, riconoscibile per la torre scala cilindrica e per il vecchio affresco con la scritta Café et Billard, oltre ad alcune facciate decorate con immagini della Madonna.


Piazza Émile Chanoux Verrès

Il consiglio è quello di dedicare un po' di tempo anche ai vicoli che si sviluppano dietro la via centrale, dove si susseguono scorci pittoreschi, antiche abitazioni in pietra e angoli particolarmente fotogenici.

Attraversata dal torrente Évançon, Verrès mi ha trasmesso l'impressione di un borgo vivace e accogliente, ricco di negozi, locali e servizi. Tra tutte le località incontrate finora lungo la Via Francigena valdostana, è quella che ho trovato più piacevole per concedersi una passeggiata e trascorrere qualche ora con calma.


vicolo dietro borgo Verrès

Dove dormire

Per chi desidera vivere fino in fondo lo spirito del pellegrinaggio, a Verrès è presente la Casa del Pellegrino, situata accanto alla Collegiata di Saint-Gilles e gestita dalla parrocchia.

L'ospitalità è a offerta libera e la struttura dispone di due camerate essenziali ma accoglienti. Un valore aggiunto è il ballatoio esterno, dal quale si gode una bella vista sul borgo. È una soluzione semplice e autentica, ideale per chi percorre la Via Francigena.

Chi preferisce maggiore privacy e comfort può invece scegliere uno dei B&B, affittacamere o appartamenti presenti a Verrès, una soluzione particolarmente conveniente per chi viaggia in coppia o in piccolo gruppo.

La credenziale della Via Francigena può essere richiesta presso l'Ufficio del Turismo di Saint-Vincent oppure a quello di Aosta.


campanile maison tour verrès

Come arrivare

Verrès e Châtillon sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. La linea ferroviaria Torino–Ivrea–Aosta è attualmente interessata da lavori di potenziamento: nel 2026 il servizio ferroviario tra Ivrea e Aosta è sostituito da autobus, che garantiscono comunque i collegamenti con le principali località della valle.

Sia Châtillon che Verrès sono inoltre servite dagli autobus di linea che collegano Aosta a Pont-Saint-Martin, rendendo semplice raggiungere il punto di partenza della tappa o rientrare al termine del cammino.

Questa rete di trasporti permette anche di pernottare in una località diversa da quella di arrivo. Io, ad esempio, ho scelto di rientrare ad Aosta utilizzando i mezzi pubblici, invece di fermarmi a Châtillon.

Prima della partenza è comunque consigliabile consultare gli orari aggiornati di autobus e treni sostitutivi, che possono variare in base alla stagione, ai giorni festivi e all'avanzamento dei lavori sulla linea ferroviaria.


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