venerdì 25 marzo 2016

Islanda: i fiordi orientali

L'Islanda è un'isola con la costa abbastanza frastagliata fatta di spiagge, alte scogliere e fiordi.
Durante il mio viaggio on the road ho visto alcuni fiordi nella parte nord come quelli di Eyjafjörður dove si trova Akureyri e moltissimi fiordi orientali.
Sono andata con un viaggio di gruppo visto che io non guido e perciò mi sono dovuta adattare alla scelta dell'itinerario dell'organizzatrice che voleva assolutamente vedere i fiordi.
Dopo il viaggio posso affermare che in Islanda ci sono luoghi molto più interessanti da vedere e che è sufficiente vedere un fiordo orientale, facendo una piccola deviazione dalla ring road, per farsi un'idea di come siano.

Seyðisfjörður
Seyðisfjörður

Il fiordo che ho apprezzato maggiormente è il Seyðisfjörður che si raggiunge da Egilsstaðir salendo lungo la strada 93 che porta a svalicare un passo di montagna, che abbiamo trovato circondato dalla neve, per scendere dall'altra parte.

Il fiordo era avvolto dalla nebbia e lungo tutto il tratto in discesa attorno a noi si vedevano cascate formate dalle nevi che si stavano sciogliendo e solo nell'ultimo tratto abbiamo cominciato a vedere il paesino che si è svelato ai nostri occhi con le sue casette colorate.

Seyðisfjörður
Seyðisfjörður 

Si è rivelato un luogo perfetto per gli scatti fotografici con le montagne coperte di neve alle spalle e le acque calme nelle quali si riflettevano le casette.

La piccola Seyðisfjörður si è rivelata rilassante ed è la tipica cittadina islandese fondata dai mercanti danesi alle metà del XIX secolo con un'economia basata ancora sulla pesca. 

chiesa di Seyðisfjörður
Chiesa di Seyðisfjörður 

Noi abbiamo passato ben due giorni a salire e scendere le montagne per raggiungere i diversi fiordi per fare addirittura tappa in un luogo sperduto che comunque ho apprezzato per la possibilità di fare una passeggiata serale passando accanto ad allevamenti di cavalli islandesi e di pecore, quelle non sono mancate in nessuna tappa!

cavalli a Dalatangi
Cavalli nei pressi di Dalatangi

Questo luogo sperduto è Mjóifjörður che pensate è abitato solo da 35 persone!

Mjóifjörður
Scendendo al fiordo di Mjóifjörður coperto dalla nebbia

Bisogna percorrere tanti chilometri, alcuni anche sullo sterrato, ed il faro di Dalatangi non merita certo tutto il tempo per arrivare e poi vi nidificano gli Stercorarius, specie di uccelli antagonisti dei puffin che ancora non avevamo incontrato. Questi uccelli sono molto aggressivi e si gettano in picchiata anche sull'uomo per difendere i loro nidi.

Dalatangi
Faro di Dalatangi

Carina invece la cascata Klifbrekkufossar che si vede scendendo la montagna.


Klifbrekkufossar
La cascata Klifbrekkufossar scendendo nel fiordo

Tappa successiva il fiordo di Reyðarfjörður che abbiamo subito lasciato perché non c'ispirava il suo aspetto industriale: qui si trova una grande industria che produce alluminio.
Nello stesso fiordo poco più avanti, si trova Eskyfjordur con le sue casette rosse e le sculture di  Ragnar Kjartansson, massi lungo la strada che rappresentano i marinai dispersi in mare.

Eskyfjordur
Sculture a Eskyfjordur 

Il successivo fiordo, spostandosi verso sud, è Fáskrúðsfjörður dove si trova un museo che ospita tre collezioni differenti tra loro. Infatti ci sono reperti del museo di storia naturale, una collezione di oggetti d'arte ed una di fari ed oggetti della marineria.
Il paesino con le case colorate ed aiuole con tulipani fioriti è molto grazioso.

Fáskrúðsfjörður
La zona del porto

Stöðvarfjörður
La chiesa di Stöðvarfjörður

Proseguendo questa volta lungo la strada costiera si arriva a Stöðvarfjörður, piccola cittadina circondata da montagne rocciose.

Ultima tappa è il fiordo di Berufjörður contornato da alte montagne di riolite erose dall'azione dei ghiacciai. Da qui inizia una zona lagunare ricca di fauna e si possono vedere in giro anche renne durante le passeggiate serali nelle vicinanze dell'ostello Berunes. Peccato che con la mia piccola fotocamera digitale senza zoom le renne appaiano troppe piccole!

Berufjörður
Berufjörður 

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